Italia, Malagò: "Dimissioni Bianchedi scelta condivisibile". E su Abodi...
“Le dimissioni di Diana Bianchedi sono una scelta che non posso che condividere”. Ospite dell’assemblea di Lega Pro in corso di svolgimento oggi, il presidente federale Giovanni Malagò è tornato sul caso delle ultime ore: “Chi conosce Diana, sa la sua storia e non solo la sua carriera, sa che è stata particolarmente turbata dal fatto che il ministro dello Sport sia entrato nel merito dei comportamenti all’interno della Giunta, sia da parte sua sia dell’altro vicepresidente. Oggettivamente è un’entrata non solo non convenzionale, ma sgrammaticata e fuori luogo. La trasparenza di Bianchedi è fin troppo evidente: non è un problema di CONI, ANAC o FIGC, va avanti con i suoi valori. Mi sembra impossibile darle torto, non mi pare l’unica uscita del ministro su questioni che non riguardano il calcio”.
Troppe sgrammaticature?
“Non ho tempo di leggere tutto, ma mi sembra che il giudizio sia abbastanza unanime: è un dato di fatto quello che sta succedendo. Qui non si tratta di essere amici di qualcuno o qualcun altro, è oggettivo che ci sia questo palese intervento che è sbagliato in assoluto, al di là della posizione che riguarda non tanto me, quanto la Federazione, che devo difendere, e le dinamiche dello sport”.
Teme seriamente che possano essere i suoi ultimi giorni da presidente federale?
“Io sono molto molto tranquillo. Sbaglierò? Non credo, ma approccio questa materia con qualcosa che si dimentica: anzitutto, lo faccio da volontario. In secondo luogo, lo faccio perché sono stato eletto. Terzo, non ho deciso io di scendere in campo: sono stato chiamato da altri. Non capisco perché non dovrei essere sereno”.
Quali sono i contributi che può dare la FIGC alla Lega Pro?
“I numeri sono tutti in crescita, si nota lo sforzo di fare il possibile e l’impossibile per cercare di avere dei parametri molto complessi per quanto riguarda il mondo professionistico. C’è una dinamica che porta tutti gli anni un turnover superiore al 20%. Chi entra magari finisce il campionato a giugno e deve cominciare la stagione di fatto il 1° luglio: spesso è una corsa contro il tempo. Sono sforzi encomiabili, che io apprezzo molto perché conosco i sacrifici che fanno i presidenti. Il dato sui diritti TV credo certifichi i passi avanti fatti, e poi il presidente Marani sta insistendo da tempo per individuare un percorso di sostenibilità, fin qui quasi sempre sostenuto grazie a forme di mecenatismo e di passione. Io stesso l’ho fatto per anni in altri settori, e si vive sul modo che hanno gli imprenditori di restituire qualcosa al territorio: è bellissimo, ma bisogna stare molto attenti, perché non è una cosa che si rinnova in automatico. Marani sta lavorando molto bene”.
Per Euro 2032 saranno investiti 5 miliardi tra pubblico e privato…
“È un tema, quello dei grandi eventi sportivi, di cui sono portabandiera da anni. Penso a Milano Cortina, all’America’s Cup, all’ATP, ai Giochi del Mediterraneo: grazie a questi eventi si mettono in gioco investimenti che non sono accelerati, ma direi proprio inventati. Se c’è un buco in strada è chiaro che hai difficoltà, ma se te la sistemano la tua vita va avanti: se non hai uno stadio pronto, hai necessità di accelerare, e infatti nelle ultime ore sono arrivate diverse missive dai proprietari degli stadi. L’UEFA ci sta guardando con molta attenzione, con massimo rispetto per l’Italia anche alla presenza del primo vicepresidente Gravina: a oggi solo uno stadio (l’Allianz Stadium, ndr) sarebbe in linea”.
Cosa si aspetta domani dalla Nazionale a Parigi?
“Che faccia bella figura. È complicato, lo so, ma ci spero. La strada intrapresa è quella giusta: se a marzo siamo usciti con la Bosnia, non diventiamo fenomeni in un giorno. Ma stiamo creando dei presupposti con dei ragazzi, individuati in maniera inaspettata e con coraggio. La strada non può che essere questa”.
