ESCLUSIVA Radio Sei - Pedro Troglio: "Lazio, prendi Maxi Lopez! Il coro dei tifosi mi inorgoglisce...Zàrate? Deve crescere ma è un grande campione...

Pubblicato ieri alle 23,32
19.12.2009 08:32 di Riccardo Mancini  articolo letto 5783 volte
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it/Radio Sei
ESCLUSIVA Radio Sei - Pedro Troglio: "Lazio, prendi Maxi Lopez! Il coro dei tifosi mi inorgoglisce...Zàrate? Deve crescere ma è un grande campione...

La gente laziale lo ha amato e lo ama tuttora per la grinta, il carisma, l'attaccamento viscerale ai colori biancocelesti che ha sempre dimostrato nel breve periodo in cui è stato calciatore della S.S.Lazio 1900: due stagioni trascorse nella Capitale (89-90 e 90-91) con passione e con profonda dedizione alla causa, tanto che ancora oggi i ragazzi della Curva Nord non smettono di ricordare le sue gesta da combattente, intonando spesso il coro a lui dedicato più di quindici anni or sono: "...e Pedro Pedro Pedro Troglio...alè alè la Lazio..." canta in maniera sempre più vigorosa il popolo della prima squadra dell'Urbe Eterna, specie nei momenti in cui la squadra in campo non dimostra il carattere e la voglia che i supporters vorrebbero sempre vedere. Come avete potuto naturalmente comprendere stiamo parlando dell'ex calciatore argentino di Lazio e Verona, Pedro Antonio Troglio, indimenticato centrocampista di quella Lazio operaia ma al tempo stesso eroica, composta da gente attaccata profondamente alla maglia come Paolo Di Canio e Ruben Sosa. La redazione di Radio Sei, durante la trasmissione Lazio di Sera, condotta dal nostro direttore Alessandro Zappulla, ha contattato in esclusiva lo stesso Troglio, il quale, con un pizzico di emozione, ha commentato il suo passato vissuto qui a Roma e l'attuale situazione deficitaria della Lazio guidata da Davide Ballardini, con un occhio di riguardo per il suo connazionale, Mauro Matias Zàrate e non disdegnando un consiglio per ciò che concerne il prossimo calciomercato...


Che emozione provi nel sentire ancora oggi il coro a te dedicato?
"Ieri sono tornato allo stadio Olimpico dopo tanto tempo e sentire i tifosi che ancora oggi cantano il mio nome fa enormemente piacere. Quel coro fu inventato 18-19 anni fa ed ascoltarlo al giorno d'oggi mi riempie d'orgoglio. Per me è come essere ancora a Roma, come se il tempo non fosse mai trascorso...".


La Curva canta il tuo nome soprattutto nei momenti in cui vorrebbe dalla squadra maggiore impegno e carattere... questo perchè voi eravate un gruppo formato da gente con gli attributi...
"Probabilmente lo fanno perchè quella squadra era composta da gente carismatica e piena di carattere, ma c'è da dire che quel calcio era decisamente diverso da quello attuale: erano altri tempi, si guadagnava di meno, di viveva il calcio in un altro modo e per questo credo la gente si sia un pò infastidita. La Lazio è in difficoltà, certo, ma bisogna essere uniti e cercare di uscire tutti insieme da questo momento di crisi".


Che impressione ti ha fatto la Lazio di Ballardini?
"La partita di ieri era davvero poco indicativa in tal senso: la squadra era piena zeppa di giovani e di riserve però all'interno della rosa biancoceleste ci sono giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento, dei veri campioni. Domenica li aspetta una partita piuttosto difficile contro l'Inter capolista ma credo che già nel girone di ritorno riusciranno a risollevare la squadra dal baratro".


In questo momento di cosa ti occupi?
"Iniziai ad allenare in serie B per poi proseguire la mia carriera da tecnico in serie A per tre stagioni consecutive con Gimnasia La Plata prima e con Independiente poi. A quel punto mi trasferii in Paraguay per guidare la squadra più importante del Paese sudamericano, il Cerro Porteno, di cui sono tuttora l'allenatore, e durante la mia militanza fui contattato da Diego Armando Maradona ma rifiutai qualsiasi incarico volesse propormi con la Nazionale Argentina".


Quanto cambia il calcio sudamericano rispetto a quello italiano ed europeo?
"Quello argentino è molto simile al vostro calcio, fatto di professionismo e di dedizione ai minimi particolari. In Paraguay invece è ben diversa la situazione: manca la figura del calciatore professionista, il gioco è molto più lento anche a causa del molto caldo. Devo dire però che siamo sulla buona strada e che ci si sta avvicinando sempre di più al calcio europeo".


Diego Simeone ha espresso il desiderio di allenare un giorno o l'altro anche la Lazio...Tu auspichi per Pedro Troglio un futuro in Italia o in Europa da allenatore?
"Quando ero giocatore desideravo tantissimo venire a giocare in Europa e lo stesso sogno posso dire di avercelo anche adesso che sono diventato allenatore. Mi piacerebbe tornare in Italia e soprattutto a vestire i colori biancocelesti ma ho troppo rispetto per coloro che stanno operando all'interno della società in questo momento che preferisco fermarmi qui...".


Secondo te perchè Maurito Zàrate non rientra nei piani di Maradona?
"In quel ruolo Diego ha tantissime scelte: da Messi a Lavezzi passando per Tevez, Aguero e Milito. Lui, nel momento delle convocazioni, deve chiamarne solamente 5 e Maurito non è mai rientrato nei suoi piani fino ad adesso. Penso però che lo stesso Zàrate sia un ragazzo giovane di appena 22 anni ed ha ancora tempo per mettersi in mostra: sono certo che prossimamente chiamerà anche lui per vestire la casacca albiceleste".


Lo stesso numero 10 biancoceleste quest'anno non sta rendendo sui livelli a cui ci aveva abituati lo scorso anno...cosa sta succedendo al Pibe de Haedo?

"Quando le cose vanno male in una squadra e la stessa non riesce a girare anche il singolo viene coinvolto nel marasma generale. E questo è il suo caso. Come detto, Mauro ha appena 22 anni, ha ancora tanto da imparare e tante volte sbatterà ancora la testa per terra. Ma lui è davvero un campione, uno straordinario giocatore che farà grandi cose con la maglia della Lazio".


Secondo te lui è un campione?
"Secondo me è un grosso campione ma è ancora giovane. E come tale può incappare in alcuni momenti di appannamento. Presto sono certo che si rialzerà come tutta la compagine capitolina...".


Un ricordo di quella Lazio eroica...hai giocato con gente che ha lasciato il segno qui a Roma come Di Canio e Sosa...c'è un momento che terrai per sempre nel tuo cuore?
"Il giorno in cui andai via: la Curva Nord mi dedicò uno striscione da brividi ed io li andai a ringraziare personalmente sotto la gradinata. I ricordi più belli da giocatore sono sicuramente due: uno è quello relativo al derby che riuscimmo a pareggiare in 9 contro 11 grazie alla rete di Ruben Sosa e l'altro è il successo casalingo contro la Juventus per 1-0: sono momenti che conserverò per sempre nella mia mente e nel mio cuore e che non dimenticherò mai...".


Massimo Piscedda mi ha detto di chiederti: come mai mettevi gli scarpini già allacciati come fossero dei mocassini?
"Non è vero che non me li allacciavo mai! Con Massimo ho giocato ad Ascoli ma lui è molto più vecchio di me (ride, ndr): per questo ricorda con precisione tutti gli aneddoti. Ad ogni modo lui è sempre stato un ragazzo stupendo e ricordo con piacere anche quegli anni trascorsi insieme".


Sai che la Lazio si sta muovendo sul mercato sudamericano...tu conosci Maxi Lopez?
"E' un attaccante che ha giocato poco in Argentina perchè è stato venduto al Barcellona ed ora si trova al Gremio. E' molto veloce,è forte, ha un fisico superbo ed un grande colpo di testa: naturalmente bisogna farlo giocare e solo il campo può certificare con certezza il suo talento. Lui ha tutto per diventare grande anche in Italia...Sarebbe un grande acquisto!".


Un saluto finale al popolo Laziale con la speranza di ritrovarci presto a Roma...
"Nonostante al momento mi trovi benissimo nella mia posizione, nella vita non si sa mai e chissà che un giorno non mi ritrovi nella Capitale...Grazie a tutta la gente Laziale per l'affetto che mi ha sempre dimostrato...Vi tengo nel mio cuore...".