Lazio, unione e concretezza: così la squadra ha cambiato pelle
RASSEGNA STAMPA - È una rimonta che vale molto più di una semplice qualificazione. Con il successo sul Bologna nei quarti di Coppa Italia, la Lazio si è guadagnata la doppia semifinale contro l’Atalanta, ma soprattutto ha ritrovato sé stessa.
Il successo del Dall’Ara è il manifesto di questa nuova fase. Alla base, sottolinea il Corriere dello Sport, c’è un gruppo che si è compattato nei momenti più duri e un piano partita più diretto: ripartenze rapide, verticalizzazioni immediate, cross attaccati con decisione. Meno palleggio, più sostanza. È una Lazio diversa, figlia di un Sarri meno esteta e più pragmatico, disposto ad accorciare il percorso pur di tornare competitivo.
Ora il cammino incrocia di nuovo l’Atalanta, già avversaria in Coppa e di fronte domani anche in campionato. La Dea, avanti di sei punti, rappresenta un bivio: vincere all’Stadio Olimpico significherebbe riaprire la corsa e alimentare fiducia in vista del doppio confronto di Coppa. Una sconfitta, invece, renderebbe più ripida la risalita in classifica.
La stagione non è stata lineare, eppure qualcosa sembra essersi acceso. La squadra corre di più, si aiuta, accetta di abbassarsi quando serve e riparte con maggiore convinzione. La brillantezza totale, quella sognata da Sarri, forse non c’è ancora. Ma la Lazio ha riscoperto un valore decisivo nei campionati difficili: l’unione. E con essa anche il coraggio di cambiare pelle.
