Lazio, da Taylor a Tavares: chi fissa i prezzi della rosa

Premi fedeltà, soglie e riscatti: come la Lazio difende il valore della rosa, dal caso Taylor al no del Porto per Nuno Tavares...
18.09.2026 12:45 di  Paolo Verdi   vedi letture
Lazio, da Taylor a Tavares: chi fissa i prezzi della rosa

Il 2 settembre nei conti della Lazio è maturata una cifra passata sotto silenzio. Eppure racconta la strategia del club meglio di molti proclami. È scattato il primo premio fedeltà di Kenneth Taylor, 190mila euro da sommare all'ingaggio da 1,7 milioni. La clausola è stata costruita per legare l'olandese a Formello e per proteggerne il valore. A dettare la linea è stato Angelo Fabiani: “Abbiamo dimostrato che si può tranquillamente operare con le cessioni economicamente vantaggiose e prendendo giocatori altrettanto validi”. Il direttore sportivo ha citato gli affari Gila, Romagnoli, Guendouzi e Castellanos. Come raccontato nei giorni scorsi, le cessioni finanziano il prossimo mercato e la lista dei possibili sacrificati è già sul tavolo della dirigenza.

Per Taylor il Messaggero ha indicato la soglia sotto la quale Lotito non intende trattare, tra i 40 e i 45 milioni. Il premio appena maturato potrebbe ripetersi a febbraio, se l'ex Ajax sarà ancora in rosa. Le prestazioni delle ultime settimane hanno intanto riacceso gli interessamenti della Premier League e della Juventus. Più il rendimento sale, più il cartellino si allontana da chi bussa. Con Nuno Tavares la stessa logica ha prodotto l'esito opposto. Il Porto non è andato oltre il prestito con diritto di riscatto e la garanzia di incassare almeno 15 milioni non è mai arrivata. Il portoghese è stato così tolto dal mercato, nella convinzione che una stagione da protagonista possa farne risalire la valutazione. C'è poi il caso Isaksen. Se la Danimarca si fosse qualificata al Mondiale, il club era pronto a cederlo, contando sulla rassegna per far lievitare il cartellino. Il prezzo, nel calcio, dipende anche dal calendario.

Per i cartellini fanno testo i portali specializzati come Transfermarkt, per i conti dei club i report federali. Per il campo ci sono i numeri dei bookmaker, che su una singola partita di Serie A aprono oltre trecento mercati. Il metro più citato, numeri del 2026 alla mano, è il payout, la parte del giocato che viene restituita a chi punta, considerato buono sul calcio sopra il 90 per cento: è il criterio con cui i siti di scommesse con le quote migliori vengono ordinati nei confronti di settore, prima ancora del numero di mercati aperti e dei metodi di pagamento. Dietro le vicende di Taylor, Tavares e Isaksen c'è lo stesso principio. Un prezzo non lo fissa mai il campo da solo. Lo costruiscono le scadenze contrattuali, i premi a scatto, i diritti di riscatto concessi o negati, perfino il giorno in cui una trattativa si chiude. Vendere bene significa scegliere il momento, non subirlo. Per la Lazio la prova arriverà a gennaio, quando i club interessati torneranno alla carica. Se Taylor resterà, il secondo premio fedeltà appesantirà il costo a bilancio dell'olandese. E ogni proposta sotto la soglia verrà respinta, come in estate. Il mercato che si autofinanzia, per la Lazio, ha bisogno di entrambe le mosse viste in estate, la cessione pagata per intero e il no detto al momento opportuno. Da qui a febbraio si capirà se la linea dei premi e delle soglie porterà a Formello un altro tesoretto da reinvestire.