RIVIVI IL LIVE - Lazio, Immobile e Murgia insigniti del Premio Scopigno. Presente Pippo Inzaghi - FOTO&VIDEO

Pubblicato il 8/10/2018 alle 18.45
09.10.2018 07:20 di Federico Marchetti Twitter:   articolo letto 9459 volte
Fonte: Dai nostri inviati Federico Marchetti e Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
RIVIVI IL LIVE - Lazio, Immobile e Murgia insigniti del Premio Scopigno. Presente Pippo Inzaghi - FOTO&VIDEO

AGGIORNAMENTO ORE 20.05 - Si chiude la serata dedicata all'assegnazione del prestigioso premio Scopigno. Al termine della cerimonia Pippo Inzaghi e il ds Paratici hanno parlato ai microfoni dei cronisti presenti a Rieti. Clicca qui e qui per leggere le loro dichiarazioni. 

AGGIORNAMENTO ORE 19.50 - Pippo Inzaghi, premiato come migliore allenatore della Serie B (stagione 2017-2018) sale sul palco per ritirare il premio e rivolge un pensiero al fratello Simone: “Lui è molto più bravo di me come allenatore. È uno dei tecnici migliori d’Italia e d’Europa. Ieri mi chiedeva se la Lazio fosse in crisi e io facevo fatica a capire, perché se tutte le crisi fossero così allora io adesso non sarei in crisi. A parte gli scherzi, penso che Simone abbia fatto molto bene e mi auguro che possa ripetere l’annata della stagione passata anche se lo scorso anno la Lazio è andata, almeno secondo me, molto al di sopra delle sue possibilità. Se possono arrivare in Champions? Beh, ci sono tante squadre che quest'anno sono più forti rispetto allo scorso. Sarà molto difficile. La Lazio ha anche l'Europa League, che è una bella competizione, ma ti toglie tante energie”.

AGGIORNAMENTO 19.45 - Prende parola Felice Pulici, al quale è stato consegnato un premio alla carriera: "Da quando è stato istituito questo premio io ho sempre fatto parte della commissione, ma ogni volta che ho votato non mi è mai stata data ragione. Qualche volta datemi anche qualche soddisfazione (ride, ndr). Sono due anni che non compaio in pubblico ma non potevo mancare, ringrazio la città di Rieti e la famiglia Scopigno. Quando Manlio ci allenò contro una squadra russa unì i migliori di Lazio e Roma e li fece giocare insieme, io ero il portiere. Manlio aveva la capacità, che io ho rivisto solo in Maestrelli, di saper gestire i giocatori al di là del calcio. Maestrelli la mattina ti guardava in faccia e sapeva se ti era successo qualcosa a casa. Più della capacità tecnica e tattica conta quella di saper trasferire ai giocatori tranquillità. Bisogna ricominciare da questo, gli ex giocatori devono andare nelle scuole a parlare con i giovani. La Lazio dello Scudetto? Era una squadra litigiosa, ognuno di noi voleva essere più bravo dell'altro. Litigavamo molto in campo durante la settimana, ma la domenica il gruppo si compattava come una squadra unica. Non aveva eguali. Quel tipo di atteggiamento che avevamo noi non lo aveva nessuno. Chinaglia era il nostro centravanti, il vero condottiero era Maestrelli. Il primo giorno iniziammo ad allenarci facendo un paio di giri attorno al campo. Ma dal secondo giorno iniziammo con le partitelle. Maestrelli metteva in campo le due squadre e lì c'era spazio anche per le botte. Le partite finivano tardi, finchè Chinaglia non pareggiava non si usciva dal campo". Poi ancora: "Quella Lazio ha vinto anche poco, il primo anno lo Scudetto glielo rubò la Juventus. Cercate di capire cosa intendo per rubare. Giocava fuori casa a Roma ed era chiaro che la Roma non poteva concedere lo Scudetto alla Lazio che giocava a Napoli. L'anno dopo ci fu la volontà di Maestrelli in primis di mantenere quella squadra e i risultati sono arrivati. La Coppa dei Campioni? Siamo stati degli stupidi, abbiamo reagito male e abbiamo mandato tutto all'aria".

AGGIORNAMENTO ORE 19.30 - Ecco le dichiarazioni di Paratici, premiato come manager of the year: "Milinkovic? Sicuramente è un bravissimo calciatore, ma non abbiamo mai parlato nè con lui nè con la Lazio. Pogba? Nemmeno con lui abbiamo avuto contatti. Gli vogliamo bene, è cresciuto con noi alla Juventus. Grande giocatore, tecnicamente indiscutibile. Ma non ci abbiamo mai pensato. Cristiano Ronaldo? Il miglior giocatore al mondo e probabilmente di tutta la storia del calcio. Quindi è normale che dove si sposti lui si concentri l’attenzione mediatica. Lui è una persona molto semplice, un professionista eccezionale dentro e fuori dal campo. Gli diamo tutto il nostro supporto, abbiamo grandissima considerazione di lui. Prendere Ronaldo per un club è un’operazione importante sotto ogni punto di vista, va ringraziato il presidente che ci ha permesso di poterlo fare. Abbiamo avuto subito la sensazione che lui sarebbe venuto volentieri, ed è già un grande vantaggio quando apri una trattativa. Marotta? Negli ultimi anni è stato tra i migliori, non mi sorprenderei a vederlo in un altro grande club. Juventus favorita in Champions? Non lo so, in questi anni abbiamo lavorato tanto e fatto bene, con due finali raggiunte. Ci siamo meritati questa considerazione da parte di tutti, cercheremo di fare meglio ma sappiamo che dipende da diversi fattori. Noi giochiamo per vincere ogni partita, non solo quelle della Champions. Lavorare sul mercato non è facile, ci vuole tanta passione e poca presunzione, se no le trattative saltano".

Va in scena a Rieti, nella cornice dell'Auditorium Varrone, l'edizione 2018 del Premio Manlio Scopigno. Per la Lazio premiati ben due giocatori: si tratta di Ciro Immobile e Alessandro Murgia, che hanno vinto rispettivamente i premi come Miglior Giocatore della Serie A e Promessa Mantenuta. I due non hanno potuto essere presenti alla premiazione perché impegnati con la Nazionale. Riconoscimento alla carriera anche per Felice Pulici, per quanto dato sul campo con la maglia della Lazio nel conquistare lo scudetto del '74 e per le qualità evidenziate anche da dirigente della società. Presenti alla premiazione anche Filippo Inzaghi, Miglior Allenatore della Serie B, Fabio Paratici, Manager of the year, e Roberto Samaden, Miglior Direttore del Settore Giovanile.