Cucchi: "Al nostro calcio manca il talento. Vorrei ci fosse una rivoluzione"
Riccardo Cucchi, intervenuto a Radio Napoli Centrale, ha detto la sua sul prossimo ct della Nazionale e sul neo eletto presidente della Figc, Giovanni Malagò. Queste le considerazioni: "Mancini o Conte ct della Nazionale? Il problema è un altro. Cosa può portare Malagò? Non ho mai dubitato che potesse perdere il confronto con Abete. Vorrei che ci sia una profonda rivoluzione. Mi auguro che sia capace di rivoluzionare. Non è un problema di commissario tecnico, di Mancini o di Conte. Il vero problema è il bagaglio tecnico, che si è impoverito. E bisogna indagare. Per me entrambi sono indifferenti. Il problema non è il manico".
"Al nostro calcio manca il talento. Si perde lungo la strada. Abbiamo l'U17 che è campione d'Europa di categoria. Ma i giovani non riescono a trovare collocazione tecnica. Serve coraggio. Ci vuole anche la capacità di riorganizzare il sistema calcio. Vorrei un calcio dove la cosa più importante è la crescita. In Spagna si applaude anche chi gioca bene ma perde. Maldini, Del Piero, Baggio, c'è una domanda che mi pongo: la FIGC si è affidata all'esperienza di Malagò. Per quale ragione il nostro calcio non riesce a produrre un presidente ex calciatore? In Francia, Germania, Polonia è già successo. Vedrei con grande favore che al fianco di Malagò possano emergere dirigenti che sono stati ex calciatori".
"Mi è capitato tra le mani un manuale utilizzato nelle cantere spagnole. Una linea guida distribuita dalla federazione ai tecnici impegnati allo sviluppo del calcio giovanili. Metà manuale è dedicato al dribbling e all'uno contro uno. Non sono affatto convinto che non sono nati talenti dal 2006. La FIGC deve fare esattamente come ha fatto la federazione spagnola: dare indicazioni tecniche. La verità è che il nostro calcio ha delegato il talento ai privati. Oggi per far giocare un bambino a calcio deve pagare".
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