Frattesi: "Voglio portare un'altra mentalità. La Lazio è la mia crociata"

30.08.2026 23:55 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Frattesi: "Voglio portare un'altra mentalità. La Lazio è la mia crociata"

Dopo la vittoria contro il Genoa, decisa proprio da un suo gol come a Bologna, il centrocampista della Lazio Davide Frattesi ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.

Cosa ti ha convinto a venire alla Lazio? 

"Gattuso mi ha preso sullo sfinimento, mi ha chiamato cento volte (ride, ndr.). Con lui c'è rapporto già dalla Nazionale, poi si è presentata questa occasione. A ventisei anni è arrivato il momento di prendersi delle responsabilità, purtroppo all'Inter non le avevo. Così ho cercato un posto per farlo".

Sognavi un inizio del genere?

"Così forse è troppo, come primo sogno c'era Bologna e questo è un altro. Per Udine non dico niente (ride, ndr.)".

Ti spaventa il rischio di diventare imprescindibile?

"No anzi, dopo anni è questo che cercavo. Mi piacciono le cose un po' impossibili, questa è la mia crociata. Sono venuto qui perché è impossibile fare quello che vorrò fare... Ma non ne posso parlare perché è presto. Mi piacciono le cose difficili, se non impossibili".

Che ambiente, gruppo, mentalità hai trovato?

"Io ho un certo tipo di impostazione. All'Inter c'è una mentalità diversa, sono abituati a vincere. Rompo le scatole su questo, anche il minimo dettaglio ti può aiutare a crescere. Poi si inizia parlare del derby maledetto... sono sempre sei punti, con le altre partite che facciamo? Le prepariamo così, tanto per fare? Sto cercando di portare una mentalità pù del nord, ed è strano perché sono di Roma. Nel mio piccolo sto cercando di portare tutto questo".

Hai trovato dei calciatori che ti somigliano o che ti hanno stupito?

"Gli italiani già li conoscevo. Gli stranieri ti portano altre qualità, come Nuno che va a mille. Lo zoccolo duro però deve essere italiano perché è quello a cui ti aggrappi nelle difficoltà. E qui c'è un bel gruppo forte e sano. Taylor è molto bravo, Dia anche. È molto criticato, ma ha fatto bene a Bologna e mi piace. Finché si vince non rompetegli le scatole perché è inutile. È un giocatore bravo, va incoraggiato per andare in fiducia".

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.