ESCLUSIVA - Il baby Borecki si racconta: "La Lazio è un grande club! I miei preferiti? Candreva e Klose" - VIDEO&FOTO
Ci attende seduto lì, sulle poltrone del River Chateau tanto care al buon vecchio Edy Reja. E' timido Michal Borecki. Accanto a sé ha Eva e Jozef, l'Antico e il Nuovo Testamento confluiscono insieme nei loro nomi. Per loro figlio hanno scelto il nome di un arcangelo, l'autentica religiosità della terra di Papa Wojtyla si respira a pieni polmoni. E' un colpo di mano della Provvidenza, allora, ad aver catapultato il giovane talento polacco dalla sua Bydgoszcz a Roma. Ha un illustre concittadino Michal, un certo Zibì Boniek: un auspicio niente male, anche se il più forte calciatore polacco di sempre ha vestito la maglia giallorossa. Michal vuole invece affacciarsi al grande calcio vestito di biancoceleste. Tre anni di contratto per lui, classe '97 punto fisso dell'Under 16 polacca e già in orbita Under 17. Proprio con la maglia della sua nazionale, Igli Tare ha avuto modo di farlo osservare e di apprezzarne le indubbie qualità. "La Lazio lo ha visionato al Torneo di Bannikov, in Ucraina", rivela in esclusiva a Lalaziosiamonoi.it l'agente italiano del giovane centrocampista, Gianluca Di Carlo. E già da domani per Borecki sarà di nuovo nazionale, nella prestigiosa vetrina giovanile della Syrenka Cup. Saranno presenti decine e decine di osservatori, ma ogni velleità su Michal ha vita breve: lui ha scelto la Lazio. Si aggregherà agli Allievi Nazionali di Simone Inzaghi, ma Alberto Bollini non si risparmierà nel chiamarlo in Primavera. E dire che, a maggio, è stato vicinissimo ad accasarsi alla Roma, come ci racconta Di Carlo: "La società giallorossa lo ha avuto cinque giorni in prova con la Primavera, ha giocato anche contro i '94. La loro intenzione era però di acquistarlo in prestito oneroso con diritto di riscatto, mentre il suo club (il Chemik Bydgoszcz ndr) accettava di cederlo solo a titolo definitivo. Abbiamo avuto altre richieste dall'Inghilterra, dalla Germania e dall'Italia, ma la Lazio è la società che si è dimostrata più determinata nel prendere il ragazzo a titolo definitivo. Abbiamo informato la Roma dell'esistenza di altre offerte, ma il club giallorosso ha confermato la volontà di prenderlo solo con la formula del prestito. A questo punto ci sono voluti cinque minuti per trovare l'accordo tra il suo club e la Lazio ed eccoci qua".
"LAZIO, CHE OCCASIONE!" - Ed eccolo qua Michal: "Sono un centrocampista centrale difensivo", si descrive con tono decisa ai nostri microfoni. Il suo procuratore locale, Jaroslav Nowicki, ci aiuta a fare da spola tra l'inglese e il polacco. "Per me è molto importante poter crescere e migliorare in un'accademia calcistica come quella della Lazio", sogna a occhi aperti il biondo e imberbe talentino dell'Est Europa. Mentre suo figlio conversa con noi, a mamma Eva brillano gli occhi: "Questa è una grande occasione, ma ora dipende tutto da lui". Tutta la saggezza dell'ultrasecolare popolo polacco in una sola frase. Papà Jozef lo guarda compiaciuto, ma non mancherà di usare tutta la severità del caso per far rimanere il suo pargolo con i piedi piantati a terra. Ma ora è giusto che Michal sogni, magari di allenarsi con i campioni biancocelesti: "I miei giocatori della Lazio preferiti? Nessun dubbio, Candreva e Klose!". Dalla sua risposta capisci quanta strada abbia fatto in poco tempo il primo e quanta potenza d'immagine sprigioni il secondo. Che, tra le altre cose, è nato in Polonia. Keita, Tounkara, Antic: il percorso intrapreso dalla Lazio è lastricato di verde speranza. Borecki è solo l'ultimo tassello della politica, basata sui giovani, intrapresa dal ds Igli Tare. "La Lazio è un grande club, con una grande scuola e per me è il posto ideale per maturare. Mi sento pronto per questa esperienza", dichiara sicuro Michal. Un po' più stentato è il suo italiano, con il quale rivolge il suo personale augurio alla sua nuova squadra e ai suoi nuovi tifosi: "Forza Lazio... e buena fortuna per la Supercoppa!". Ha appena messo piede a Roma, ma già vuole festeggiare una vittoria. Buena fortuna a te, Michal.



