Scudetto 1915, l’avv. Mignogna: "Fascicolo in FIGC completo. Quello della Lazio caso unico!"

Pubblicato il 16 novembre 2018 alle ore 18:00
17.11.2018 06:55 di Alessandro Vittori Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Scudetto 1915, l’avv. Mignogna: "Fascicolo in FIGC completo. Quello della Lazio caso unico!"

L’avvocato Gian Luca Mignogna è intervenuto a ElleRadio per fare il punto sul tema dello Scudetto 1915: “Sono fiducioso sull’esito finale della rivendicazione perché sotto il profilo legale tutto ciò che abbiamo provato è incontestabile e inoppugnabile, con tesi condivise dagli stessi esperti nominati dalla FIGC. Sulla tempistica resta l’incertezza, è vero che si è arrivati finalmente all’elezione del presidente federale con il conseguente insediamento del consiglio, manca però ancora il Comitato di Presidenza: è importante che tutta la macchina si completi e sia ripartita, il percorso è stato intrapreso. Ho ascoltato le parole di Gravina che ha affermato come massimo entro dicembre ogni carica istituzionale sarà a posto. Bisognerà fare attenzione anche al sito della FIGC per capire cosa sarà all’ordine del giorno e cosa no nei prossimi Consigli Federali".

ALTRO FASCICOLO - “Per me era importante mettere un paletto in questi giorni, per cui ho ripresentato un’altra istanza in FIGC perché mi sembrava opportuno, dopo questo lungo periodo in cui c’è stata una lunga vacanza di cariche, il fascicolo fosse integro e al suo posto. Dall’ufficio legale della FIGC che mi ha detto che il fascicolo è lì, integro e pronto per essere esaminato: certo questo fascicolo ora dovrà passare all’ufficio di presidenza e starà anche a noi come ambiente laziale spingere affinché questo avvenga nel più breve tempo possibile. Questa rivendicazione a volte è stata un po’ osteggiata da alcune componenti della politica sportiva, ma i diritti della Lazio in questo caso sono sacrosanti e non possono essere messe in discussione”.

LAZIO 1915 CASO UNICO - “Dopo l’elezione di Gravina si sono aggiunte molte istanze di altre squadre, Udinese, Genoa, Torino, Spezia, si parla di Scudetti del passato che possono essere ridiscussi: a me preme specificare come lo Scudetto del 1915 per la Lazio rappresenti un caso unico a livello mondiale, unico campionato sospeso a causa della Grande Guerra, e per il quale il nostro lavoro ha riportato alla luce fatti nascosti per un secolo dalla storiografia ufficiale. Le altre possibili rivendicazioni riguardano invece fatti di campo o a esso strettamente connessi, mi scoccia quando vengono messe sullo stesso piano di quelle della Lazio perché oggettivamente non lo sono”.

POSIZIONE LAZIO - “Sin dall’inizio la Lazio come società è sempre stata grata e vicina a quello che facevo, chiarendomi che non poteva direttamente prendere posizioni per vari motivi, perché si sarebbe palesato un conflitto d’interesse pesante a livello istituzionale. Devo ringraziarla però perché mi ha sempre permesso di portare avanti un contenzioso che non riguarda la mia sfera giuridica patrimoniale ma riguarda la sfera giuridica di una società che per quanto sia la mia squadra del cuore, giuridicamente è ovviamente un altro soggetto. Potevano anche fermarmi, non l’hanno fatto e io ringrazio la Lazio e il presidente Lotito che ha creduto in questa iniziativa senza poterla perorare direttamente ma lasciandomi fare, un qualcosa che ho sempre considerato come un gesto di stima, affetto e gratitudine di cui vado fiero”.

FUTURO - “Sono convinto che Gravina debba riaprire il cassetto in cui giace la rivendicazione, anche perché al momento del suo insediamento ha specificato di voler risolvere questioni pendenti da molti anni e in questo ho visto anche un riferimento allo Scudetto 1915. Certo che con l’avvocato Trane e l’equipe che segue il caso teniamo anche aperta la possibilità di poterci rivolgere alla giustizia ordinaria, anche se questo significherebbe uscire dall’alveo naturale della questione che è all’interno della FIGC. Noi vogliamo avere ancora fiducia nelle istituzioni anche se mi sono reso conto che ci sono anche frange ostili, magari per motivi di campanilismo”.