Lazio, Proto: "Mondiale rimpianto più grande. Il futuro? Altro che Netflix..."

Tramite un'intervista rilasciata in Belgio a Sport - Foot Magazine, il portiere biancoceleste ha parlato della sua esperienza all'Anderlecht e di ciò che farà in futuro.
31.01.2020 07:05 di Tommaso Guernacci Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tommaso Guernacci - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, Proto: "Mondiale rimpianto più grande. Il futuro? Altro che Netflix..."

Si commuove solo a parlarne, Silvio Proto. Dopo 11 stagioni passate a difendere la porta dell'Anderlecht non potrebbe essere altrimenti. Tramite un'intervista rilasciata in patria a Sport - Foot Magazine, il portiere della Lazio - eletto miglior numero 1 del campionato belga nel ventennio 2000-2020 - è tornato a parlare della sua esperienza con la maglia dei biancomalva, con un pensiero rivolto al futuro e a cosa farà "da grande", ma senza alcun tipo di ossessione in merito: "I miei ultimi quindici minuti con la maglia dell'Anderlecht? Sin dall'inizio della partita sapevo che sarebbe stata l'ultima. All'improvviso, ho avuto un lampo, ho pensato: «Ma merda, mi mancherà qualcosa». E le mie emozioni sono uscite: ho iniziato a piangere come un bambino, impossibile trattenere le lacrime. Guarda come sono commosso, solo a pensarci. Non volevo andarmene, davvero no. Ma almeno me ne sono andato in tranquillità. Ho fatto del mio meglio fino all'ultimo giorno. Non sono costato un titolo all'Anderlecht. A volte era un'ossessione: immagina, fai un errore che costa un titolo di campione! È anche motivo di orgoglio. Quanti errori reali ho fatto? Ricordo solo un grosso errore, contro lo Zulte Waregem. Senza pretese, posso dire di essere migliore dei portieri che sono stati all'Anderlecht prima di me e di quelli che sono venuti dopo. Sono rimasto molto più a lungo di tutti loro".

RIMPIANTO MONDIALE - "Il mio unico rimpianto con la Nazionale belga è l'infortunio al braccio poco prima della Coppa del Mondo in Brasile. Sapevo che sarei stato lì solo come terzo portiere, ma avrebbe potuto essere una bella esperienza umana".

PROGETTI PER IL FUTURO - "Avrò 37 anni a maggio, ma mi sento benissimo fisicamente. Farò un bilancio alla fine della prossima stagione. Potrei continuare, o smettere... Ho vinto tanto in carriera, quindi se domani mi venisse detto che è finita, non sarei triste. Nessun rimpianto, nessun problema. Cosa farò una volta smesso di giocare? Non l'ho ancora deciso. Vivo giorno per giorno, non mi faccio troppe domande, la vita mi porterà cosa dovrebbe portarmi. Non sono concentrato su una cosa specifica. Ho iniziato dei corsi di coaching in Belgio, li seguo a distanza, ho programmi di studio e formazione online. Abbiamo molto verde in casa. Quindi invece di guardare le serie su Netflix, mi alleno! Quando c'è una pausa internazionale, torno e faccio gli esami".

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Pubblicato il 30/01 alle ore 18:00