Lazio | Il Fatto Quotidiano: "È stato smascherato il bluff di Lotito"

18.05.2026 20:30 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Lazio | Il Fatto Quotidiano: "È stato smascherato il bluff di Lotito"
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"A Claudio Lotito, che ha sette vite come i gatti, ne sa sempre una più del diavolo (cioè se stesso), stava quasi riuscendo l’ennesima giocata della sua carriera: alzare un trofeo in faccia ai suoi contestatori e qualificarsi all’Europa, nell’anno più difficile della sua gestione", si apre così l'ultimo articolo de Il Fatto Quotidiano, che ha ripercorso la stagione della Lazio e l'attuale gestione del presidente Lotito. "In cinque giorni, la finale di Coppa Italia e il derby hanno smascherato il grande bluff di Lotito: la sua Lazio non aveva nulla in mano".

Prima la Coppa Italia e poi il derby, la Lazio ha perso entrambe le gare più importanti del finale di stagione: "Così i due obiettivi che potevano dare un senso qualsiasi all’annata biancoceleste sono sfumati uno dopo l’altro. Rimane la classifica, impietosa: la Lazio chiuderà al massimo nona e per la seconda volta di fila non giocherà le coppe europee. Non accadeva da 34 anni e probabilmente non è un caso".

"La Lazio oggi è una squadra povera, tecnicamente, mentalmente e anche economicamente. I piani si intrecciano. La rosa è stata progressivamente indebolita nel corso degli anni, rimangono ormai pochissimi talenti, anche fosse soltanto per monetizzarli. L’allenatore, Maurizio Sarri, che ha avuto un ruolo fondamentale nell’evitare la deriva in una stagione così complicata, ormai è in aperta polemica con la dirigenza, e con tutta probabilità se ne andrà. Il bilancio è asfittico. Soprattutto, il clima negativo che si è generato intorno alla squadra sembra ormai irrecuperabile e rende il futuro ancor più cupo del presente", è l'analisi che si legge sul momento che sta vivendo il club.

E poi prosegue: "L’impressione è che il metodo Lotito non funzioni più, forse perché oggi troppo concentrato sulla politica, o semplicemente perché non ha saputo ammodernarsi. Il modello fondato sulla rigida gestione di costi e ricavi è destinato ad arenarsi: se non si riescono ad incrementare i secondi (con la partecipazione stabile alle coppe, e Lotito ha avuto la miopia di non capirlo), non resta che assottigliare sempre di più i primi. Significa recessione calcistica. E anche il mercato non è più quello di una volta, non si trovano talenti a due spicci, non bastano gli scarti altrui su cui spesso la Lazio ha costruito le sue fortune; bisogna investire pure su quelli per rivenderli e sostentarsi col player trading".

L'articolo si chiude con questa conclusione: "È legittimo pretendere di fare calcio senza rimetterci, senza aumenti di capitale, basta guardarsi intorno per capire che i magnati del pallone non esistono più salvo rare eccezioni. Però bisogna saperlo fare, come dimostrano gli esempi di Atalanta, Bologna, lo stesso Napoli. Ci vogliono competenze, scouting, una struttura societaria al passo coi tempi. In un calcio che cambia a mille all’ora, se non ti evolvi sparisci. Ed è ciò che sta tristemente succedendo alla Lazio di Lotito".

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.