Spagna, il paradosso dei Luis: perché Enrique non vede Alberto?

09.10.2020 07:22 di Francesco Tringali   Vedi letture
Fonte: Francesco Tringali - Lalaziosiamonoi.it
Spagna, il paradosso dei Luis: perché Enrique non vede Alberto?

Come fa il centrocampista con più assist del campionato italiano (lo scorso) a non finire (quantomeno) nella lista dei convocati della propria nazionale? Partiamo con questo interrogativo, prima di mettere sul tavolo il carico da novanta che quella stessa nazionale - la Spagna - è la regina del centrocampo con più qualità di tutte per antonomasia. Non resta allora che rivolgerci ai due Luis, il primo - quello che monitora, giudica e poi sceglie - e il secondo, quello che non può far altro che stupire, servire e deliziare da due anni. Ma Enrique non vede Alberto, o meglio, dimostra di non andargli a genio. Paradossale, è vero. Considerando che il mago laziale ha da curriculum l'ultima presenza con la Roja targata novembre 2017. Qualcuno giustamente tirerà in ballo una trequarti che pullula di fantasia, ma guai a farsi ingannare, perché questa Spagna non è più quella dei David Silva, Xabi Alonso, Iniesta e Xavi, ma una squadra dalla qualità indiscussa di cui uno come il Mago calzerebbe a pennello.

RIVOLUZIONE ANAGRAFICA - Analizziamone allora le possibili ragioni. Il c.t. spagnolo, al suo secondo mandato dopo le dimissioni del 2019, avvia un massiccio rinnovamento chiamando sei debuttanti e un manipolo di giovani al di sotto dei 24 anni nelle prime convocazioni dell'agosto scorso. La Spagna riparte dagli under 24, a cui faranno da chioccia solo cinque senatori: De Gea, Sergio Ramos, Carvajal, Busquets e Navas, unici sopravvissuti della vecchia guardia. La convocazione di Ansu Fati, seconda volta in questa tornata a soli 17 anni, è la fotografia di dove Luis Enrique voglia andare a parare. La necessità di abbassare l’età media e avviare un nuovo ciclo ha dettato le scelte del tecnico che, senza temere critiche, ha aperto le porte della nazionale a diversi volti nuovi, o quasi, perché Luis Alberto (che di anni ne ha 28) continua a restare fuori.

FATTORE TATTICO - 4-3-3 è il marchio di fabbrica rosso spagnolo. A metà campo l'intoccabile è Thiago Alcantara (rimasto fuori dai prossimi impegni poiché positivo al Covid), il resto se la giocano Busquets e Merino (Real Sociedad). Il nome nuovo è quello di Josè Campana, meteora nella Sampdoria e astro nascente del Levante, in cui si è espresso a grandi ritmi da regista. Sempre presente Fabian Ruiz, spesso unico "italiano" in lista ma che a questo giro è rimasto bloccato a Napoli per la vicenda Covid. E Luis Enrique che fa? Preferisce restare in 24, nessuna sostituzione, neanche a dare una chance a un volto nuovo, sua suddetta metodologia. È evidente allora che Luis Alberto, nonostante un 4-3-3 a cui potrebbe adattarsi alla perfezione e, ancora, con credenziali e numeri da fuoriclasse, sia giudicato non idoneo alla Spagna che ha in testa Enrique. Il paradosso dei Luis, due che stupiscono, chi nel bene, chi nel male.

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Pubblicato il 08/10 ore 16:00