Lazio, Pino Insegno: "Non andare allo stadio terrificante ma vinceremo questa battaglia"
Raggiunto dai microfoni di Radiosei il conduttore e tifoso della Lazio Pino Insegno è tprnato a parlare della protesta dei tifosi a cui anche lui ha preso parte: "La cosa che mi è molto piaciuta è la grande unione di un popolo. Ha davvero messo d’accordo tutti. Quando un giorno capirà che le squadre fanno parte del cuore di un popolo… non andare allo stadio è terrificante, siamo al limite di una depressione forte. Io voglio soltanto tornare allo stadio, magari perdendo, piuttosto che vivere questa realtà. Non è possibile convincere una persona negazionista di una cosa così grave. Non mi rappresenti, non puoi mentre ti addormenti in Senato, al tennis, comprando la Reggina o legandoti ad uno sponsor illegale in tanti paesi europei. Neanche più i romanisti utilizzano più la goliardia della presa in giro. Sono offeso anche da quello, così come tutti i laziali. Non dobbiamo mollare e fermarci di fronte a tutto questo".
"Non permettere ai laziali ed ai tuoi tifosi di sognare è una follia. Lotito è diventato Lotito perchè ha preso la Lazio, ma io non voglio essere rappresentato da un uomo del genere. Preferisco un presidente più povero, ma che chiede il supporto della propria gente. Sono orgoglioso di questo nostro popolo, tutti quei laziali che ho davanti sono orgogliosi. Ognuno è forte e si sente orgoglioso di difendere questa stori".
"Sono sicuro che qualcosa accadrà. Noi ce la faremo, ci salveremo, i laziali sono così, contro tutto e tutti. Il laziale è una nazione, è un mondo, ha dei confini con della gente pazzesca. Noi di cose tristi ne abbiamo affrontate, questa cosa ci mancava. Vivremo anche questa e racconteremo anche questa. Potremmo dire ‘io c’ero'”. Qualcuno glie lo farà capire, qualcuno gli dirà ‘basta’!”
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