PAGELLONE 2022 - Lazio, anno di costruzione: la Champions non è un miraggio

03.01.2023 07:20 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
PAGELLONE 2022 - Lazio, anno di costruzione: la Champions non è un miraggio

Dopo l'anno di transizione, quello di costruzione. È una Lazio nuova, che davvero può pensare di tagliare il traguardo che per troppi anni le è sfuggito. Il quarto posto non appare più come un miraggio, ma qualcosa di concreto e realizzabile. Certo, serve continuità e un rendimento altissimo da parte di tutti gli interpreti. La sensazione però è che la strada imboccata sia quella giusta. La Lazio ci deve credere, il nuovo anno può rivelarsi ricco di soddisfazioni.

LA SOCIETÀ

LOTITO Claudio: Il Trasformista 2.0 – Si ripreso la Lazio, in realtà non l’ha mai mollata. Eppure nell’anno della sua elezione al Senato, in cui gli impegni si sono moltiplicati, si è collocato ancor di più al centro del trono biancoceleste. Ha acceso i radar per allontanare ogni ‘disturbo’ dalle frequenze sarriane del progetto. Sempre più capo, sempre meno despota. Claudio Lotito ha deciso di sterzare la gestione della comunicazione, affidandone la sfera editoriale a Roberto Rao e consegnando il ‘monopolio’ tecnologico alla Nvp. Una scelta i cui presupposti affondano radici nella acuta decisione di produrre messaggi più ficcanti e di appeal, ma che di fatto, se non definita a perfezione, nei ruoli, nella gestione e nelle pieghe degli accordi presi, rischia addirittura di trincerare il club ancor di più nei suoi steccati. Un cambio epocale dopo anni di fiducia nei confronti di Stefano De Martino e dell’Universal Production. Un cambio che poco collima con l’immagine ‘conservatrice’ del Lotito 1.0 conosciuto sino a qualche tempo fa. Il trasformismo del presidente laziale lo ha condotto verso una nuova versione di sé. Più dinamica e audace, più intraprendente e avventuriera, partita due anni fa, dalla scelta di Sarri come allenatore e proseguita poi nella transizione della comunicazione e nella rivoluzione dell’area femminile e della primavera. In quell'ambito L’inserimento del giovane Enrico ha sprigionato una ventata di freschezza, instradata nel giusto percorso dal decano della gestione generale di un club: Angelo Fabiani. Il suo inserimento a sua volta ha assicurato esperienza in ogni ambito e nel contempo ha teso la corda della Direzione sportiva del club. Un duplice effetto che ha sgretolato l’aurea di ‘intoccabilità’ di Igli Tare e ha aperto numerose vie al calciomercato. Mancano ancora dei dettagli nella definizione dei ‘poteri’ e dei ‘doveri’ interni al club, ma la strada sembra giusta. VOTO 8

TARE Igli: Disorientato – Il suo fiuto sembra aver perso la vena d’oro. Lontani i tempi delle intuizioni alla Klose o delle scoperte di Milinkovic e Luis Alberto. Ancor più distanti gli anni delle estenuanti trattative per Hernanes o Felipe Anderson. Sul suo operato pesano tanto i flop degli ultimi mercati. Milioni bruciati, che non hanno contribuito alla costruzione della Lazio. Muriqi, Vavro, Durmisi, Berisha, Fares e un fiume in piena di passi falsi, sfociati in fallimentari scommesse. Il rapporto con il patron si è logorato, complice una corda tesissima con Sarri, con il quale non è mai esploso il feeling. Ha vissuto un’estate da osservatore per gli acquisti voluti dal tecnico toscano e Claudio Lotito. Romagnoli, Casale e Provedel non sono farina del suo sacco (anche se ha sostenuto contatti diretti con alcuni agenti). E’ entrato nelle altre operazioni (tranne Maximiano, ndr), ma i suoi innesti non decollano. Lavora al rinnovo di Sergej, ma con poche chance. Sta sperando di incassare la percentuale sulla rivendita in Spagna di Muriqi, la sua più pesante sconfitta di mercato. Vuole ricollocare Kamenovic, altro suo colpo a salve, mai digerito da Maurizio Sarri. E’ assai nervoso per la questione ‘Primavera’ persa in estate, dopo anni di gestione. E’ in scadenza e deve riconquistarsi la fiducia. VOTO 5

RAO Roberto: Il verbo laziale – È arrivato alla Lazio in sordina, con una professionalità sconfinata. Lui la Lazio se la sente cucita addosso. La respira, la vive, la coccola e su di essa ha scommesso il tratto attuale del suo percorso professionale. L'impegno va al di là della comunicazione. Ha assunto questo cammino come traiettoria di vita. Difende il suo gruppo di lavoro. Dialoga all’esterno cercando di assorbire le richieste dell’ambiente, tentando di trovare le giuste risposte. Ha sviluppato i contenuti editoriali social e accompagna con la sua esperienza la Lazio in ogni dove. Ha voglia di conquistare e riunire il mondo biancoceleste intorno al club. Sogna di abbattere gli steccati di Formello, ma spesso inciampa nell’impervio campo dei diritti e dei doveri, condivisi con la ditta che sostiene il versante tecnologico della comunicazione. VOTO 7,5

FABIANI Angelo e LOTITO Enrico: La nuova frontiera – Promossi da Lotito senior alla direzione della Lazio Primavera e della Lazio femminile. Insieme si sono mossi per ricostruire. L’obiettivo è ripartire e scalare la vetta. La promozione della Primavera è un diktat. Stanno raccogliendo i primi frutti, nonostante una partenza affannosa. L’esperienza di Fabiani fa scuola al giovane Lotito e può essere di supporto in società. Decano del mercato e della gestione di un club, l’ex-Salernitana non varca i suoi confini operativi. La sua presenza però potrebbe tornare utile in molti settori. Lotito ha scelto un uomo fidato ed esperto per aiutare la Lazio. VOTO 7

L'ALLENATORE

SARRI Maurizio: L'allenatore del futuro - La rivoluzione va avanti, un passo alla volta. Il merito più grande è quello di aver dato un'identità concreta al gruppo, idee e concetti che i calciatori hanno assimilato nel corso dei mesi. Lo stadio è pieno, la gente si diverte a vedere giocare la Lazio. Non tanti lo possono dire della propria squadra. E poi c'è quel rinnovo siglato in estate che certifica quanto affermato in più di un'occasione: Maurizio a Roma sta bene, ha trovato la sua dimensione. L'unica pecca il fatto di non essere riuscito ad andare avanti in Europa League. In campionato la media è di due punti a partita, l'obiettivo quarto posto alla portata. Se la società lo aiutasse a gennaio... VOTO 7,5

LA SQUADRA

PORTIERI

MAXIMIANO Luis: Entro, sbaglio, esco, ciao - Il suo anno è concentrato in sei dannati minuti. Arrivato dal Granada per giocarsi il posto da titolare, il portoghese cestina tutto con una frittata clamorosa alla prima giornata contro il Bologna. Pallone bloccato con le mani fuori dall'area di rigore. Il cartellino rosso scatta in automatico. Da quel momento, Luis non vedrà mai più il campo. Sarri lo "punisce" e lo relega in panchina complice anche l'incredibile rendimento di Provedel, Europa League compresa. Ci sarà una seconda chance in Coppa Italia nel 2023? VOTO 4,5

PROVEDEL: La certezza che mancava - Prima la salvezza con lo Spezia, poi una lunga, lunghissima estate al centro del mercato. Ivan Provedel è stato l’ottavo acquisto della Lazio targata Maurizio Sarri a soli sette giorni dall’inizio del campionato. A Roma doveva giocarsi il posto con Maximiano e invece è diventato titolare inamovibile praticamente dalla prima giornata. Campionato e Coppa, mai la sua presenza tra i pali è stata in discussione. Negli ultimi scampoli del campionato la fatica si è fatta sentire con qualche errore, il 2023 però gli sorride così come i tifosi che per lui hanno creato un coro ad hoc: “Che finimondo per quel portiere biondo…”. VOTO 7

REINA Pepe: niente è per sempre - Difficile giudicare il 2022 del portiere spagnolo. Nella seconda parte della stagione passata non è riuscito a confermarsi, tant'è che ha collezionato solo 2 presenze in Coppa Italia. In estate ha scelto di non esercitare il rinnovo automatico del contratto e tornare al Villarreal. Quando è stato schierato non ha convinto: agli ottavi è riuscito ad annientare gli attacchi dell'Udinese, ma ai quarti contro il Milan ha fatto acqua da tutte le parti subendo 4 reti. Niente è per sempre, nemmeno la reattività di Pepe. VOTO 5

STRAKOSHA, Thomas: Un addio indolore… - Il 2022 di Thomas Strakosha, almeno per quel che concerne il periodo laziale, non è totalmente da cancellare. Sotto la guida di Maurizio Sarri il portiere albanese inizia in panchina la stagione, per poi riconquistarsi la titolarità con l’anno nuovo. Nei riflessi si conferma un estremo difensore di qualità, ma quando deve intervenire su conclusioni dalla distanza o su cross che non siano diretti in porta, domina l’incertezza e con le sue scelte mette in difficoltà un reparto, quello difensivo, già in crisi di suo. A errori grossolani, però, alterna anche parate utili, se non decisive, ai fini del risultato. Manca di personalità in campo e con il ritorno da titolare non guadagna quella sicurezza in sé stesso che è essenziale per un portiere. Il suo addio alla Lazio non è stato un rimpianto…per i biancocelesti. VOTO 5,5

DIFENSORI

ACERBI Francesco: Leone altrove - Non c’era altra soluzione. Addio scontato, anche doloroso per come si è concretizzato: uno strappo impossibile da ricucire, inutile mettere altre toppe nel rapporto coi tifosi, il buco si allargava sempre più nonostante i tentativi raffazzonati. Era diventato un caso ingestibile. Troppe questioni extra-campo minavano serenità e rendimento. Un unico urlo di gioia, il Var si è messo una mano sulla coscienza e l’altra sugli occhi: gol in extremis nella trasferta con lo Spezia, una deviazione pesantissima per la partita e la classifica. Non per il suo destino, già indirizzato lontano dalla Lazio. VOTO 5

CASALE: Giovani promesse, quasi certezze - Dal Verona alla Lazio il salto è stato lungo e intenso, così come il corteggiamento di Lotito e Tare. Maurizio Sarri aveva espresso la sua preferenza già lo scorso gennaio: il rinforzo in difesa doveva essere Nicolò Casale. Niente da fare in inverno, l’arrivo si è concretizzato in estate. L’inizio è stato difficile, ambientarsi passando da un club come il Verona a una realtà come quella della Lazio non è stato facile. Sarri lo ha capito, aspettato fino a novembre e poi rilanciato come titolare di una difesa che è la seconda migliore del campionato. VOTO 6,5

GILA Mario: La sveglia non è ancora suonata - Il Midtjylland è calamita dei suoi errori. All’andata regala un pallone senza senso a Isaksen, vicino a lui aveva appoggi semplici per ripartire. Per Sarri le palle alte sono da radiare. Al ritorno, costa caro per l'accesso agli ottavi un suo erroraccio. Qualche anticipo e rapidità nelle fughe all’indietro vengono bruciati dalla scivolata che vale un ko clamoroso. La responsabilità ce l'ha anche sul primo gol. Buone prove in Serie A, leggeri errori difensivi ma dà robustezza e accende il motore per la manovra. I movimenti dovranno diventare automatismi. VOTO 5,5

HYSAJ Elseid: (Un po' meno) Delusione - Inizia il 2022 da terzino destro titolare, poi l'esplosione di Lazzari lo riporta in panchina: nella prima parte dell'anno prosegue sul trend negativo della stagione 21-22. Dall'estate arrivano piccoli segnali di ripresa: in campionato si fa notare per qualche ingresso propositivo, incluso l'assist a Milinkovic in Lazio - Spezia. Il fatto che i biancocelesti siano alla ricerca di un terzino sinistro però è la dimostrazione che Hysaj non stia soddisfacendo a pieno le aspettative di Sarri, che nell'estate 2021 aveva espressamente richiesto il suo acquisto. VOTO 5,5

KAMENOVIC Dimitrije: Chi l'ha visto? - Arrivato nell'estate 2021, alla corte di Sarri è stato tesserato definitivamente solo a gennaio 2022. Da quel momento però ha collezionato una sola presenza. Appena 45' nell'ultimo match del campionato 2021/2022 contro il Verona dove tra l'altro ha agito da difensore centrale e non da terzino sinistro, ruolo per cui era stato "prescelto". Troppo poco per capire il suo reale valore, ma il fatto che non sia mai riuscito a mettere in difficoltà il tecnico è sicuramente un punto a suo sfavore. Passerà i prossimi sei mesi in prestito allo Sparta Praga. VOTO sv

LAZZARI Manuel: finalmente freccia azzurra - Ora sì, Manuel. Fondamentale, decisivo, importantissimo. Trasformazione completata dopo mesi difficili. Il 2022 è stato il suo anno: da esterno a terzino, Sarri lo ha cambiato e lui, a testa bassa, ha imparato sino a diventare titolare indiscusso sulla fascia destra. Ha scacciato via i pensieri degli scettici. “Non ce la farà”, dicevano. E invece no. Nella prima metà del 2022 è stato uno degli uomini fondamentali della cavalcata della Lazio. Praticamente sempre in campo, anche quest’anno è tra i calciatori più utilizzati. Ha chiuso l’anno brindando con il rinnovo in mano. Biancoceleste sino al 2027. Quasi a vita. VOTO 7,5

LUIZ FELIPE Ramos Marchi: L’incompiuto di Siviglia - Altro che rimpianto, la Lazio ci ha visto lungo. Il difensore italo-brasiliano da gennaio in poi ha totalmente staccato la spina, pensando più a procacciarsi un nuovo contratto che a proseguire la crescita tattica sotto la guida di Sarri. Forse scottato anche lui dall’addio di Inzaghi, non ha mai rispettato le promesse di crescita, restando impantanato nei classici errori alternati con qualche infortunio di troppo. Rifiuta il rinnovo e in estate sceglierà il Real Betis, dopo un’ultima passerella polemica e privato anche dell’omaggio della società negli addii di fine stagione. Paragonato a chi ne ha ereditato il posto, quella di Luiz Felipe si è rivelata senza dubbio una perdita indolore. VOTO 5

MARUSIC Adam: Jeeg Robot d’acciaio - A vederlo sempre in campo viene il dubbio: è bionico? Un giocatore che in passato subiva tanti infortuni è ormai da un paio di anni quello con più minuti in campo. E il suo 2022 non è stato da meno. Terzino sinistro fisso, all’occorrenza destro. Il jolly delle fasce che tanto piace a Maurizio Sarri. Potrebbe essere più decisivo in avanti con assist e gol. Solo una rete nell’ultimo anno (al Genoa il 20 aprile). A fine ottobre il rinnovo sino al 2025. Fascia sinistra assicurata per il futuro, anche se Adam, di sicuro, accetterebbe volentieri un rinforzo. Ogni tanto vorrebbe pure rifiatare. A 30 anni ha raggiunto la sua maturità calcistica e alla Lazio sarà ancora protagonista. VOTO 7

PATRICIO Gabarrón Gil: Maturazione completata - Dall’arrivo di Sarri la sua crescita è stata evidente. Prima sul piano mentale, poi sul rendimento in campo. Ha iniziato la stagione con un problema fisico che lo ha rallentato già da Auronzo, fastidio che lo ha poi costretto ai box nelle ultime partite del 2022. Fino all'esplosione di Casale aveva fatto coppia con Romagnoli al centro della linea a quattro con discreti risultati. Episodi a parte, ha trovato la sua dimensione e la fiducia in sé stesso. Ora che è tornato in forma Sarri può puntare nuovamente su di lui. VOTO 6,5

RADU Stefan: Istituzione - Se esistesse la carica di presidente della Repubblica della Lazio, lui sarebbe eletto all'unanimità. Neanche una presenza in campionato in questa stagione, ma il suo ruolo è cambiato. Il Boss dello spogliatoio, l'occhio che vigila sulla serenità del gruppo. A fine anno, con i 37 che si avvicinano, deciderà di appendere gli scaprini al chiodo. Il muro sarà ancora quello del centro sportivo di Formello, dove tutti gli vogliono bene. I tifosi sperano in un ruolo in società. Perché nessuno è più laziale di Stefan, vedi l'ultimo derby. Mvp senza mettere piede in campo. Rui Patricio sta ancora cercando il pallone. VOTO 7

ROMAGNOLI Alessio: Un sogno diventato realtà – Uno scudetto vinto da capitano al Milan e poi vestire finalmente la maglia della squadra per cui tifi da quando sei piccolo. Un anno da incorniciare per il 27enne nato ad Anzio. Il numero 13 ha finalmente coronato il suo sogno ed è approdato a Formello. Si è subito preso una maglia da titolare diventando un pilastro della retroguardia di Sarri. Alessio ha risposto sul campo ai dubbi sulle sue condizioni fisiche dopo la pubalgia accusata a inizio 2022. Ben 18 presenze su 21 gare con la ciliegina sulla torta del gol allo Spezia firmato sotto la Curva Nord. I tifosi lo hanno subito eletto a beniamino, per il tecnico è imprescindibile e per i compagni è un leader. Mica male come inizio. VOTO 7,5

CENTROCAMPISTI

AKPA AKPRO Jean-Daniel: Non all'altezza - L'anno iniziato con una polmonite dovuta al covid. Niente Coppa d'Africa, niente più Lazio. Si rivede in campo per un minuto contro il Sassuolo a inizio aprile, poi gli ultimi 10 della partita di fine anno contro il Verona. E pensare che la sua esperienza alla Lazio era iniziata in tutt'altro modo, venendo preferito in più di un'occasione a Luis Alberto. La polemica dei 12 milioni spesi per portarlo da Salerno a Roma non ha fatto altro che metterlo in cattiva luce. In estate poi il trasferimento all'Empoli. A Formello nessuno lo cerca. VOTO 5

BASIC Toma: “Tenore senza scena” - Nel computo totale dei suoi 16 mesi in biancoceleste ha sorpreso di più per le sue doti canore, sfoggiate recentemente alla cena di Natale, che per le prestazioni sul rettangolo verde. È vero, le attenuanti ci sono e occorre ribadirlo: poche chance a disposizione, esigenze di campo non conformi alle sue caratteristiche e qualche trascuratezza di troppo confessata dallo stesso mister Sarri, che anche pubblicamente ha recitato il suo mea culpa sull’argomento. Eppure dal ragazzone di Zagabria, dotato anche di un buon sinistro, qualcosa di più ce lo aspettiamo. Se lo aspetta lo stesso comandante, che sempre a “microfoni aperti” ha fatto appello ad una maggior personalità. “Si può dare di più” allora, per dirla sempre in note. E la Lazio, del resto, ha bisogno anche del suo miglior tenore. VOTO 5,5

BERTINI Marco: Sfortunato e non considerato - Convocato per il ritiro estivo ad Auronzo di Cadore e per quello recente in Turchia, il mediano non ha collezionato neanche un minuto finora in stagione. Nelle giovanili ha mostrato ottime qualità: visione di gioco e capacità notevoli nel segnare su palla inattiva. Chiamato in 3 occasioni nel campionato attuale di Primavera 2, a ottobre ha rimediato un infortunio (lesione di secondo grado all’adduttore sinistro) durante l’allenamento di scarico. Sarri non sembra ancora propenso a concedergli una chance. Il prestito potrebbe essere la soluzione. VOTO sv

CATALDI Danilo: "E ora viene il bello" - Ha raccolto l'eredità di Lucas Leiva, diventando equilibratore del centrocampo. Con Sarri ha subìto un'evoluzione, e il 2022 è stato il suo anno. La scorsa stagione è stata quella della svolta. In quella attuale - in cui ha collezionato già 19 presenze tra Serie A ed Europa - si è confermato. È cresciuto, maturato, ha lavorato sugli errori e ora guai a toglierlo dall'undici titolare: Marcos Antonio non l'ha mai insidiato. Trascinatore e capitano nell'ultimo derby. L'allenatore non rinuncia alla sua intelligenza, la Lazio è al lavoro per blindarlo. Nel 2023 arriverà il sì definitivo, la storia (d'amore) continua. VOTO 7

LEIVA, Lucas Pezzini: La chiusura di un ciclo - Per Lucas l’anno che si chiude è stato un alternarsi di emozioni: dall’addio alla Lazio, al ritorno romantico al Gremio. Dopo una partenza difficile sotto la gestione Sarri, per caratteristiche non adatte al gioco del nuovo tecnico, Leiva con la sua esperienza è stato in grado di rilanciarsi nel 2022, riconquistando la titolarità. Il suo rendimento ha aiutato la squadra nel trovare continuità, ma soprattutto una maggiore solidità difensiva, essenziale per instaurare una serie di risultati importanti per la classifica. Torna in panchina nel finale di stagione: quando Cataldi, anche grazie ai suoi insegnamenti, diventa il presente e Leiva, con il saluto a un Olimpico tutto per lui, il passato. Glorioso. VOTO 6

LUIS ALBERTO Romero Alconchel: Toglietegli tutto, ma non la polemica - Partendo dai numeri: 5 gol nel 2022, 5 vittorie. Se segna, la squadra sogna. Se si illumina, non c’è neanche bisogno che segni. Ma la Lazio, per sognare, non può assegnare maglie fisse, senza una concorrenza reale e con posti assicurati. Illusioni di ogni tipo, il Mago: sparisce e rinasce, perde quota e scala gerarchie, poi ricomincia da zero con mille voci di mercato. Le sue qualità col tatticismo di Sarri, sarebbe bellissimo vederle a braccetto. Di tanto in tanto, invece, non mancano spintarelle e gomitatine. VOTO 6

MARCOS ANTONIO Silva Santos: C’è ma non si vede - Il nome non rispecchia il mito, nessun fisico possente e abilità da condottiero. È arrivato nella Capitale dal Brasile, dopo essere fuggito dalla guerra in Ucraina, portando con sé grandi aspettative. La fama lo ha preceduto, ma non è il Marcos dello Shakhtar. Non è riuscito a incidere, le sue doti non sono emerse. Non ha trovato il suo equilibrio, deve adattarsi ancora ai ritmi della Serie A e alla presenza ingombrante di Cataldi. Due cose però gli vanno riconosciute: l'impegno e la 'tigna' con cui scende in campo quando gli è concesso. VOTO 5.5

MILINKOVIC-SAVIC Sergej: La luce - Il 2022 s’era aperto con due gol e un assist, all’Olimpico, contro l’Empoli. Sergej stava mandando un chiaro messaggio, la conferma di quanto s’era già intravisto nei suoi primi mesi sotto la gestione Sarri: allenatore con cui s’è completato quasi del tutto. Quasi, perché Sarri chiede un ultimo step, meno palle perse durante i 90’. Per il resto è difficile non considerarlo il miglior centrocampista della Serie A. Nel 2022, in campionato, ha messo insieme nove gol e 14 assist, numeri che certificano il suo dominio tecnico. Il rinnovo sarebbe il miglior modo per iniziare il nuovo anno. Dominante. VOTO 9.

VECINO Matias: Pretoriano - Arrivato in estate come alternativa affidabile, alla seconda giornata di Serie A ha conquistato la titolarità. Ha battuto da solo il Feyenoord all'esordio in Europa League, aperto la goleada contro la Fiorentina e garantito equilibrio a centrocampo: con lui in campo Milinkovic può permettersi qualche scorribanda in più. Il fatto che per Sarri Luis Alberto sia cedibile la dice lunga sulla bontà del suo innesto. Di ritorno dal Mondiale, nelle amichevoli, si è subito ripreso la maglia da titolare. Mezzo punto in meno per i due gol falliti in Lazio - Salernitana. VOTO 6,5

ATTACCANTI

CABRAL Jovane Eduardo Borges: Impalpabile - Arrivato alla Lazio il 31 gennaio 2022 al gong del calciomercato. La formula del suo trasferimento prestito con diritto. Doveva essere il vice Immobile ma nei fatti era un esterno. Non è mai riuscito ad imporsi. Tra campionato e coppe ha totalizzato 197' e un solo gol, nell'ultima gara contro il Verona. La sua rete in maglia biancoceleste, da un certo punto di vista, resta comunque storica: Cabral è il primo capoverdiano a segnare in Serie A. Davvero poco per pensare a un suo riscatto. In estate è tornato in Portogallo. Bocciato. VOTO 5

CANCELLIERI Matteo: Bello, ma non balla - Bel faccino e fisico prestante, ma poca personalità. È partito dall’altra sponda del Tevere per poi approdare all’Hellas. Verona gli ha dato l’opportunità di fare il salto di qualità, ma le pressioni e l’esperienza non gliel’hanno concesso. Troppi errori, non è riuscito a emergere. Prestazioni opache quelle accumulate finora. Chissà se il 2023 sarà l’anno della fortuna e del riscatto, il suo desiderio? “Un gol sotto la Nord”. È quello che tutti si augurano. VOTO 5,5

FELIPE ANDERSON Pereira Gomes: Lo chiamavano discontinuità - La commedia, poco western, è di chi si ostina a portare avanti finti pregiudizi, smascherati pure da falso nueve. La cronaca dice altro: sempre presente, non ne ha saltata una, 46 su 46 nell’anno solare. Il raggio accecante il derby deciso da centravanti. Le partite in cui non ha inciso nella metà campo offensiva le ha rese utili in copertura. Convinto e convincente, si sacrifica senza essere più sacrificato. Il nuovo Felipetto guarda dritto e taglia anche in mezzo. Non chiede nemmeno di essere coccolato: va solo applaudito. VOTO 7,5

IMMOBILE Ciro: Leggenda vivente - Miglior marcatore del 2022 in Serie A con 20 gol. Capocannoniere della stagione 2021/22 per la quarta volta (primo italiano a farlo). 189 reti con la maglia della Lazio e 188 in A: quando si tratta di Ciro Immobile, le parole non servono, i numeri parlano da soli. Capitano, leader e guida, alza continuamente l'asticella, stampando un record dopo l'altro e rimandando le critiche ai mittenti. Al momento è 'solo' a quota 6 reti, ma il lungo stop pesa sul suo rendimento: nel 2023 vuole recuperare il terreno perso. Superando nuove sfide e inseguendo mostri sacri, ma la scena la lascia sempre alla sua Lazio. VOTO 9

MORO Raúl: il tempo è denaro - Impalpabile l'annata di Raul Moro alla Lazio. Nel 2022 ha trovato poco spazio, nonostante Sarri sia stato attento ad inserire i più giovani. Lo spagnolo ha collezionato 5 presenze: tutte partendo dalla panchina e per piccoli spezzoni (solo una volta ha giocato più di 45'). Troppo poco per gli standard della società che ad agosto lo ha girato in prestito alla Ternana per fargli fare le ossa in Serie B. Il voto finale viene leggermente alzato dalle prestazioni offerte (2) nei Playoff Primavera in cui ha segnato un gol. Il tempo è denaro e lui lo ha sperperato. VOTO 4,5

PEDRO Eliezer Rodríguez Ledesma: Praticamente il meglio di Santa Fè - Benedetta sia la scelta della Roma di regalarlo nell’estate del 2021. Lo spagnolo, dopo la partenza frizzante, ha subìto un leggero calo in questi dodici mesi. Attenzione, però, perché i problemi sono stati principalmente di carattere fisico, con un paio di pestoni che hanno condizionato il suo minutaggio. In campo l’ex Barcellona ha sempre fatto la differenza. Per lui sono arrivati sei gol e tre assist punendo big come Inter, Napoli e Roma (passaggio vincente per Felipe Anderson). Numeri alla mano è spesso stato l’asso nella manica di Sarri che, in tempi non sospetti, disse a Zola che la sua e quella di Giroud sarebbero state le prime maglie assegnate in qualsiasi battaglia. Ora la carta d’identità ha toccato quota 35, ma la Lazio spinge per il rinnovo perché un campione come lui non è facile da trovare/sostituire. Anche perché, come direbbe la Carrà, è bastato poco tempo per “innamorarsi seduta stante”. VOTO 7

ROMERO Luka: Cosa ti è successo? – Furia argentina. Impattante e forsennata la maturazione del niño della Lazio quest'anno. Balza dai soli 76 minuti della stagione scorsa in A ai 158 totali, compresa l'Europa. Il suo esordio arriva contro la Salernitana: 7 minuti di dribbling e accelerazioni incontenibili. Il colpo grosso arriva contro il Monza. Primo gol in Serie A, il secondo più giovane nella storia del club. Vuole spaccare il mondo, la rabbia e cattiveria agonistica bollono nel sangue argentino. Chiede spazio e rinnovo. VOTO 6,5

ZACCAGNI Mattia: Robin Hood - Ruba ai ricchi per donare... ai laziali. Il 2022 rischia di essere ricordato come quello della definitiva consacrazione. Il problema della continuità sembra risolto. I primi sei mesi con il freno a mano tirato, poi si è preso la Lazio a suon di sgasate, dribbling e discese da Gigante. Colleziona 8 reti e 8 assist regalandosi 45 minuti in amichevole con la Nazionale e un eurogol di tacco al Do Dragao contro il Porto. Può fare ancora di più dal punto di vista realizzativo, ci sono tante altre frecce da scoccare. VOTO 7,5

Alla realizzazione del Pagellone 2022 hanno collaborato, in ordine alfabetico: Martina Barnabei, Marco Valerio Bava, Francesco Bizzarri, Mirko Borghesi, Elena Bravetti, Saverio Cucina, Niccolò Di Leo, Marco Ercole, Ludovica Lamboglia, Federico Marchetti, Tommaso Marsili, Fabrizio Parascani, Antoniomaria Pietoso, Antonio Pilato, Jessica Reatini, Daniele Rocca, Carlo Roscito, Lavinia Saccardo, Francesco Tringali, Alessandro Vittori, Edoardo Zeno e il nostro direttore Alessandro Zappulla.

DA TUTTA LA REDAZIONE, BUON 2022 A TUTTI VOI!