Diritti TV | La Liga tenta l'aggancio alla Premier, la Serie A (ancora) in calo
Il calcio europeo si gioca ormai sui bilanci prima ancora che sui campi da gioco. La Liga spagnola ha rotto gli indugi e ha ufficializzato la sua tabella di marcia finanziaria per i prossimi anni, l'obiettivo è chiaro: superare la barriera dei 6 miliardi di euro di ricavi entro la stagione 2027/28. I vertici del calcio iberico prevedono una crescita costante a partire dai 5,46 miliardi previsti per l'annata 2024/25, per poi toccare la quota intermedia di 5,7 miliardi nel 2025/26 e sfiorare i 6 miliardi l'anno successivo. Questa accelerazione poggia su fondamenta commerciali solidissime, la Liga ha infatti già blindato il proprio futuro audiovisivo sul mercato nazionale, assicurandosi un tesoretto complessivo di ben 6,135 miliardi di euro per il ciclo di diritti televisivi che va dal 2027/28 al 2031/32, mettendo a segno un incremento del 9 per cento rispetto al quadriennio precedente.
A sostenere la crescita ci sono anche gli stadi, che attirano ormai oltre 17 milioni di spettatori a stagione con un tasso di occupazione record dell'84,5 per cento, oltre a un calciomercato in uscita che garantisce circa 800 milioni di euro di entrate annuali ai club. Eppure, questa imponente macchina da soldi rischia di non bastare per colmare il divario con la Premier League inglese, che viaggia su un altro pianeta economico. Oltremanica il giro d'affari ha già sfondato il muro dei 7 miliardi di sterline a stagione, che al cambio attuale si traducono in oltre 8,2 miliardi di euro, il divario tra i due colossi è certificato anche dal valore complessivo dei parchi giocatori: la Premier League mette in mostra rose per un valore stimato di 12,5 miliardi di euro, surclassando i 5 miliardi complessivi del parco giocatori della Liga spagnola.
In Italia la Serie A affronta una crisi di crescita strutturale, scivolando al quarto posto tra i top campionati europei per ricavi totali.
Il massimo campionato italiano genera un giro d'affari complessivo di circa 2,9-3 miliardi di euro a stagione, venendo superato anche dalla Bundesliga tedesca. Il divario economico con i 5 miliardi della Liga spagnola e gli oltre 8 miliardi della Premier League si fa sempre più profondo, evidenziando le difficoltà competitive del sistema calcistico italiano.
