PAGELLE - Milan - Lazio, Luis il Mago. Tucu spezza-tabù, luci a San Ciro

04.11.2019 07:27 di  Carlo Roscito  Twitter:    vedi letture
Fonte: Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it
PAGELLE - Milan - Lazio, Luis il Mago. Tucu spezza-tabù, luci a San Ciro
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STRAKOSHA 6: Non riesce a opporsi al suo compagno, non se l’aspettava proprio. Le altre parate non sono complicate, le conclusioni arrivano dalla distanza con traiettorie leggibili.

BASTOS 5,5: Più sfortunato che maldestro. Piatek gliela tocca e lui non fa in tempo a coordinarsi col corpo: la sua deviazione spiazza Strakosha e rimette in equilibrio il risultato. Rischia nel finale con un contrasto vigoroso sullo stesso attaccante polacco.

ACERBI 7: Il faro della difesa, non ne sbaglia uno, a livello di prestazione e approccio. La sua gara inizia con un salvataggio in scivolata su un rinvio sbagliato di Strakosha. Sta sempre sull’attenti.

RADU 6: Un passo indietro rispetto a mercoledì sera, dove era stato tra i migliori in campo. Va in difficoltà quando viene puntato e spesso ricorre alle cattive. A volte, però, sono più che necessarie.

LAZZARI 7: Mette dentro il cross del gol numero 100 di Immobile, già questo sarebbe un merito assoluto. Ma nei suoi 90’ c’è tanto altro: discese continui, ripiegamenti fondamentali, un quasi rigore guadagnato.

MILINKOVIC 6: Tanti errori nel primo tempo, troppi per uno con la sua qualità. Ha il merito di pescare Luis Alberto per avviare l’azione del vantaggio. Salva su Leao, il recupero disperato resta da sottolineare nonostante la bandierina alzata. Esce soprattutto perché ammonito.

Dal 60’ PAROLO 6: Mezzora di corsa e legnate quando serve. Becca un’ammonizione intelligente con la squadra scoperta.

LEIVA 6: Argine davanti alla difesa, prova a reggere anche quando la Lazio si fa trovare in inferiorità numerica. Un lavoraccio che porta a compimento grazie all’enorme esperienza.

LUIS ALBERTO 8: No-look: assist inventato? No, ha inventato calcio. Lo ha fatto alla Scala: sarebbe riduttivo parlare del filtrante per Correa, perfetto e risolutivo. Una partita sontuosa, di un calciatore che coi piedi scrive poesie. Detta tempi e legge. Complimenti, è in un momento magico. 

LULIC 6,5: Calabria non lo impensierisce mai. Ma mai, mai, mai. Corre per tre, contrasta per quattro, al triplice fischio gode per cinque.

CORREA 7: La serata in cui vorresti prenderlo da una parte e dirgli: “Tucu, ma perché ci metti sempre un secondo in più a tirare?”. Poi invece è lui che ti prende sotto braccio e ti fa: “Ma lo sai che ho realizzato il gol giusto dopo 30 anni di attesa?”. Stop e via verso Donnarumma, bruciato con il destro in diagonale. Ecco, lì cancella tutti gli errori precedenti. Chissenefrega.

IMMOBILE 7,5: Luci a San Ciro: poteva scegliere uno stadio migliore per raggiungere quota 100 con la Lazio? Movimento e colpo di testa da bomber a tre cifre: un taglio in area magnifica che lascia il segno nella storia biancoceleste. Gioca coi muscoli in affanno, eppure timbra il cartellino e mette davanti alla porta il collega di reparto Correa.

Dal 60’ CAICEDO 6: Non fa in tempo a entrare che è costretto a uscire per infortunio. Non partecipa ai possibili assalti finali.

Dall’82’ CATALDI 6,5: Pochissimi minuti a disposizione, eppure parecchie cose intelligenti e volenterose. Tipo accompagnare la ripartenza della vittoria e permettere a Luis Alberto di pescare Correa con la difesa del Milan preoccupata dal suo inserimento. 

ALL. INZAGHI 7: Trent’anni dopo, ci pensa lui. Come ci aveva pensato allo Juventus Stadium per cancellare un altro tabù pesante. Vince a Milano dovendo fare a meno di Immobile nella ripresa e pure di chi aveva spedito in campo al suo posto. La Lazio ha imboccato la strada giusta.

MILAN (4-3-3): Donnarumma 6,5; Calabria 5, Duarte 4,5, Romagnoli 5,5, Theo Hernandez 6; Paquetá 5,5 (Leao 5,5), Bennacer 6, Krunic 5,5 (Bonaventura sv); Castillejo 6,5, Piatek 5,5, Calhanoglu 6. All. Pioli 5.5.