Lazio, è il turno di Motta: l'esordio con il Sassuolo per poi prendersi la porta
RASSEGNA STAMPA - La vita di Edoardo Motta è cambiata nel giro di 24 ore. Il portiere classe 2005 è stato catapultato tra i pali della Lazio al posto di Ivan Provedel e potrebbe restarci fino alla fine della stagione. Un salto improvviso per un ragazzo della Generazione Z che, però, ha già mostrato grande personalità.
In conferenza stampa, ricorda il Corriere dello Sport, si è presentato con calma e sicurezza. Quando gli hanno chiesto quale portiere sogna di conoscere, ha fatto il nome di Dino Zoff, mentre tra i ringraziamenti ha citato Alessandro Nesta, tra i primi a credere in lui ai tempi della Reggiana.
Alto 1,94m, Motta ha una struttura fisica importante che lo aiuta nelle uscite alte e nella copertura della porta. Fin dal primo giorno a Formello ha lavorato anche sul gioco con i piedi, caratteristica fondamentale per il calcio di Maurizio Sarri. Ha scelto la maglia numero 40: aveva pensato all’1, ma lo considera ancora un numero troppo pesante.
Arrivato a gennaio dopo sei mesi da titolare in Serie B con la Reggiana, Motta non immaginava che la sua occasione sarebbe arrivata così presto. Adesso, però, il momento che aspettava è arrivato davvero.
