Lazio | La replica del tifo organizzato: "Minacce inaccettabili, un punto di non ritorno"

23.01.2026 12:30 di  Elena Bravetti  Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Lazio | La replica del tifo organizzato: "Minacce inaccettabili, un punto di non ritorno"
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© foto di Federico Gaetano

Prima l'invito da parte del tifo organizzato della Lazio a non acquistare, per il momento, il biglietto per Lazio-Genoa, poi il comunicato del club. Ora la Curva Nord, nel consueto appuntamento ai microfoni di Radio Laziale, ha voluto replicare alla società. Ecco le parole nell'intervento in diretta:

"Ieri sera stavamo facendo una riunione per decidere se entrare o meno a Lazio-Genoa o in che modo proseguire la contestazione. Poi ci fanno leggere il comunicato, e quello ci ha uniti. Abbiamo detto: 'Adesso è la via del non ritorno'. Non dobbiamo entrare, non sono accettabili quelle parole. Non sono accettabili le minacce che vengono fatte, anche perché noi non abbiamo imposto nulla. Noi diamo quella che è la nostra visione, chiediamo alle persone di seguirci, ma non imponiamo nulla a nessuno. Le minacce presenti nel comunicato non appartengono neanche alle peggiori dittature. Non è mai esistito che una società si rivolga a dei tifosi con quelle parole. Ricordo le parole di Lotito in cui diceva che avrebbe messo i tifosi della Lazio uno contro l'altro scatenando una guerra tra poveri. C'era quasi riuscito, col comunicato di ieri ha ricompattato tutta la tifoseria".

"Nessuno è obbligato a seguirci, nessuno ha obblighi nei nostri confronti. Questo è quello che è stato deciso da noi, e tutti quanti insieme ci prendiamo le responsabilità di ciò che facciamo. Quando fu presa la decisione a Lazio-Lecce per la vicenda Paparelli non sono stati fatti picchetti per dire alla gente 'non dovete entrare' o minacce, come ha fatto la Lazio nel comunicato di ieri sera. La cartina tornasole sarà Lazio-Genoa, e vedremo se i tifosi della Lazio approvano la linea di condotta della società, espresso in modo chiaro in quel comunicato, oppure la linea del tifo organizzato, delle persone che per la Lazio ci sono sempre, per la squadra e per mister Sarri. Non ci siamo per questa dirigenza".

"Voglio dire alla società che noi ci saremo prima e ci saremo anche dopo, abbiamo sempre tifato per la Lazio, non ci siamo mai permessi di avere altri pensieri oltre la Lazio. Invece ci sono persone che all'interno della società ci sono persone che la Lazio neanche la tifano. Faremo una cosa statica a Ponte Milvio, ascolteremo la partita. Noi saremo lì, chi vuole venire siamo ben contenti che venga, così facciamo vedere anche quanti siamo ad amare Lazio tanto da esser pronti a privarci della cosa più bella. L'invito è aperto a tutti coloro che pensano che questa situazione sia arrivata al limite".

"Non vediamo prospettiva, progettazione, non vediamo nulla. Il comunicato è la cartina tornasole di una società, secondo il nostro parere, allo sbando. In questo momento vediamo soltanto un forte ridimensionamento, un fare cassa con la merce più preziosa. Lotito aveva detto che la Lazio non è un supermercato, in questo momento è un discount. Noi non ci stiamo. Abbiamo fatto l'abbonamento, gli abbiamo dato soldi per portare la Lazio dove merita. Questo mi porta ad avere il diritto a contestare una situazione che ci vede ormai stanchi. Siamo dei clienti, perfetto: non mi sta bene questa gestione, pretendo altro. Forse siamo riusciti a far aprire gli occhi a tutti.

"Non dobbiamo abbandonare la Lazio, siamo la seconda tifoseria dell'Italia a riempire i settori ospiti. Questa società dovrebbe essere orgogliosa della sua tifoseria, al contrario non fa altro che denigrare il nostro lavoro. Salvo poi utilizzare le nostre scenografie per far cassa e utilizzarle agli occhi degli sponsor. Per coerenza, questo non dovrebbe accadere. Quello che facciamo noi è totalmente autofinanziato, la Lazio non mette mai un euro. Quindi per coerenza non dovrebbe utilizzarle neanche per far cassa".