Lazio, da scommessa a certezza: la parabola di Luiz Felipe

Luiz Felipe ha trovato nella Lazio il luogo ideale in cui crescere. Il suo percorso, tra difficoltà e soddisfazioni, lo ha portato a vestire il verdeoro.
18.05.2019 08:00 di Leonardo Giovannetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi
Lazio, da scommessa a certezza: la parabola di Luiz Felipe

La difesa migliore è quella che non fa capire dove attaccare”, parole sagge quelle di Sun Tzu, generale e filosofo cinese autore del trattato “L’arte della guerra”. Sconfiggere l’avversario prima che possa nuocere. Giocare di anticipo, in poche parole. Un po’ come, accumulando esperienza, riesce a fare oggi Luiz Felipe. E alla giovane età di 22 anni, classe 1997. La Lazio ha dato fiducia al brasiliano, ed è stata ripagata a suon di prestazioni. Ha imparato, con l’umiltà di chi si affaccia su un palcoscenico importante, a prendere posizione in difesa e fissare nella mente un unico obiettivo: proteggere la porta biancoceleste. A tutti i costi. Una storia che si apre nell’agosto 2016, quando il club capitolino lo acquistò per girarlo poi in prestito alla Salernitana. Al termine di questa breve parentesi, si sono spalancate le porte biancocelesti: Inzaghi decide di tenerlo in rosa. Poco tempo per rendersi conto dell’opportunità, il 13 agosto 2017 arriva il primo titolo con l’aquila sul petto: la Supercoppa italiana. Mica male, no? Saranno 31 le presenze inanellate tra campionato e coppe. Buona la prima.

LO STRANO PERCORSO - Ed eccoci al presente della Lazio. Una stagione costellata da difficoltà, gioie e dolori. La Coppa Italia è stata depositata, ancora una volta, nella bacheca biancoceleste. E mancano due partite alla fine del campionato. Ma che stagione ha vissuto Luiz Felipe? Potremmo andare controcorrente, partire dall’ultima pagina e riavvolgere il nastro. È arrivata la convocazione con il Brasile U20 per il Torneo di Tolone. Una grande - e meritata - soddisfazione. Il percorso affrontato dal difensore non è stato però dei più agevoli. La partenza è nera: stop inaspettato, causa infortunio rimediato durante il match inaugurale contro il Napoli. Una tegola per Simone Inzaghi, che aveva tutta l’intenzione di puntare sul brasiliano. Ma la tenacia, ovviamente, non manca al protagonista della storia. Un mese di duro lavoro, poi di nuovo a calpestare il prato verde. La Lazio non vive un momento facile, il mister piacentino ruota la difesa per trovare l’assetto migliore. Quando chiamato in causa, però, Luiz Felipe non vuole deludere. Dopo essere sceso in campo titolare con il Cagliari, la svolta arriva nella partita successiva: è il 26 dicembre, gol al Bologna. Sembra essere la rinascita, ma arriva ancora la maledizione Napoli: al San Paolo, gara di ritorno, il brasiliano lascia il campo in lacrime. Ancora duro lavoro, ancora tanta voglia di tornare a difendere l’area biancoceleste. Il momento di rientrare è il 31 marzo, contro l’Inter: vittoria griffata Milinkovic e grande prestazione del difensore. Vietato sbagliare, vietato fermarsi: questo il comandamento di Luiz Felipe. L’enigma difesa caratterizza la stagione della Lazio, tanto che spesso il brasiliano si ritrova in ballottaggio con Wallace. Nelle partite che contano, però, la sua grinta diventa l’arma in più. A partire dai match disputati a San Siro contro Milan e Inter, per finire alla vittoria della Coppa Italia. Proprio nella splendida cornice della finale, Duvan Zapata, secondo marcatore della Serie A, viene annullato da un Luiz Felipe scatenato. È il secondo trofeo da alzare al cielo per il giovane talento biancoceleste.

IL GRANDE RIFIUTO - Come anticipato, la casacca verdeoro aspetta Luiz Felipe. In lui, però, scorre anche sangue italiano. Per questo motivo è munito del doppio passaporto. E per questo motivo, il difensore aveva attirato l’attenzione di Gigi di Biagio. Il ct della nazionale azzurra Under 21, nel mese di marzo, decide di chiamarlo per le sfide in programma contro Austria e Croazia. Un premio per le buone prestazioni, culminate con il gol al Bologna. Eppure, Luiz Felipe non se l’è sentita di rientrare in quella lista dei 26 convocati. Ha abbandonato il ritiro, il suo stato d’animo era diviso tra l’amore per il Brasile e la grande opportunità di giocare con la maglia della Nazionale italiana. Alla fine, ha prevalso il sentimento di appartenenza. Nato in Brasile e cresciuto nella squadra dell’Ituano, non poteva che sposare la causa della sua terra. Alla fine, è stato premiato: e verdeoro sia.

I NUMERI - Mancano due partite al termine della stagione. Finora Luiz Felipe ha timbrato 24 volte il cartellino delle presenze: 16 in Serie A, 5 in Europa League, 3 in Coppa Italia. Una rete, un assist, 4 ammonizioni. Sono 1.901 i minuti passati a difendere l’area biancoceleste. Meno dello scorso anno, ma la grinta non cambia. Acquistato alla cifra di circa 500.000 euro, adesso il suo valore di mercato si aggira intorno agli 8 milioni. Insomma, è stato il campo a parlare.

IL FUTURO - Tanta fiducia da parte della società, tanto impegno da parte del giocatore. Il finale era scontato: la Lazio ha blindato Luiz Felipe fino al 30 giugno 2022. La difesa del club capitolino potrà ancora contare sulla bravura del brasiliano. L’età gioca in suo favore, il talento cristallino merita di essere sviluppato fino in fondo. Nella rotazione attuata da Inzaghi, con un centrodestra di difesa spesso rimaneggiato, è stato proprio lui a garantire sempre prestazioni di livello. La Lazio ha nelle mani una pedina importante da affiancare all’ormai insostituibile Acerbi. Luiz Felipe ha la grinta e il carattere necessario per conquistare quella zona di campo. Per prepararsi alle prossime battaglie, leggere “L’arte della guerra” potrebbe essere cosa buona e giusta: “La difesa migliore è quella che non fa capire dove attaccare”. Questo è un ottimo spunto. Luiz Felipe chiude la pagina e fa tesoro di ciò che ha imparato. Ora, avanti: non resta che sfogliare il resto del libro.