Lazio, Ledesma: “In finale si vince con la testa. Immobile? Può essere l'uomo partita”

14.05.2019 07:30 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Ledesma: “In finale si vince con la testa. Immobile? Può essere l'uomo partita”

“Mercoledì sarò allo stadio a tifare Lazio, speriamo di vincere”. Cristian Ledesma è così. Un inguaribile laziale, capitano per sempre anche senza la fascia intorno al braccio. Quel “noi” sottinteso quando parla dei colori biancocelesti è una romantica dichiarazione d'amore. Ecco perché, in vista della sfida contro l'Atalanta di mercoledì, Cristian era la persona adatta con cui parlare. Lui, che di finali vinte con l'aquila sul petto se ne intende, sosterrà la squadra di Inzaghi insieme ad altri 30.000 laziali dagli spalti dell'Olimpico. In esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, Cristian Ledesma.

SULLE VITTORIE IN COPPA ITALIA - “Abbiamo vinto contro la Sampdoria nel 2009 e poi ovviamente il 26 maggio. Entrambe le coppe mi hanno regalato grandi emozioni, anche se per motivi diversi. Certo, battere la Roma ha tutto un altro sapore, vincere un derby in finale ti dà sensazioni uniche e più forti. Ma questo non sminuisce assolutamente il trionfo con la Sampdoria, è solo un'emozione diversa. Del 26 maggio ho tanti ricordi, ma quello che mi è rimasto più impresso è stato la cena al ristorante: dopo la festa, i canti e la grande gioia, in quel momento abbiamo realizzato per la prima volta di aver compiuto qualcosa di veramente importante".

SU ATALANTA - LAZIO - “La Lazio deve arrivare alla finale con la testa giusta, tanto dipende da quello. Deve essere carica, perché affronta una squadra che nell'ultimo mese si è dimostrata mentalmente e fisicamente molto meglio di chiunque altro in Serie A. La mia speranza è che la Lazio mercoledì si presenti esattamente come a San Siro contro il Milan in semifinale: lì la squadra di Inzaghi stava benissimo atleticamente, e in più ha affrontato la partita con la giusta mentalità. A mio parere quasi tutto dipende dall'aspetto mentale: spesso il fisico lo si fa andare avanti con la voglia, la determinazione e le motivazioni giuste. Infatti non credo ci sia una chiave tattica precisa per battere l'Atalanta. I nerazzurri sono una squadra difficile da mettere in difficoltà, a meno che non siano al 100% a livello fisico. Una finale come questa non si vincerà tatticamente, anche perché loro daranno il massimo. L'Atalanta non si farà distrarre dal pensiero del campionato, si giocano un trofeo e tutte le loro energie saranno rivolte verso la Coppa Italia. La loro annata è già ottima, vincere la finale e andare in Champions League sarebbe storico".

SU IMMOBILE - “Io non penso che Immobile non stia bene. L'anno scorso è arrivato a quota 40 gol, quindi oggi è normale che possa cadere l'occhio sul minor numero di reti segnate. Ripetersi sui quei livelli però sarebbe stato incredibile. Non segna da un po', ma è diverso dal dire che non stia bene o non sia in forma. Purtroppo per gli attaccanti è così, quando non fanno gol allora vengono criticati. Soprattutto per un grande bomber come Ciro che ha sempre abituato tutti molto bene. Credo che in una partita come una finale, in casa e con motivazioni altissime, Immobile possa essere l'uomo partita. Poi se Inzaghi pensa che la coppia Correa-Caicedo possa fare meglio di lui allora è giusto che vada in panchina, prima di tutto viene sempre la squadra”.

RIMPIANTI CHAMPIONS - “Contro SPAL, Chievo e Milan la Lazio ha un po' gettato via tutto quello di buono che aveva fatto prima, vincendo nel derby e a Milano contro l'Inter. Parlando con il senno di poi, già solo pareggiandole tutte e tre in questo momento avrebbe avuto 3 punti in più che l'avrebbero tenuta ancora in corsa per la Champions League. È difficile capire quali siano i motivi dietro queste sconfitte dopo il buon percorso realizzato fino a quel momento. Ad oggi è normale avere rimpianti”.

IL FUTURO DI LEDESMA - “Nel futuro quello che vorrei fare è allenare i giovani nelle scuole calcio. In questo momento non credo che da qui in avanti si presenti una situazione nuova che mi spinga a tornare a giocare, anche se non si sa mai. Magari tra un giorno o un mese mi arriva una proposta seria da parte di una società e potrei accettare. Ovviamente per allontanarmi da casa il motivo dovrà essere molto valido, vedremo”.

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