La Lazio di Inzaghi, una banda eroica e un'impresa da leggenda

02.11.2020 07:30 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
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La Lazio di Inzaghi, una banda eroica e un'impresa da leggenda

Una vittoria incredibile, insperata al 90’ quando Lukic aveva da poco riportato avanti il Torino, sfruttando l’harakiri laziale e in particolare di Hoedt. Come a Cagliari, come undici mesi fa, però, la Lazio non ha mollato, c’ha creduto fino in fondo e l’ha ribaltata con Immobile e soprattutto con la zampata di Caicedo, unico giocatore nella storia del campionato italiano a realizzare due gol al 98’. Una vittoria, quella dell’Olimpico “Grande Torino, ancor più significativa rispetto a quella conquistata a Cagliari. Sì perché la Lazio ha vinto a Torino dopo aver giocato, 72 ore prima, una partita di Champions, una gara molto dispendiosa a Bruges, pareggiata col cuore, in una situazione d’emergenza totale. Energie fisiche e mentali che era quasi impossibile rimettere in campo, tre giorni dopo, contro il Toro, considerato come s’è svolta la settimana biancoceleste. Sei giorni d’inferno, con Inzaghi che non ha praticamente potuto lavorare, pochi allenamenti e con un gruppo ridotto all’osso a causa dei “falsi positivi” rilevati dai tamponi Uefa e dagli infortuni di altri elementi della rosa. Pochi allenamenti, dieci giocatori a disposizione all’anti vigilia di Torino, Simone s’è dovuto districare in un groviglio di avversità mai visto, ecco perché la sua è un'impresa vera, da ricordare. La Lazio ha giocato due partite, le ha giocate in condizioni al limite dell’infattibile, quella di Bruges con 12 giocatori di movimento a disposizione (escludendo i Primavera aggregati alla prima squadra), quella di Torino con cinque giocatori su sedici impiegati che non s’erano mai allenati nel corso della settimana. Una vittoria di gruppo, una vittoria dell’allenatore, guida di una squadra che ha vissuto una settimana incredibile, sublimata dal trionfo torinese, arrivato sul filo, firmato ancora una volta da Caicedo, l’uomo dei finali da leggenda. Se il successo ottenuto in terra sarda fu la seconda svolta della Lazio 19-20, che probabilmente da lì cominciò a credere veramente alla possibilità di essere l’anti-Juve e giocarsi lo Scudetto, chissà che questo non possa essere il momento di svolta di questo campionato vissuto fin qui tra alti e bassi. Il successo sul Borussia Dortmund è stata un’iniezione d’autostima, non è un caso che da quella sera la Lazio non abbia più perso, ma quella col Torino può essere la scintilla che può ridare alla Lazio la convinzione d’essere tra le più forti e avere una rosa adatta a giocarsi il campionato al massimo. Avendo alla guida uno dei migliori allenatori italiani. 

Pubblicato il 01/11

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