Castellacci: "Con quarantena di 14 giorni non si può continuare. Noi medici l'anello debole"

Enrico Castellacci, presidente della Libera Associazione Medici Italiani del Calcio, sulla ripresa dei campionati di Serie A e Serie B.
28.05.2020 22:15 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Castellacci: "Con quarantena di 14 giorni non si può continuare. Noi medici l'anello debole"

Enrico Castellacci, presidente della Libera Associazione Medici Italiani del Calcio, è intervenuto ai microfoni di Radio 1 nel corso di 'Zona Cesarini': "C'è molta prudenza in quello che è stato detto ed è anche ragionevole e di buon senso. C'è però un fatto imprescindibile se si vuole far cominciare il campionato, bisogna avere le idee chiare. Se dovesse uscire un caso di Covid-19 in questo momento, si può ancora recuperare, ma se dovesse succedere a inizio campionato, fermo restando i 15 giorni di quarantena in un ritiro blindato, a quel punto bisognerebbe andare direttamente al piano B, che sono i play-off o la cristallizzazione della classifica. Non si può portare avanti un campionato mettendo una squadra in quarantena per due settimane. Forse i 7 giorni potrebbero essere presi in considerazione se la curva del contagio avesse un calo, non è detto che su questo punto non si torni indietro".

MEDICI - L'ex responsabile dello staff medico della Nazionale si è espresso anche sull'importanza categoria dei medici nel mondo del calcio: "Contiamo molto poco nel mondo del calcio, la nostra è l'unica figura non istituzionalizzata. Se il medico di un club ha un contratto di lavoro non ce l'ha depositato in Lega, siamo l'anello debole della catena e quindi un'associazione come la nostra viene considerata meno, non ne siamo contenti, abbiamo inviato le nostre idee alla Federazione e qualcuna è stata recepita, ma indirettamente perché la nostra richiesta di collaborazione non è stata presa in considerazione, si è persa un'occasione".

RIPRESA - "Il mondo del calcio avrebbe avuto una grande batosta, la parte economica ha sempre un valore importante, non ne siamo ancora fuori, ma la curva di contagio ha rallentato e abbiamo visto un po' di luce. I giocatori hanno già subito problemi psicofisici notevoli, poi alla ripresa ci saranno tre partite a settimana e con il caldo e l'umidità diventa veramente complicato, non è che non si possa giocare, ho fatto tanti Europei e Mondiali, in Brasile abbiamo giocato con 42 gradi e un' umidità  incredibile, ma sarà dura. Serie B? Auguriamoci che non ci sia nessun caso di positivita', ma se dovesse esserci non ci sono le strutture logistiche per i ritiri delle squadre e i medici hanno problemi a recepire tamponi".

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