Lazio | Noslin, da riserva a talismano: la metamorfosi è servita
C’è un dato che accompagna ormai da tempo le prestazioni di Tijjani Noslin: quando l’olandese trova la via del gol, per la Lazio non arriva mai una sconfitta. A Venezia è arrivata la sua tredicesima rete in maglia biancoceleste, un’altra firma pesante che conferma una statistica diventata quasi una certezza. Sono infatti 11 le partite in cui Noslin ha segnato con la Lazio e in 9 occasioni la squadra ha portato a casa i tre punti. Le uniche due volte in cui il suo gol non è coinciso con una vittoria sono state il pareggio con il Parma della scorsa stagione e l’1-1 contro il Milan di una settimana fa. Nel conto c’è anche la spettacolare tripletta realizzata al Napoli in Coppa Italia.
Numeri che raccontano, però, soprattutto il cambio di passo vissuto dal giocatore. Rispetto alla scorsa stagione, Noslin sembra avere acquisito una fiducia completamente diversa. Con Sarri aveva chiuso con appena 5 reti in 34 presenze, tutte realizzate entrando dalla panchina. Da titolare, invece, non era mai riuscito a lasciare il segno, nonostante le 9 occasioni avute. Con Gattuso il quadro è cambiato rapidamente: due partite dal primo minuto e già due gol, entrambi pesanti e arrivati in momenti importanti. Il tecnico gli ha dato fiducia nelle ultime due gare, preferendolo a Pinamonti sia contro il Milan sia a Venezia, e Noslin ha risposto nel modo migliore. Prima la deviazione da centravanti puro contro i rossoneri, con il rischio di rimetterci anche qualcosa fisicamente dopo il contatto con De Winter. Poi il colpo di testa al Penzo, arrivato grazie a un movimento da attaccante navigato: stacco in anticipo, una sorta di terzo tempo alla Icardi per sorprendere Juan Jesus e battere Stankovic. Due gol diversi, ma accomunati dalla capacità di farsi trovare nel posto giusto.
La scelta di Gattuso non è stata legata soltanto alle condizioni non ancora ottimali di Pinamonti, arrivato a fine mercato e poi costretto a fare i conti con il problema alla caviglia rimediato a Udine. Il rendimento di Noslin ha infatti alimentato il ballottaggio nel reparto offensivo e, almeno per il momento, l’ex Verona sembra aver conquistato una posizione di vantaggio. Anche il suo ruolo è cambiato. Durante la preparazione estiva era stato provato soprattutto largo o alle spalle di un'altra punta nel 4-2-3-1. Le partenze di Dia e Ratkov, però, hanno modificato gli equilibri e gli hanno spalancato una nuova possibilità: quella di diventare il riferimento centrale del tridente. Gattuso ne ha sottolineato proprio le qualità fisiche e la capacità di attaccare la profondità. Una trasformazione che Noslin sta cercando di completare. Anche perché nella seconda parte della precedente stagione, quando Castellanos aveva già lasciato la Lazio, non era riuscito a imporsi definitivamente come centravanti. In diverse occasioni Sarri gli aveva preferito Maldini come falso nove. Ora, invece, l’olandese sembra avere trovato una nuova dimensione: più responsabilità, più continuità e soprattutto la possibilità di giocare stabilmente da punta. Il gol sta diventando il suo biglietto da visita e, per la Lazio, anche una sorta di porta d’accesso alla vittoria.
