PRIMAVERA - Lazio e Fiorentina, testa già alla Coppa: al Fersini è 1-1, biancocelesti qualificati alle Final Eight
Un punto. È il distacco tra Lazio e Fiorentina al fischio d'inizio della decima giornata di ritorno del campionato Primavera. Un punto. È il vantaggio che i capitolini mantegono sui toscani al termine del match. Un punto. Che regala ai ragazzi di Inzaghi la qualificazione matematica alle Final Eight per lo scudetto. Finisce 1 a 1, a Lombardi risponde Bangu su rigore. Al Fersini, stamani, c'era il pubblico delle grandi occasioni, i supporters biancocelesti hanno sostenuto incessantemente le giovani aquile. Nel secondo tempo è stato esposto anche uno striscione: “Firenze ci hai fatto vietare per non farti contestare”, recitava. Il riferimento è alla decisione della Questura di Firenze, che ha vietato la trasferta nel capoluogo toscano (per il ritorno della Primavera Tim Cup) ai non possessori della tessera del tifoso.
FORMAZIONE – Filippini al centro della difesa, Seck terzino sinistro: mister Inzaghi ovvia così all'assenza di capitan Serpieri, espulso sabato scorso contro il Bari. Strakosha tra i pali, Pollace a destra e Ilari centrale completano il pacchetto arretrato. Minala, Elez e Murgia sono l'intoccabile terzetto di centrocampo, mentre in avanti c'è da segnalare il ritorno da titolare di Tounkara, che forma il tridente con Lombardi e Crecco.
PRIMO TEMPO – Il cielo è plumbeo sopra Formello, al Fersini va in scena l'atto secondo della trilogia Lazio-Fiorentina. Temporeggiano, le due compagini. La fase di studio si protrae a lungo, la voglia di osare stenta a mostrarsi. Mamadou Tounkara, alla prima da titolare dopo il rientro dall'infortunio, comincia a riprendere confidenza con la sua amica, la sua confidente, la bola: sombrero al suo diretto avversario, discesa inarrestabile e destro di rara potenza. Non va. Gondo, tra le fila dei viola, svaria su tutto il fronte d'attacco senza mai scalfire la retroguardia capitolina. Primi provvedimenti del signor Verdenelli: Gulin prima (per fallo su Seck) e Lombardi poi (simulazione) si vedono sventolare in faccia il cartellino giallo. Il match di Lombardi sale d'intensità, il numero 7 inizia a calcare senza sosta la fascia destra. Alla mezz'ora il suo cross è impreciso e atterra dolcemente sui guantoni di Bertolacci. Quattro minuti dopo la sua incursione è letale: assist al bacio di Crecco, stop e destro rasoterra che si insacca rabbiosamente. É la Lazio a tentare la fuga, la Fiorentina arranca, accusa il colpo e sembra non aver la forza di reagire. Si chiude così la prima frazione di gioco, decisivo il guizzo del furetto classe '95.
SECONDO TEMPO – Si riprendono le ostilità, la prima squadra fa capolino nel sottopassaggio. Keita arriva giusto in tempo per gustarsi l'azione travolgente di Lombardi: prende palla a centrocampo, il numero 7, arriva al limite dell'area di rigore ma con il destro accarezza solamente l'illusione del raddoppio. Silvagni, subentrato a inizio ripresa, si piazza sulla destra in sostituzione di un acciaccato Pollace. Primo cambio del match anche per i viola: fuori uno spento Gulin, c'è spazio per il promettente Bangu. I toscani prendono coraggio, Fazi scheggia il palo dalla distanza. Indietreggiano i campioni d'Italia in carica, Inzaghi richiama Elez e manda in campo Pace. Che è subito decisivo. Sì, ma in negativo: il playmaker classe '95 atterra Gondo in area, è calcio di rigore. Bangu si presenta sul dischetto, Strakosha è spiazzato. Dagli spalti si sente qualche vergognoso ululato, il sottofondo che accompagna il pareggio viola è da censura. I ventidue in campo non se le mandano di certo a dire: Silvagni, Filippini e Madrigali finiscono sul taccuino dell'arbitro. Inzaghi si gioca l'ultima carta a sua disposizione, Fiore rafforza l'offensiva capitolina, Murgia si accomoda in panchina. L'ombra della Coppa Italia oscura il finale di partita, non succede più nulla. Lazio e Fiorentina non si fanno male, in attesa del 9 aprile.








