Orsato: "Andremo avanti con questa linea! I miei arbitri devono..."

03.10.2026 15:00 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Orsato: "Andremo avanti con questa linea! I miei arbitri devono..."
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Nella città di Trento è in corso il Festival dello Sport, edizione 2026. Nel panel "Professione arbitro" è intervenuto il Responsabile Commissione Arbitri Nazionale Serie A e Serie B Daniele Orsato, che ha parlato della nuova linea di direzione tenuta dai fischietti di Serie A. Di seguito le sue dichiarazioni: "Cosa è entrato nella testa dei giocatori? Che se sto giù, la mia squadra deve giocare in 10 per un minuto e lì può prendere gol. L'introduzione dell'IFAB ha smosso il movimento per avere un gioco più veloce. Certo, i miei arbitri sono stanchi morti. Sono lì che devono contare tutto a mente, stanca da morire. Non è troppo, perché vediamo i risultati".

"VAR? Abbiamo fatto degli errori che non sono accettabili e ci lavoriamo. Sulla Play Station: sono quei contatti che ci portavano a revisionare all'infinito e a forza di riguardare il contatto ti sembrava rigore. Se devo stare qui a spiegare che la trattenuta di Kalulu a Rowe in Juventus-Atalanta è rigore vi offenderei. Ci sono altri episodi che possiamo discutere e lì il VAR non deve intervenire, perché decide l'arbitro in campo. Il VAR è nato per il chiaro ed evidente errore. Uno può chiedere: qual è? Sono quegli errori sui quali non siamo intervenuti in queste prime 5 giornate e che abbiamo detto che sono stati errori". 

"Noi non dobbiamo essere protagonisti dello spettacolo. Mi piace di più il termine 'scomparire'. Ero a visionare Massa in Roma-Inter, che è scomparso in campo. Protagonisti no, ma pronti all'intervento. Per esserlo bisogna capire di calcio ed essere allenato. Essere trasparenti e spiegare gli errori è necessario, nel 2026 non puoi essere chiuso in una campana di vetro. Ma dall'altro lato che disponibilità nel capire la scelta tecnica? Noi spieghiamo, se viene accettato bene, altrimenti non importa non lo facciamo per riempire lo spazio di chi cerca la polemica".

"Errori? Me ne aspettavo molti di più viste le nuove indicazioni. Quei 4-5 errori che abbiamo fatto sono 'errori facili'. Abbiamo sbagliato nella lettura dell'episodio, nella dinamica del calciatore. Con gli allenatori nell'incontro fatto ci siamo detti che anche loro dopo 5 giornate non sono contenti del tutto. Ci lavoreremo sugli errori. Ma è la ripetitività dell'errore che non mi piace. Abbiamo lavorato su quello e si ripetono? Significa che sto lavorando male io. I miei arbitri stanno facendo benissimo, in quel caso la colpa è mia e non me lo posso permettere".

"Se gli arbitri devono essere fermati o messi in panchina, lo decido solo ed esclusivamente io, non le TV o i giornali. E siate sicuri che non comunicherò mai all'esterno le mie squadre arbitrali o chi decido di fermare. Non lo dirò mai a nessuno anche se ho rispetto del lavoro dei giornalisti. Sui comportamenti non ci deve essere niente da dire. Ma non posso accettare che si ripetano gli errori. Abbiamo fatto errori in questo inizio di campionato e lavoriamo per non ripeterli".

"Se studiamo tatticamente le squadre? Sì, assolutamente. Un arbitro oggi non può andare in campo impreparato, non conoscendo le squadre, altrimenti non possiamo arbitrare ad alti livelli. I miei arbitri sono un mazzo di matite con un elastico intorno: il primo che si sfila fa cadere tutti gli altri. Vedo i loro occhi e sono consapevoli della strada che hanno preso: non si legge sui giornali che gli arbitri sono scarsi, ma che è stata presa una linea che è coerente, poi ci sono degli errori, ma ci si sta lavorando. C'è una gara fra di loro a fare bene: sono soddisfatto. E quando sbagliano si confrontano fra di loro prima di arrivare a me. Stiamo trasformando il gruppo in squadra". 

"Se si andrà avanti con questa linea? Sì. Io non cerco di convincere nessuno, solo i miei arbitri devono essere convinti. Una persona mi diceva che per lui un contatto era stato rigore. Ok, io non ti posso convincere, anche se chiaramente si lavora sulla valutazione, ma non ci nascondiamo".

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.