Coronavirus, le reazioni del calcio europeo: sospesa anche la Bundesliga

13.03.2020 16:25 di Federico Marchetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Insidefoto/Image Sport
Coronavirus, le reazioni del calcio europeo: sospesa anche la Bundesliga

AGGIORNAMENTO ORE 16.25 - E alla fine si ferma anche la Bundesliga. Il campionato tedesco, che aveva inizialmente deciso di andare avanti a porte chiuse, ha deciso di sospendere il torneo già a partire da questo weekend. Era l'ultimo tra i principali tornei europei che non aveva ancora annunciato lo stop.

AGGIORNAMENTO ORE 12:15 - Arriva la conferma ufficiale, sospesi fino al 4 aprile Premier League e tutto il calcio professionistico inglese.

AGGIORNAMENTO ORE 12:05 - Corre ai ripari anche il calcio inglese: come scrive la BBC, la Premier League è pronta a fermarsi fino al 4 aprile. La decisione è stata presa questa mattina nel corso di una riunione d'emergenza. Anche le tre serie minori del calcio professionistico inglese hanno deciso all'unanimità di fermarsi.

AGGIORNAMENTO ORE 11:35 - Anche la Francia si adegua alla sospensione del campionato: ferme fino a data da destinarsi Ligue 1 e Ligue 2.

Il coronavirus, dopo aver imposto la sospensione di tutte le competizioni sportive in Italia e quindi della Serie A, comincia finalmente a destare qualche preoccupazione anche nelle Federazioni calcistiche degli altri Paesi europei, che fino a poco tempo fa ancora non avevano preso provvedimenti. La Liga spagnola ha adottato la misura della sospensione del campionato, che sarà fermo per almeno due giornate - inizialmente previste a porte chiuse - in seguito all'isolamento del Real Madrid a causa della positività al virus di un giocatore della squadra di basket. Fermi anche i campionati di Portogallo, Olanda, Repubblica Ceca, Norvegia, Romania, Danimarca e Svizzera. In Germania la Bundesliga continua invece a giocarsi (nonostante nella seconda divisione ci sia già un caso di coronavirus) ma a porte chiuse - le partite saranno tutte trasmesse in chiaro - così come in Francia la Ligue 1, che raccoglie però da ogni parte le proteste degli addetti ai lavori.

IL CASO BRITANNICO - Caos in Premier League: il calcio inglese non si è ancora fermato ufficialmente nonostante i tanti casi di cronaca di questi giorni. Trovati positivi al coronavirus Arteta dell'Arsenal e Hudson Odoi del Chelsea, tre casi sospetti nel Leicester, Mendy del Manchester City in isolamento a causa del contagio di un suo parente, tampone per un giocatore del Watford. Dopo il rinvio di Manchester City-Arsenal sembra probabile anche quello del match di stasera tra Leicester e Watford, ma ancora non si è arrivati a una decisione definitiva. Anche il governo britannico sembra più scettico verso il virus rispetto al resto d'Europa, con quarantene ridotte a sette giorni e l'affermazione di essere "in ritardo" nell'espansione del contagio rispetto all'Italia di un mese, a smentire illustri virologi che parlano invece di due settimane. La Premier dovrà prendere una decisione, così come probabilmente dovranno fare le federazioni degli altri Stati in cui si gioca ancora a porte aperte: Irlanda, Scozia, Svezia, Turchia e Russia (a Mosca si è deciso di limitare il pubblico a massimo 5mila persone).

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