Rocca: “Lavoriamo seriamente al Flaminio. Ma il presidente della Lazio sbaglia”

24.07.2026 13:00 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Rocca: “Lavoriamo seriamente al Flaminio. Ma il presidente della Lazio sbaglia”

Torna a parlare il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Lo fa ai microfoni di Calcio e finanza, ritornando sul rapporto con Lotito e sul tema Flaminio. Di seguito le sue parole: “Sul Flaminio stiamo lavorando in maniera seria e tecnica come Regione, insieme a Roma Capitale e alla Soprintendenza. Così come è giusto che la Roma abbia il suo stadio e faremo di tutto perché lo abbia, anche per la Lazio trovare casa in un proprio impianto è una cosa estremamente positiva. Ma questo non ha nulla a che vedere con la modalità di relazione del presidente con la tifoseria, che continuo a ritenere sconveniente”.

Non c’è un rapporto conflittuale con Lotito perché in questo momento non c’è un rapporto: lui è in conflitto con se stesso. Nessuno mette in discussione il suo diritto di proprietà ma non si può ignorare che ci siano migliaia di persone che vivono un disagio. Bisogna dare delle risposte e avere una struttura societaria all’altezza delle attese. Il problema che ho posto riguarda la postura della società e l’assenza di capacità comunicativa, che rischia di alimentare disaffezione. Questa è la mia principale preoccupazione”.

Immagino non abbia preso bene le mie dichiarazioni, ma sono abituato a dire ciò che penso. Penso che si stia commettendo un errore e che la rotta sia da correggere. Quando le squadre di calcio vivono momenti di difficoltà si crea una tensione che diventa un tema sociale e istituzionale: le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e invitare le parti a trovare soluzioni ragionevoli. Senza contare che parliamo di una società quotata in borsa, dove c’è in gioco anche un valore economico e patrimoniale”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.