Primavera, Cavanda perchè fai così?

18.03.2010 18:12 di  Riccardo Mancini   vedi letture
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it
Primavera, Cavanda perchè fai così?

"Ha i mezzi per spaccare il mondo e raggiungere traguardi importanti, ma molto spesso non usa la testa": è questo, in sintesi, ciò che gli addetti ai lavori e tutti coloro che gravitano attorno al mondo della Primavera biancoceleste pensano di Luis Pedro Cavanda. Terzino destro, classe '90, nato a Luanda in Angola ma con passaporto belga, il giovane difensore non sta rendendo come dovrebbe in una stagione piuttosto difficile e ricca di ostacoli. Dopo un'annata positiva (2008/2009) ed una iniziata sotto i migliori auspici (quella attuale) condita dall'esordio in prima squadra il 17 dicembre 2009 in Europa League contro il Levski Sofia, infatti, Cavanda ha mollato la presa, perdendo troppo spesso il lume della ragione e rendendosi protagonista di alcuni episodi che hanno particolarmente infastidito non solo il tecnico Roberto Sesena. Ultimo in ordine di tempo quello del 23 gennaio scorso: durante l'incontro di campionato tra la Lazio e il Catania (1-2), disputatosi nel Centro Sportivo di Formello, il mister capitolino decide di sostituire al 40' il terzino belga, apparso deconcentrato e poco motivato in una delle sfide più delicate della stagione contro una delle dirette concorrenti per l'accesso alle Finali Scudetto. Il 20enne, però, reagisce in malo modo togliendosi la maglia, lasciandola cadere a terra e borbottando qualcosa contro l'allenatore biancoceleste, tra lo stupore delle centinaia di tifosi e genitori presenti sugli spalti. Un gesto grave e da condannare, che ha avuto le sue ripercussioni anche nelle settimane successive. Terminato il Torneo di Viareggio, lo stesso Sesena, infatti, dopo la strigliata del ds Igli Tare, ha deciso di "mettere da parte" il proprio calciatore, punendolo per un comportamento da troppo tempo spocchioso ed anche molto svogliato, sia durante gli allenamenti che durante le partite ufficiali. Da quattro settimane Cavanda è così stato messo ai margini della squadra Primavera, non convocato per scelta tecnica in una delle fasi più calde della stagione. Una scelta coraggiosa da parte del mister che ha rinunciato forzatamente ad uno dei giovani con maggior estro e potenzialità tecnico-fisiche del settore giovanile biancoceleste. Una scelta che Luis Pedro ha dovuto accettare di buon grado e che, probabilmente, lo farà ritornare sulla retta via. Il ragazzo ha voglia di tornare protagonista, vuole dare una mano ai propri compagni, vuole confermare quanto di buono fatto vedere in queste stagioni. Ai suoi amici, ha promesso di volersi rimboccare le maniche, di voler ripartire di slancio. Ciò su cui bisogna lavorare, ora, è la mentalità del ragazzo, è lo spirito, è la testa. Ma in primis è lo stesso Cavanda che deve capirlo, che deve applicarsi per ottenere risultati soddisfacenti. E' giovane, certo, ma ciò non giustifica tali atteggiamenti. Ha l'età giusta per capire, ha mezzi e qualità per sfondare: adesso sta a lui mettere in pratica ciò che Sesena e tutti coloro che tengono alle sue sorti, stanno cercando di infondergli in queste settimane. Basterebbe solo un pò di buona volontà. Il resto verrà da sè. Altre "Cavandate"? No grazie...Ora tocca a te, Luis Pedro. Riprendi a correre, ma con cervello, su quella fascia...