Lazio, Fabiani: "Puntiamo all'Europa. Tifosi? Non ho parlato con Lotito"

09.09.2026 13:03 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Fonte: Andrea Castellano - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Fabiani: "Puntiamo all'Europa. Tifosi? Non ho parlato con Lotito"
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FORMELLO - In occasione della presentazione di Diogo Leite, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato in conferenza stampa dal centro sportivo di Formello. Di seguito le sue parole.

Ci sono riflessioni sugli svincolati? Patric e Pellegrini? 

"Mi sono già espresso su loro due, ci sono anche degli slot e come abbiamo sempre detto il mercato non dorme mai, c'è quello degli svincolati. Dove la società intravede la possibilità di migliorare la rosa, farà delle valutazioni".

Lo stipendio di Diogo Leite impatterà nel costo del lavoro allargato?

"Sì, tutti i nuovi contratti vanno a impattare sul costo del lavoro allargato. Su questo vecchio indice, mi sento di tranquillizzare chiunque, riusciremo comunque a fare mercato come abbiamo sempre fatto. Ma anzi, riusciremo a patrimonializzare il parco giocatori della Lazio. Credo che il valore della rosa della Lazio si possa attestare intorno ai 400 milioni di euro. Nei prossimi giorni usciranno dei parametri ufficiali, queste sono le mie proiezioni. La Lazio non ha preso tanto per prendere. Poi c'è stata anche un pizzico di abilità e furbizia nell'operare su dei giocatori svincolati o che non rientravano nelle valutazioni teciche di altre società e li abbiamo presi noi, questo non può che farci piacere. Abbiamo patrimonializzato. Questo è un dato molto importante, significa che puoi tranquillamente operare sul mercato con cessioni e prendere giocatori altrettanto validi, da Castellanos a Guendouzi ecc. Quest'anno abbiamo perso Gila, Romagnoli che aveva il desiderio di andare a giocare altrove e l'abbiamo accontenato. Non penso che abbiamo depotenziato la rosa, ma aggiustata. Poi il campo è il giudice supremo. Non è questo il momento di dare giudizi, vincere due partite può significare tanto e nulla. Bisogna lavorare come abbiamo fatto finora senza distrarci da complimenti. Il calcio è una brutta bestia, dobbiamo lavroare su questo percorso che abbiamo intrapreso per raggiungere l'obiettivo minimo di riportare la Lazio in Europa. Speriamo non ci rubino l'idea, questa è una battuta".

Che voto dà al mercato?

"Non sono il tipo che si deve autocelebrare, sono qui perché il ruolo me lo impone. Il voto lo devono dare gli addetti ai lavori, si devono dare a fine anno. Se l'anno scorso abbiamo meritato un 5, un 4,5 un 3, ora aspetterei fine anno per fare delle valutazioni. Non mi piace attribuire meriti alla campagna acquisti, al mister... Non ci devono essere egoismi, io sono stipendiato per fare il mio lavoro e cerco di farlo al meglio. Se ci riesco o no lo sa solo il buon Dio. Rimando le valutazioni a fine campionato. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto con passione, con amore verso questa società e questi colori e per i tifosi. C'è un questione in ballo che va risolta, giocare senza tifosi non è semplice, alla lunga ti portano punti in più. Nel weekend ho visto qualche partita e i tifosi hanno dato la forza per ribaltare il risultato. Quando l'altra volta l'ho chiesto per favore, non l'ho detto ai tifosi, ma di ragionare tutti insieme per trovare una sintesi. Non entro nel merito di queste questioni, il mio compito è dire a tutti di provare a risolvere questo problema. Penso che il calcio è bello perché ci sono i tifosi, c'è tanta positività, c'è di tutto e di più. I tifosi mancano, questa è la verità. Hanno preso questa decisione, la rispettiamo e andiamo avanti. Nell'allenamento a porte aperte sono venuti tanti tifosi, ci hanno tenuto a dire che staranno sempre vicino ai giocatori, che seguono le sorti della squadra. Vediamo se il tempo potrà aggiustare il tiro da questo punto di vista. Io faccio un altro mestiere, vediamo che faranno le persone preposte. Il mio discorso non era indirizzato ai tifosi ma a tutto l'ambiente, siamo tutti noi che forniamo quell'alchimia positiva o negativa".

Lotito ha detto che la protesta è illogica, che la Lazio è prima in classifica... Voi come società cosa state facendo per riportare i tifosi allo stadio? 

"Posso parlare per me. Con il mio gruppo di lavoro stiamo facendo l'impossibile per mettere a disposizione del tecnico e della tifoserie tutti i gicoatori per togliersi delle soddisfazioni. Cosa si può fare... C'è bisogno di mediare, di abbassare i toni. Io parlo per me, non per conto dei tifosi o del presidente. Sono un umile operatore e direttore. Dico che è una situazione che andrebbe affrontata. Faccio il direttore sportivo, noto e vedo e mi sento di dire alcune cose. Io qui rappresento la società in veste di direttore sportivo, parlo a nome mio. Nella vita nessuno mi ha mai messo il bavaglio, dico ciò che penso. Non è bella per nessuno, per Lotito, per i tifosi, per i giocatori, per la città. A volte ci vuole poco per risolvere il problema. L'importante è metterci tutti quanti a discutere su quello che sta accadendo. Io inviterei anche il presidente Lotito a prendere di petto questa situazione, so che non ci sta bene nemmeno lui. Non faccio l'avvocato difensore del presidente Lotito o di altri. Io rispondo delle mie azioni, se oggi mi sento ancora di lanciare questo appello a tutti, lo faccio sotto la mia responsabilità. Anche se tra un po' sui social prenderò altri insulti".

Con Europa ha dichiarato un obiettivo concreto. Quindi la rosa si è rinforzata? La stagione senza Europa sarebbe negativa o fallimentare? 

"Veniamo da anni particolari, dove giocatori che hanno fatto la storia della Lazio non ci sono più. La strada intrapresa è questa, dove arriveremo non lo so. Mi auguro vivamente che possiamo migliorare sempre di più questo risultato per far sì che la Lazio torni al più presto nelle competizioni europee. Senza Europa? Non farei nulla, prenderei atto della situazione, ho una proprietà che deve valutare".

La società è convinta di non operare con il saldo zero? 

"Bisogna aspettare ulteriori verifiche da parte della Covisoc, abbiamo preso sei giocatori, ne sono andati via quattro anche in scadenza. Fare contratti pluriennali ti vanno a impattare nel CLA. La fortuna di questa Lazio, ma come di altri club, è patrimonializzare. Quando hai il valore dei singoli, questo mi fa stare tranquillo. Non è una società bloccata, con il valore del parco giocatori vicino allo zero. Tra le mille difficoltà, siamo riusciti a patrimonializzare".

Ha parlato con Lotito di questo problema dei tifosi? E del suo contratto?

"Non ho bisogno di parlare del mio futuro, non è mai stato oggetto di disussione e non mi pongo il problema di rinnovare, fino a che sarò il direttore sportivo opererò per il bene della società. Non ho parlato con Lotito, anche no, non spetta a me, e ti ribadisco, tutto ciò che dico è frutto del mio pensiero. Sono un'anima libera, questo è un problema che va affrontato, è in capo al presidente. Io posso semplicemente dire con molta umiltà, venite allo stadio perché i giocatori hanno bisogno di voi. Daremo sempre il massimo e cercare di fare punti. A Udine ce n'erano di tifosi, la cosa più bella è quella. Pensiamoci tutti quanti, a me sembra un'assurdità. Poi ob torto collo dobbiamo andare avanti comunque".

La Lazio dovrà vendere dei giocatori per pagare i riscatti?

"Ci sono dei contratti depositati in Lega che vanno rispettati e riscattati. Non ho mai fatto il passo più lungo della gamba, se abbiamo fatto questi contratti... abbiamo fatto delle operazioni che invece che dare i soldi con la mano destra te li do con la sinistra. Qual è il problema? Ci sono delle norme che andrebbero affrontare, peggiorative per ogni società. Per quale motivo qualsiasi club si può avvalere soltanto di due svincolati nella sessione di mercato? Perché devo avere un limite? Sicuramente non li paghiamo a prezzo di mercato, ma deve essere una cosa positiva per tutte le società. La Lazio farà come ha fatto in tutti questi anni nella presidenza Lotito e anche quando sono arrivato io: tutti gli impegni li ha sempre mantenuti. Tutti i giocatori che si stanno rivelando importanti per la Lazio già sappiamo che rappresentano il futuro del club. Non si può fare un'operazione fine a sé stessa. Cinque milioni hanno una coda lunga... Quando si fanno queste operazioni, le si fanno insieme al proprietario, alla contabilità, al segretario generale perché tutto deve combaciare. Le operazioni fatte, pur andando a finire nel costo del lavoro allargato, abbiamo la consapevolezza che possiamo soddisfare tutte le esigenze di cui abbiamo bisogno. Se poi il campo non rende, si può cambiare strategia. Se devo vendere Guendouzi mi rappresenta un potenziamento economico, valuto la sua cessione. A volte ci sono anche dei giocatori che di fronte a richieste allettanti ti si mettono di traverso. Gattuso ha detto che dobbiamo lavorare con gicoatori che hanno a cuore la Lazio. Ogni acquisto ha una sua conformazione che non possiamo prevedere. Su Gila, il sottoscritto ha rifiutato 25 milioni di euro. Ho fatto scrivere al Milan proprio questo. Erano tanti per un giocatore a scadenza, poi hanno alzato a trenta milioni e lui voleva andare via. Per questo l'abbiamo accontentato. Ogni operazione ha i suoi perché, è diversa una dall'altra. La verità è che se non esce Romagnoli e prendiamo Diogo Leite, abbiamo tre mancini e diventa un problema. Si pensava che avrei fatto una risoluzione a zero, ma la forza della società è stata quella di aver tenuto botta senza stare con l'acqua alla gola. Romagnoli aveva un costo per l'uscita, liberato un posto l'abbiamo preso. Diogo Leite l'avevamo anche già contattato".

Cos'è che l'ha spinta a cambiare nella strategia nella scelta dei giocatori? 

"Non ho mai fatto scommesse. Semmai qualche giocatore non è stato all'altezza di quello che si poteva pensare. Poi è tutto da vedere. Belahyane ha fatto una partita importante, bontà di Gattuso".

Quali passi indietro è disposta a fare la società?

"Intendo il dialogo, un'apertura su tutti i fronti. Non voglio essere offensivo, passo indietro significa trovare un confronto e un dialogo non per interposta persona. Il confronto deve essere fatto dalle componenti aventi diritto. Secondo me se queste componenti voglio discutere la questione, magari ci può essere un'apertura e una risoluzione di un rapporto così incrinato. A volte nascono queste cose perché le parti non si parlano, basterebbe poco. Sembra che l'uno sfugge dall'altro. Ne parlo a titolo personale, mai nessuno mi ha imposto qualcosa, nemmeno Lotito. Lo faccio perché me lo sento di fare. Tutte queste problematiche il sottoscritto, con problemi anche personali, è stato qui a lavorare per la causa della Lazio. Quando la cosa più semplice sarebbe stata staccare la spina. Io ho preso un impegno e lo porto fino alla fine nel rispetto di tutte le componenti. Voglio dire che queste devono trovare una sintesi per vedere se ci sono i presupposti per trovare una soluzione positiva per il buon funzionamento di una partita o di una stagione. Sono convinto che esiste il dodicesimo uomo in campo. Parlo un linguaggio calcistico, non voglio fare politica. Io devo stare nel mio recinto. Voi avete bisogno di loro, Fabiani ha bisogno dei giocatori come Gattuso e Lotito. I calciatori hanno bisogno dei tifosi. Vengo da una famiglia laziale, anche loro (le famiglie, ndr.) hanno bisogno dei calciatori, hanno voglia di andare allo stadio perché è un momento di spensieratezza. Riportiamo sui giusti binari quello che è il gioco più bello del mondo".

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.