Gabriele Pulici: "È emerso il sentimento di noi laziali. Papà era lì con me"
Ospite ai microfoni di Radiosei, Gabriele Pulici, figlio di Felice, ha rivissuto la manifestazione messa in piedi dal popolo laziale, durante la quale ha anche avuto modo di prendere parola:
“Finita la serata, rivedendo le foto e rileggendo i messaggi, ho rivissuto tutto: la considerazione che ho fatto è che, al di là dello sfondo della manifestazione e quindi al di là della volontà di far arrivare a chi di dovere il messaggio, è emerso ancora una volta il sentimento di noi laziali. Una situazione del genere non la sosteniamo più ed abbiamo bisogno che qualcosa si smuova. Guardavo gli occhi delle persone e non ci trovavo rabbia ma amore. Ho rivisto tanta gente, tanti laziali che non vedono l’ora di tornare lo stadio. Ieri c’era tantissimo amore. Complimenti a chi ha organizzato e grazie a tutti i laziali, anche per il comportamento; è stata una serata bellissima".
"Io credo che questo tipo di manifestazioni siano importanti, soprattutto per noi non potendo andare allo stadio. Serviva soprattutto a noi, non tanto per contarci ma per far capire che la Lazio c’è, i tifosi ci sono. Certa stampa vuole far passare la Lazio per morta, portando in auge solo una parte di Roma, ma noi ci siamo".
"Dove porteranno queste iniziative? Non lo so, so però che questa manifestazione rispetto alle precedenti ha una valenza particolare perché c’è stato un interesse diverso, anche nazionale. Le altre probabilmente erano più circoscritte; questa è stata d’interesse anche fuori dal Raccordo. Mi auguro che i piani alti della politica possano far ragionare chi sappiamo noi, i tifosi più di questo non possono fare".
"Nel corso della serata ci sono stati tanti interventi autorevoli, il parere di Rocca mi ha fatto un certo effetto. Sul fatto che papà fosse lì con me non ci sono dubbi. Il mio primo pensiero va sempre a lui. Quando qualcosa riguarda la Lazio, c’è sempre lui, che mi dà forza. Ieri se ci fosse stato, per come l’ho vissuto io, sarebbe stato sul palco ma non sarebbe riuscito a spiccicare parola (sorride, ndr). Avrebbe pianto ed avrebbe semplicemente ascoltato, ne sono certo”.
