FIGC, Gravina: "Abbiamo chiesto la riduzione dei tamponi. Ad ottobre parleremo degli stadi"

Il presidente della FIGC ha chiesto la riduzione dei tamponi per gruppo squadra: si attende la risposta del Cts, ma le sensazioni sono positive
17.09.2020 07:00 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Tommaso Marsili
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
FIGC, Gravina: "Abbiamo chiesto la riduzione dei tamponi. Ad ottobre parleremo degli stadi"

Con la nuova stagione alle porte, il Comitato tecnico-scientifico è al lavoro per stipulare il nuovo protocollo utile per regolamentare le partite in campionato.  La FIGC ha chiesto la riduzione del numero dei tamponi per gruppo squadra. Durante la presentazione del premio 'Città di Camaiore Versilia Football Planet', il presidente Gravina ha spiegato: "Abbiamo chiesto alla politica, del resto il nostro interlocutore è il Governo, di essere sullo stesso livello di tutti gli altri settori sociali e economici del paese. Al Dipartimento dello Sport, al ministro Spadafora abbiamo chiesto di intercedere presso il ministro Speranza per avere dal CTS due risposte, nel rispetto delle condizione sanitarie. La prima: l'Italia è l'unico paese in Europa con tamponi ogni 4 giorni a cui viene sottoposto tutto il gruppo squadra. Siamo sottoposti a questa forma invasiva che compromette anche le nostre mucose. Indispensabile a nostro avviso allungare i tempi. Contrariamente a quanto ho letto, non abbiamo avuto ancora risposte dal CTS. Siamo in attesa. Sono fiducioso su una risposta positiva".

QUESTIONE STADI - "C'è l'esigenza di restituire ai fruitori l'evento. Ho incontrato il premier giorni fa e abbiamo affrontato il tema. Priorità ora alle scuole, ad ottobre parleremo della questione stadi. Quanto al campionato prendo in considerazione solo il piano A. I Play-off? Qualcuno aveva criticato questa mia idea poi però ha vissuto e visto l'esperienza delle final eight ed è stata celebrata questa soluzione. Forse ho sbagliato a coniare l'espressione play-off, dovevo usare un altro inglesismo. Torno a parlare dell'esigenza di valorizzazione del prodotto: il campionato vive un momento di assuefazione e sappiamo che mancano le risorse. Occorre inventarsi una valorizzazione della competizione, per rendere più appetbile il prodotto. Ci vuole qualcosa che elevi lo spessore della competizione. Sull'ipotesi delle final eight ci si può lavorare".

Pubblicato il 16 settembre