Lazio - Inter, da che pulpito viene la predica: quando a non fermarsi fu D’Ambrosio

In un Verona - Inter del 2015, i nerazzurri vanno in gol non fermandosi con Tachtsidis a terra. E la dinamica è anche....
18.10.2021 07:28 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Lazio - Inter, da che pulpito viene la predica: quando a non fermarsi fu D’Ambrosio

"Per le regole è tutto corretto, per la sportività decisamente no". Fabrizio Biasin ha commentato così la rete di ieri di Felipe Anderson contro l'Inter. Il post del giornalista è stato condiviso da molti tifosi nerazzurri che hanno parlato di morale, sportività e di "regole non scritte". Frasi che spopolano sui social o che vengono pronunciate al bar nonostante il proprio allenatore abbia detto a chiare lettere che lui non avrebbe chiesto di buttare fuori il pallone. Frasi sposate nonostante un episodio simile nel primo tempo abbia visto proprio Inzaghi arrabbiarsi con Perisic per aver calciato fuori il pallone con Dimarco, ancora lui, a terra. Etica, lealtà, sportività tra calciatori, virtù o fair -play tutte parole ripetute allo sfinimento in queste ore. "Il gol è regolare, però..." è il leit motiv che serve, forse, a mascherare una partita che l'Inter perde nettamente sotto tutti gli aspetti. Perché la brutta figura non la fa Felipe Anderson segnando, ma i giocatori nerazzurri aggredendolo e facendo passare il brasiliano come il furbo della situazione. Sfogliando le ultime stagioni, però, emerge un precedente che fa dire "da che pulpito viene la predica".

ICARDI E TACHTSIDIS - Nell'aprile del 2015 l'Inter di Mancini batte il Verona per 3-0 al Bentegodi. La rete che sblocca il risultato è firmata da Icardi in una situazione in parte simile a quella dell'Olimpico. D'Ambrosio manda a vuoto Tachtsidis che mette male il piede, scivola e resta a terra infortunato toccandosi la coscia sinistra. Il difensore nerazzurro prosegue e allarga per Palacio che crossa per l'argentino che insacca alle spalle di Rafael. Una situazione ben più grave di quanto accaduto ieri visto che il Verona, al contrario dei lombardi all'Olimpico, non ha mai avuto il possesso del pallone e la possibilità di fermare l'azione per soccorrere il proprio giocatore. Il centrocampista gialloblù, tra l'altro, facendosi male lascia proprio lo spazio a D'Ambrosio di avanzare e di confezionare l'azione che porta al gol di Icardi. Nonostante i fischi del Bentegodi e qualche reazione dei calciatori dell'Hellas, la gara è andata avanti senza le scene definite da Sarri come un "far west". Nessun giocatore dei padroni di casa ha aggredito fisicamente D'Ambrosio e/o Palacio come accaduto con Felipe Anderson. Anche i media sono stati tutti concordi e basta riprendere i giornali dell'epoca per capire che il clamore non è stato lo stesso. Il Gazzettino di allora scrisse: "Tachtsidis è a terra sull’azione del vantaggio, proteste del Verona ma il regolamento parla chiaro: deve fischiare l’arbitro, altrimenti si gioca". Eppure si trattava di un match importante con l'Inter a secco da cinque turni ed è la rete che sblocca e indirizza la partita. A essere diverse forse sono solo le maglie e la sportività tanto invocata e applicata solo quando fa comodo.

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Pubblicato il 17/10 alle ore 19:15