Lazio, Bonanni: "Il derby la partita di Luis Alberto. Viverlo con entrambe le maglie..."

06.11.2022 07:20 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Niccolò Di Leo - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Bonanni: "Il derby la partita di Luis Alberto. Viverlo con entrambe le maglie..."

Una partita senza pronostici, piena di emozioni e sentimento. Domenica si affronteranno le due facce della Capitale: Lazio e Roma, in una sfida sugli spalti a suon di cori e coreografie e sul campo, dove i ventidue giocatori scelti dagli allenatori faranno di tutto per regalare una gioia al loro popolo. In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto un ex giocatore che ha vestito entrambe le maglie e che, come Romagnoli e Pedro, ha vissuto questa sfida da entrambi i punti di vista, Massimo Bonanni. Di seguito le sue parole.

Che tipo di partita si aspetta dalla Lazio, priva dei suoi due elementi più importanti: Immobile e Milinkovic?

"Mi aspetto una Lazio che proverà a fare il suo gioco, imponendo la sua idea e una Roma con un baricentro basso e uno sviluppo sul cambio gioco. Sarà una partita complicata. Mi piace molto come gioca e interpreta le partite la squadra di Sarri, di contro mi rendo contro che affronterà una squadra che sa sfruttare benissimo le difficoltà degli avversari. La Lazio sta vivendo una settimana difficoltosa, viene da due sconfitte consecutive, quindi avrà bisogno di fare punti e di far vedere che può fare bene anche senza Milinkovic e Immobile. Sarà una bella partita".

Le chiedo da allenatore: contro una squadra come la Roma, brava a chiudere gli spazi, a difendere negli ultimi 25 metri e dotata di un centrocampo solido e fisico, da allenatore lei chi schiererebbe nella Lazio: Luis Alberto o Basic?

"La Lazio senza Milinkovic perde molto a livello fisico e tecnico. Un giocatore come Luis Alberto può fare al caso suo, mi aspetto che, se dovesse giocare come credo, possa fare grandi cose. Per lui rappresenta la partita della svolta per dimostrare a tutti quanti che la Lazio può essere sua. La Roma è una squadra che difende bene, chiude bene gli spazi con un baricentro più basso rispetto a quello laziale, proverà a sfruttare le caratteristiche dei suoi giocatori in contropiede. Stanno facendo bene, sono in fiducia e vengono da una vittoria. Sarà una partita complicata sotto tutti i punti di vista per entrambe".

Oltre a qualche rinforzo, per fare il salto di qualità a questa Lazio  manca la mentalità della grande squadra, in grado di superare i momenti di difficoltà all’interno della partita stessa. Come si fa a instaurarla nella testa dei giocatori?

"Io penso che in questo momento la retrocessione in Conference League possa essere un colpo, ma allo stesso tempo credo che la Lazio debba andare più avanti possibile e cercare di vincerla. Così facendo si riesce a dare alla squadra una mentalità vincente. Nessuno si aspettava l'eliminazione, soprattutto perché il girone era alla portata, ma si è complicato strada facendo e ha portato la squadra in Conference. In questo momento, secondo me, l'unica squadra percorribile in Europa è quella di provare a vincere tutte le partite fino alla fine e alzare la coppa. La Roma è da esempio: ha fatto un cammino importante, doveva vincere e secondo me ha fatto la strada giusta. In questo modo si ottengono dei miglioramenti sia a livello mentale che di crescita strutturale e societaria. La Lazio deve provare a vincerla".

Lei ha vissuto il derby con entrambe le maglie, come Pedro e Romagnoli è passato dalla Roma alla Lazio: che sensazioni ha provato nel 2006 quando è sceso in campo in una partita così importante e sentita?

"Io ho avuto la fortuna di crescere nel settore giovanile della Roma e di far parte della squadra che ha vinto lo Scudetto. Il caso ha voluto che nel 2001 fossi in panchina nel famoso Roma-Lazio pareggiato 2-2 con gol all'ultimo secondo di Lucas Castroman. Da tifoso l'ho vissuto male, ma è stata un'esperienza unica e strepitosa, che auguro a tutti i ragazzi che giocano a calcio. Da giocatore, quando sono cresciuto, l'ho vissuto da protagonista con la maglia della Lazio ed è stata un'esperienza altrettanto speciale, se non di più. Mi ricordo i giorni precedenti passati senza dormire e anche le notti insonni successive alla partita, perché purtroppo il risultato non ci ha premiato, nonostante abbiamo fatto una buonissima prestazione. Io nel corso degli anni l'ho rivista molte volte, non meritavamo di uscire dal campo sconfitti, però il calcio è questo. Mi auguro che domenica possa essere una bella partita per noi e di festeggiare insieme. In famiglia ho tramandato la lazialità a gran parte dei ragazzi, quindi speriamo che possa essere una domenica felice".

Ha giocato sia con Paolo Di Canio che con Francesco Totti, due simboli del derby della Capitale: come si preparavano a questa partita e chi la soffriva, emotivamente, di più?

"Di Paolo ne posso parlare perché l'ho vissuto al 100%, essendo stato un protagonista di quella partita. Quella settimana è stata molto complicata, emotivamente parlando. Il giovedì a Formello c'erano migliaia di persone a vedere l'amichevole e hanno caricato l'ambiente, una settimana importante. Paolo sentiva la partita più di tutti gli altri. Francesco lo sento ancora, giochiamo insieme nella Lega di Serie A di Calcio a 8. Ho avuto il piacere di giocare con lui per tre anni da ragazzo, però lo vivevo in maniera marginale, non al 100%. E' stato un piacere vederlo dal vivo, un giocatore che ha raccolto meno di quello che poteva, probabilmente se fosse andato via da Roma avrebbe vinto di più, nonostante sia un Campione del Mondo".

Pubblicato il 5/11