Lazio, 10 anni in 10 momenti storici: i trofei, Klose, la maglia bandiera...

Dal 2010 al 2019, un decennio di gol, acquisti unici, momenti-chiave che hanno cambiato un'era: ecco le 10 immagini da ricordare.
01.01.2020 07:22 di Alessandro Menghi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Menghi - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, 10 anni in 10 momenti storici: i trofei, Klose, la maglia bandiera...

DIECI ANNI DI LAZIO - Dieci anni di Lazio, pieni di passione, intensi, tra soddisfazioni e pure qualche delusione. Mamma come vola il tempo! Se n'è andato un altro decennio ed ora davanti agli occhi scorrono i tanti momenti vissuti abbracciati tifando e soffrendo per i colori biancocelesti. Riviviamoli insieme in attesa del 2020, richiamando alla mente i più belli e più importanti, a loro modo storici, quelli che non potremmo non inserire in un album dei ricordi della Lazio: dalle coppe alzate al cielo ai protagonisti rimasti nella storia, eccoli qui. 

1. UN VOLO LUNGO PIÙ DI CENTO ANNI

Un volo lungo centodiciannove anni, è il volo del simbolo della Lazio. Vola Olympia! Quando lo speaker allo stadio annuncia l'ingresso in scena dell'aquila Olympia, è uno spettacolo per tutti: per il pubblico di casa e per quello ospite. Non potevamo lasciare fuori dalla lista dei momenti storici una delle iniziative che ha reso la Lazio famosa in tutto il mondo. Ovviamente, dal 9 gennaio del 2020 l'introduzione andrà aggiornata perché saranno centoventi gli anni di vita del club biancoceleste e Olympia continuerà a volare e a tenere su le teste. Il primo volo, quello che ha dato il via ad un vero e proprio rito pre partita, c'è stato nel 2010. Da lì in poi, per (quasi) ogni gara casalinga Olympia non è mancata, con i suoi tre giri nel cielo di Roma prima di atterrare sul simbolo della Lazio. Un volo lungo più di cento anni. Sempre più in alto.

2. KLOSE DELL'ALTRO MONDO

Nell'estate del 2011, senza troppi esperimenti, Lotito va sull'usato sicuro e compra per l'attacco di mister Reja Cissé e Klose. Ad essere onesti, il francese è quello che riscuote più clamore, i cori su di lui si sprecano, al suo arrivo in aeroporto l'accoglienza è pazzesca. Il vero colpo però è Klose, anche se inizialmente passa in sordina perché viene da una lunga fase di inattività al Bayern Monaco. Ma il 'Panzer' ci mette poco a prendersi la scena: all'esordio a San Siro contro il Milan fa un gol di rara bellezza, segnando l'inizio di cinque anni fantastici con la Lazio. Giocatore completo, fortissimo in area e professionale al massimo, Klose fa impazzire tutti. Dai gol nei derby (storico quello al 93') alle cinque reti al Bologna, fino alla Coppa del Mondo vinta nel 2014 con la Germania da giocatore della Lazio. In quell'edizione diventa il marcatore più prolifico di sempre della Nazionale tedesca con 71 centri e il miglior realizzatore (16 gol) nella storia dei Mondiali di calcio. Klose dell'altro mondo, un vanto per tutti i tifosi della Lazio. Danke, Miro.

3. LA COPPA

Ventuno giorni dopo quel fantastico pokerissimo di Miro Klose al Bologna all'Olimpico, la Lazio vince La Coppa. Il 26 maggio 2013 non va spiegato, è tutto nel destro sporco ma così bello di Senad Lulic che colora Roma di bianco e celeste e dà alla Lazio una delle gioie più incredibili - se non la più incredibile - degli ultimi dieci anni e più. Quella Coppa Italia porterà per sempre con sé un sapore particolare, così unico, così irripetibile.

4. L'ESPLOSIONE DI FELIPE ANDERSON

Felipe Anderson, che talento. Con tutte le sue sfaccettature, capace di far alzare in piedi uno stadio intero per uno slalom gigante partito da centrocampo e concluso con l'assist al compagno o con il gol. Capace anche di farti imbestialire perché irriverente, a tratti fastidioso quando giocava da fermo senza dare sfogo alla sua incredibile classe. Felipe era questo, prendere o lasciare. Prendere, assolutamente. Anche lui entrato nella top 11 del decennio, nella stagione 2014-2015 è esploso regalando ai tifosi della Lazio giocate d'alta scuola. Il boom assoluto ha una data e una partita ben precisa: 21 dicembre 2014, Inter-Lazio. Finisce 2-2, i biancocelesti vanno avanti con una doppietta del brasiliano. La prima rete è un lampo in area, la seconda è poesia: parte e non lo tiene nessuna, dribbla, dribbla, dribbla ancora e calcia. Che spettacolo. Si ripete nel derby con assist a Mauri e gol da fuori, continua per mesi ad incantare e aiuta la Lazio a centrare all'ultima giornata in casa del Napoli il terzo posto che significa preliminari di Champions League. Felipe Anderson signori, una delle tante meraviglie di questo ultimo decennio.

5. IL RITORNO DELLA MAGLIA BANDIERA

Non solo Olympia e le tante iniziative sociali per cui la Lazio si è spesa in questi anni. Lotito si è reso protagonista di un'idea davvero unica che ha conquistato i tifosi biancocelesti: il ritorno della storica maglia bandiera con l'aquila stilizzata. Era quella indossata dagli Eroi del -9, la banda di Eugenio Fascetti. La Lazio, alla prima partita del girone di ritorno della stagione 2014-2015, lancia la nuova maglia nel match contro il Milan all'Olimpico. Sarà stata la magia di quella divisa, chi lo sa, ma l'allora squadra di Pioli trova la forza nel secondo tempo di rimontare lo svantaggio e vincere 3-1. La maglia bandiera rimarrà anche per la stagione successiva e verrà ripresa nell'annata 2018-2019.

6. SALTA BIELSA: INIZIA L'ERA INZAGHI

Che Lazio avremmo visto, cosa ne sarebbe stato dei successi conquistati, dei derby vinti, delle coppe strappate alla Juventus se Bielsa nell'estate del 2016 non avesse fatto come al suo solito il "loco" rimanendo sulla panchina biancoceleste e rimpiazzando Inzaghi come da accordi? Non lo sapremo mai. Ma ciò che è certo è che tutti ci hanno guadagnato: la tifoseria ha un allenatore veramente laziale, la squadra segue un tecnico competente che sa mostrarsi come un fratello maggiore nei momenti più difficili e la società si gode i trofei in bacheca. Quell'addio improvviso di Bielsa, che aveva gettato tutti nel panico, si è rivelato il colpo mancato di mercato più importante della storia recente della Lazio. Inzaghi non ha solo il merito di aver riportato la squadra a vincere, ma ha riacceso i sogni. Anche quelli più impensabili.

7. KING CIRO

Era da Hernan Crespo nella stagione 2000-2001 (26 gol) che la Lazio non aveva un capocannoniere della Serie A. Ciro Immobile ha riscritto tutto, ogni statistica, ogni record a suon di gol. Da quando è a Roma (luglio 2016) ha segnato 105 reti in 155 partite, delle quali 84 in Serie A, 11 in Europa League, 8 in Coppa Italia e 2 in Supercoppa italiana. L'anno dello scettro della Serie A, Ciro se l'è preso nella stagione 2017-2018 condividendolo con Mauro Icardi (entrambi 29 gol in campionato). Nella storia della Lazio Immobile è al quinto posto tra i marcatori di tutti i tempi: ha agganciato Rocchi proprio a 105 centri, ha nel mirino Giordano a 108, Chinaglia a 122 e Signori a 127. Se poi riuscirà a stupire ancora tutti, potrà decidere di prendere anche il più grande di sempre, Silvio Piola, a 149. Una missione possibile considerato il ritmo a cui ha sempre viaggiato da quando è arrivato a Roma. Per uno come King Ciro, che non a caso è stato votato da voi come l'acquisto più importante del decennio, nulla sembra inarrivabile.

8. MURGIAAA! LA SUPERCOPPA È DELLA LAZIO

Ecco un pratico esempio della grandezza di Inzaghi: il primo trofeo della sua era, la Supercoppa italiana del 2017 firmata Murgia. Quel 3-2 al 90' è, immancabilmente, uno dei momenti storici di questo ultimo decennio perché ha restituito alla Lazio un trofeo dopo quelli mancati sempre contro la Juventus in finale. I biancocelesti sono stati gli unici a vincere oltre ai bianconeri, i soli a battere la squadra pluricampione di Allegri. E poi, diciamolo, ma come è arrivata quella coppa? Sofferenza e tanta, tanta goduria.

9. TABÙ SFATATI

E che cavolo, era ora! Tra i tanti meriti di Inzaghi ce n'è uno che sa di liberazione per tutti i tifosi della Lazio: quello di aver sfatato il doppio tabù pluriennale con la Juventus e il Milan in trasferta in Serie A. Quella che pareva una maledizione, finalmente è stata rotta dal controincantesimo della Lazio di Inzaghi. Contro i bianconeri non si vinceva a Torino in campionato dal 15 dicembre del 2002, dalla serata firmata Fiore-Corradi, mentre in casa dei rossoneri era da trent'anni, dal 3 settembre 1989 (0-1, autogol di Paolo Maldini). Il 14 ottobre 2017 è arrivato il 2-1 alla Juventus all'Allianz Stadium con la doppietta di Immobile e la parata di Strakosha che ha ipnotizzato Dybala dal dischetto all'ultimo secondo. Quest'anno (3 novembre), Immobile e Correa hanno steso il Milan a San Siro. Tabù sfatati.

10. DOPPIETTA

Dulcis in fundo, il ricordo più fresco, quello legato all'ultimo anno. Un 2019 da incorniciare con due trofei in bacheca: Coppa Italia e Supercoppa italiana. A maggio l'Atalanta punita dalla capocciata di Milinkovic e dalla fuga di Correa, poi il 3-1 alla Juventus a Riyad. Et voilà, doppietta! C'è chi un trofeo non lo vede da più di dieci anni, la Lazio è riuscita a prendersene due in un anno solo. Con la speranza che nel 2020 si possa realizzare un sogno ancora più grande. Avanti Lazio!

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Pubblicato il 31/12 alle 13.00