La rabbia di Mellone: "La comunità Lazio va rispettata. È una cosa seria!"
Anche Angelo Mellone, Direttore del DayTime Rai, ha parlato della Lazio, ma soprattutto della contestazione dei tifosi, che hanno scelto di non essere all'Olimpico in occasione del match contro il Genoa. Lui stesso, tifoso biancoceleste, ha aderito all'iniziativa, e contro i rossoblù non ci sarà. Ecco le sue parole ai microfoni di Radiosei:
“Ho aderito all’iniziativa di Lazio-Genoa, venerdì non sarò allo stadio, andrò a Ponte Milvio per utilizzare democraticamente, pacificamente, con il giusto diritto alla polemica un diritto. Quello che distingue la Democrazia dagli altri regimi politici è la garanzia alle minoranza di esprimere il proprio pensiero. Io rivendico il diritto di parola, il diritto di polemica ancor di più perchè sono abbonato. Rivendico anche il diritto ad essere arrabbiato e sconfortato. Questa non è un auto-distruzione, ma è una situazione di cooping dissolving. È sempre il giorno della marmotta, è sempre un ritorno all’identico.
La sofferenza, intanto, va condivisa, ed il pubblico va rispettato. I tifosi della Lazio sono una comunità, è uno spirito di corpo, di appartenenza, di comunità. Come fai a non avere l’umiltà, la grazia, l’empatia per non capirlo dopo oltre 20 anni? Quale altra tifoseria in una situazione del genere avrebbe sottoscritto 20mila tessere? Ci sono 30 mila persone che hanno sottoscritto una petizione in cui si chiede qualcosa di assolutamente comprensibile. Fare un passo indietro.
I tifosi della Lazio hanno invitato ad astenersi per condividere uno stato di frustrazione, prostrazione, semi-depressivo. E tu fai un comunicato come quello della società? Dove è la minaccia contenuta nell’iniziativa? Che bisogno c’è di emettere un comunicato che come effetto ha fatto incavolare ancora di più? In democrazia ci sono i diritti delle minoranze, di contestare liberamente senza violenza. C’è il diritto di dire basta, io non voglio più trovarmi ad essere costretto a privarmi della Lazio per amore della Lazio. Non voglio più trovarmi dentro l’eterno ritorno all’identico o di fronte a telefonate che consentono a chi non è tifoso della Lazio di prendermi in giro. Le informazioni si tengono nella società, ci sono processi comunicativi, c’è la gestione della comunicazione. È una cosa seria”.
