Quando Milinkovic scelse la Lazio. Il retroscena dell'intermediario: "Vi racconto"
L'intermediario di mercato Bernardo Brovarone ha raccontato ai microfoni di Passione Fiorentina di come Sergej Milinkovic-Savic, ormai quasi un giocatore dei Viola, scelse all'ultimo di trasferirsi alla Lazio. Di seguito il retroscena:
"Quella di Milinkovic è stata una situazione assurda. La mamma di Sergej era fidanzata col migliore amico di Igli Tare, quindi la mamma tirava lato Lazio e il babbo Nikola lato Fiorentina. Si fa parlare Sergej con Paulo Sousa, gli ha detto "Io gioco con il doppio mediano, giochi con due due anni e vai al Real Madrid che è il tuo sogno". Diego Della Valle aggiunse un milione alle commissioni da dare al padre. Andò Andrea Rog a chiudere con il Genk, gli si disse "Mi raccomando vai anche al ritiro e fi firmare Sergej, non tornare giù senza far firmare il giocatore". Per me era chiusa, fra Genk e Fiorentina era chiusa. Erano 6,5 milioni di euro e il 40% sulla rivendita. Mentre la Lazio lo aveva chiuso a 10 milioni di euro senza percentuale. Sergej accetta la Fiorentina, facciamo i biglietti, vado in aeroporto a prenderlo ma non c'è nessuno. Chiamo il padre ma non risponde nessuno. Allora andiamo in un bar dalle 13 alle 19 su un tavolino a bere caffè su caffè, con Pradè che non hai idea in che stato era. Poi alle 19 suona il telefono, era il papà: "Guarda è successo un casino con la fidanzata, non so nemmeno come ho fatto a non ammazzarla perché vuole portarlo a Roma a tutti i costi perché la migliore amica vive lì, Sergej è andato in bambola. Rimandaci i biglietti domani siamo a Firenze". Rifacciamo i biglietti per Dusseldorf, si apre il gate e vedo la luce, era arrivato Sergej. Lotito ha visto che Sergej era a Firenze e tutto quanto, poi è successo che siamo andati negli uffici della Fiorentina, a un certo punto Sergej si mette a piangere, diceva "Io non ci voglio stare qua", cose così. Improvvisamente, dal nulla. Allora Pradè: "Bernà io non posso perdere tempo con i bambini, non è che con Milinkovic-Savic vado in Champions e senza non ci vado", ricorderò sempre quella frase".
