L'esordio dei due nuovi volti della Lazio: fischi per Candreva e applausi per Rozzi

02.02.2012 00:20 di Alessandro De Dilectis  articolo letto 5000 volte
Fonte: De Dilectis - Lalaziosiamonoi
© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it
L'esordio dei due nuovi volti della Lazio: fischi per Candreva e applausi per Rozzi

La Lazio batte una grande in campionato dopo diversi anni di delusioni accumulate sfida dopo sfida. Il Milan ha incontrato sul suo cammino una Lazio tosta e concentrata che ha riversato sul campo tutta la rabbia che l’insoddisfazione di un mercato avaro ha generato nell’ambiente biancoceleste. La serata dell’Olimpico è stata caratterizzata, oltre che dall’ottima prestazione degli uomini di Reja, dall’esordio in campo di due volti nuovi nella rosa a disposizione del tecnico friulano: Antonio Rozzi e Antonio Candreva. Il nome di battesimo è lo stesso ma la loro prima apparizione con la casacca della Lazio non poteva arrivare in maniera più diversa. Prodotto del vivaio laziale alla prima in Serie A il primo,  navigato professionista alla quinta avventura con un club della massima serie il secondo,  entrambi sono nati a Roma e questa sera hanno avuto l’onore di esordire nello stadio della loro città. Ma mentre per  Candreva sono piovuti fischi, per il talento classe 94’ della Primavera di Bollini sono arrivati puntuali i convinti applausi della gente laziale. L’avventura dell’ex giocatore del Cesena inizia in salita, dunque, come era prevedibile. Complice la sua fede romanista e la sfortunata coincidenza che l’ha visto protagonista del deludente mercato biancoceleste, il neo-acquisto laziale non è stato accolto nel migliore dei modi. Toccherà a lui adesso tentare di tramutare i fischi del suo nuovo stadio in applausi. "Abbiamo fatto una grande partita con una grande squadra. Nella ripresa era il momento di proteggere il risultato dopo una super partita. Magari ci possono stare i fischi. Io domani o dopodomani in conferenza dirò la mia. Per adesso sono contento per stasera. Non ho dubbi nei tifosi della Lazio e voglio trasformare i fischi in applausi. Entrare all’Olimpico come giocatore di casa è stata un’emozione unica. Avevo tanta voglia di correre è sono contento della vittoria. Lo stadio era bellissimo e il tifo grandioso. Penso che la partita sia stata equilibrata fino al gol di Hernanes. Le occasioni più pericoloso del primo tempo le abbiamo avute noi. E nella ripresa dopo un paio di rischi abbiamo trovato il gol". Se i tifosi l'hanno accoloto con i fischi, i compagni di squadra lo hanno accolto invece a braccia aperte: "Mi hanno accolto benissimo anche se sono qui da poche ore. Conoscevo Rocchi dalle Olimpiadi di Pechino, è una grandissima persona. Mi ha dato l’incoraggiamento giusto". Il sogno di Rozzi, invece, comincia con la più importante delle vittorie che apre la strada verso la gloriosa carriera che tutti gli augurano. "È stata una sensazione magnifica. Questo momento lo aspettavo da sempre: a sei anni ho iniziato nel settore giovanile della Lazio. Speriamo che la serie continui. Mi sono scaldato per ottanta minuti, aspettavo la chiamata e quando siamo passati in vantaggio ero troppo contento. Le possibilità di entrare aumentavano. Davanti a Seedorf ho avuto una sensazione strana. Volevo a tutti costi togliergli la palla perché … non lo so era incredibile! La mia maglietta finirà subito appesa: senza lavarla come Zampa. Non la regalo a nessuno. Ognuno dei miei compagni mi dava dei consigli. Soprattutto iniziare al massimo, infatti sono partito a duemila".