Lazio, suono di campane per Lazzari: grinta e cross, ecco il suo identikit

Un percorso ricco di ostacoli, gioie e soddisfazioni. Manuel Lazzari è partito dal basso, ma ha raggiunto la vetta: la Lazio lo attende.
03.07.2019 07:18 di Leonardo Giovannetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Leonardo Giovanneti - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, suono di campane per Lazzari: grinta e cross, ecco il suo identikit

Din don dan”, suonano le campane. Segnale di festa, sapore di fumata bianca. Lazzari è pronto a vestire il biancoceleste, presentarsi alla corte di Inzaghi e calpestare a più non posso quella fascia destra. Quella zona di campo in cui il mister piacentino sogna di vederlo correre da un anno. Proprio così, perché nella scorsa estate il nome di Lazzari è entrato prepotentemente in casa Lazio. Inzaghi lo aveva richiesto, ma l’esterno della Spal non ha attraccato sulle sponde del Tevere. Anche all'epoca il suo nome era stato inserito come prima scelta nello scacchiere del club biancoceleste. Una trattativa che non si è concretizzata, in casa Lazio era necessaria una partenza per far posto all'esterno della squadra estense. Erano circa 12 i milioni richiesti dalla Spal, con il nome di Murgia già in auge per facilitare l'operazione. Eppure, alla fine, nulla di fatto. Il filo, però, non si è mai spezzato: il club capitolino è tornato prepotentemente sul talento classe ’93, proprio inserendo l'eroe della Supercoppa italiana nell'affare. Inzaghi, firmando la sua permanenza a Roma, aveva chiesto delle garanzie. La prima Lotito è pronto a rispettarla: Manuel Lazzari prepara le valige, la Capitale lo attende.

LO STRANO PERCORSO - Manuel Lazzari si appresta a fare il salto di qualità, ha dimostrato di essere un calciatore importante in quel di Ferrara. Atterrerà a Roma con la consapevolezza di essere pronto. La sua storia calcistica inizia in sordina, una gavetta che ha aperto le porte alla grande scalata. Nato a Trissino, ha svolto la lunga trafila nelle giovanili della squadra del suo paese (A.C. Trissino) e nel Vicenza Calcio. Al termine di questa esperienza, però, viene scartato dalla società berica. “Pensai di smettere, fu un momento molto difficile”, ha dichiarato il giocatore stesso. Invece no, rialzarsi e mostrare i muscoli è stata la sua salvezza. Poteva scegliere: un futuro in fabbrica, con un diploma in meccanica, o il mondo del calcio. Ha scelto la seconda opzione e ha avuto ragione. La sua scalata è ricominciata dalla Serie D, anche grazie all’aiuto della sua famiglia. Muove i primi passi con il Montecchio Maggiore nella stagione 2010-2011, poi nei due anni successivi cambia casacca: prima al Delta Porto Tolle, poi alla Giacomense. Dopo il 2012-2013, in cui effettua il passaggio in Seconda Divisione della Lega Pro, la Giacomense si fonde con la S.P.A.L, e proprio con il club di Ferrara Lazzari ottiene la promozione in Prima Divisione della Lega Pro. Nel 2015 - 2016 debutta in Serie B e riesce nuovamente a salire un altro gradino: la Spal approda nella massima serie.

DEBUTTO IN SERIE A - L’esordio in Serie A arriva il 20 agosto 2017 proprio allo Stadio Olimpico contro la Lazio. Insomma, il biancoceleste è stato il colore che lo ha accolto sin dall’inizio della sua esperienza nel grande calcio. Con il club di Ferrara ha collezionato 198 presenze, 3 gol siglati in tutto. Un vero e proprio motorino sulla fascia destra: instancabile, irrefrenabile. Lazzari fa della continuità di corsa il suo asso nella manica. E non disdegna l’assist: ben 8 passaggi vincenti forniti nello scorso anno. Il cross è il suo pezzo forte, riesce a sfornare traversoni con lucidità e precisione. Semplici lo ha aiutato molto, come lo stesso calciatore conferma: “Ho capito come va colpito il pallone. Prima ero veramente scarso, saltavo l’uomo e lanciavo la palla in curva. Ora sono migliorato molto”. E questo è manna dal cielo per la Lazio, che ha bisogno di un talento con queste caratteristiche. La sua qualità più grande, però, è la granitica forza di volontà: “Lancio un appello ai giovani, non mollate di fronte alle difficoltà”. Questo il consiglio di Manuel Lazzari.

NAZIONALE - La meritocrazia esiste. Manuel Lazzari ne è l’esempio vivente. Il primo settembre del 2018 arriva la convocazione in Nazionale. Roberto Mancini non poteva non notare le sue qualità, un motorino con due gambe che spiana il prato verde senza sosta. Le due partite di prova sono di UEFA Nations League contro Polonia e Portogallo. In quel momento, Lazzari è divenuto il primo giocatore della Spal a vestire la casacca azzurra dal 1952 (Ottavio Bugatti e Alberto Fontanesi prima di lui). Il 10 settembre arriva anche la soddisfazione del posto da titolare: Mancini lo schiera dal primo minuto nella gara contro il Portogallo. Altro obiettivo raggiunto. Da lassù, l’esterno può godersi tutto il panorama.

OPERAZIONE LAZIO - È fatta. Queste le due parole che riecheggiano dai media di tutta la penisola. L’accordo c’è, la Spal è pronta a lasciare andare Manuel Lazzari. L’affare dovrà essere formalizzato, ma la strada è ormai spianata: la chiusura dovrebbe arrivare sulla base di 9 -10 milioni di euro più il cartellino di Murgia. Manca qualche dettaglio da limare all’interno del contratto, ma si attende l’ufficialità tanto agognata. Conferme su conferme, anche da parte dello stesso De Martino: manca solamente il comunicato. Inzaghi può tirare un sospiro di sollievo, questa volta Manuel Lazzari entrerà a far parte della sua schiera di soldati. Il matrimonio s’ha da fare. E il classe 1993 salirà sull’altare con la maglia della Lazio, pronto a stupire e, perché no, stupirsi. Stupirsi di come il suo percorso lo abbia infine portato su un palcoscenico così importante. “Din don dan”, suonano le campane. Sarà per sempre? Questo lo dirà il tempo. Intanto Manuel Lazzari ha deciso di baciare il club biancoceleste.

Pubblicato il 2/07 alle ore 08.00