WOMEN | Lazio, Goldoni: "Stiamo facendo un buon campionato. Il derby..."
Eleonora Goldoni, centrocampista della Lazio Women, ha rilasciato un'intervista ai microfoni a Vatican News Athletica Vaticana per parlare del campionato, del momento della squadra e non solo. Queste le parole della biancoceleste: "Credo che una passione nasca dal trasporto che ti rende felice. All’età di 5/6 anni ho approcciato a questo sport sentendomi libera, insieme a mio fratello e a mio papà. Ho iniziato a 7 anni e fino ai 14 ho giocato insieme ai miei amichetti maschi del paese perché non c’erano abbastanza bambine per poter formare una squadra di calcio. Siamo sempre state sottoposte, anche ora, a tanti pregiudizi perché è sempre stato considerato uno sport prettamente maschile. Mia mamma non voleva giocassi a calcio finché non ha capito che fosse la mia passione e ora, insieme alla mia famiglia, è la mia più grande sostenitrice. Non si cancellerà mai dalla mia memoria l’ingresso in campo con la squadra dei miei amici maschi, l’immagine dei miei compagni di squadra che mi difendevano dalle provocazioni degli avversari. Poi quella partita finì 3-0 con una tripletta, loro a piangere dai genitori e i miei compagni a dirgli “ah ve l’avevamo detto”.
CALCIO FEMMINILE - “Se consideriamo dal punto di vista fisico la struttura di un ragazzo e una ragazza, parliamo di dinamiche diverse. Il bello del calcio praticato dalle donne è la purezza nel perseguire una passione, non è sporcato dall’aspetto economico. Ricordo compagne di squadra che erano costrette a fare un doppio lavoro, allenamenti alla sera e tante volte non c’erano luci e le divise erano diverse. Parliamo di Serie B e C. Il professionismo è arrivato nel 2022 e negli ultimi anni si sono visti miglioramenti e grandi passi avanti, non ancora ai livelli dei colleghi maschi. Maternità? Si ci sono tutele con l’arrivo del professionismo, ma nei nostri club siamo ancora un po’ indietro su questo. A livello europeo ci sono società che si stanno attrezzando per permettere alle mamme calciatrici di poter svolgere il loro lavoro anche essendo madri. Vorrei diventare mamma ma non abbandonare la carriera calcistica. La gravidanza è un percorso bellissimo che porta con sé ostacolo. Al momento della gravidanza bisogna allenarsi, perché è comunque importante, sicuramente l’allenamento è differente. Nel post parto ci sono complicanze ma non vedo l’impossibilità".
RUOLO - “Fin da bambina mi è sempre piaciuto segnare o far segnare, tanto che io nasco come punta, seconda punta o esterna d’attacco fino a quando ho giocato a Napoli dove l’allenatore mi provò come mezzala di centrocampo. Ho sempre avuto la tendenza a correre tanto, all’inizio terrorizzata ma ho scoperto un ruolo che amo fare perché rispecchia quello che mi piace fare in campo”.
LAZIO - “Siamo una squadra che lo scorso anno è salita in A e sta disputando, quest’anno, un gran campionato. Le squadre più forti direi Roma e Juventus che sono le detentrici dei titoli. Derby? È sempre derby, le affrontiamo tra pochissimo in Coppa Italia. L’inno della Lazio a tutto volume nello spogliatoio prima di ogni partita, in campo viene trasmesso durante il riscaldamento. Derby, dentro e fuori dal campo? Ogni tanto mi è capitato di veder ragazze della Roma che hanno vissuto esperienze in Nazionale, più che altro sentirsi. In campo però non si guarda in faccia nessuno”.
STATI UNITI - “L’idea di restare in Italia e giocare a calcio e basta non mi avrebbe appagato, volevo formarmi studiando e imparando una nuova lingua. Mi sono arrivate delle proposte di borse di studio per andare negli USA e ho colto l’occasione. Ho scelto in Tennessee perché erano presenti due ragazze italiane che non conoscevo ma essendo stata molto timida e insicura, per me la loro presenza mi avrebbe aiutato. Sono state le mie sorelle maggiori. I professori sono i primi sostenitori, come nei film. Vivi in campus enormi, strutture sportive incredibili e i professori comprendono l’importanza dello studio”.
PROBLEMI ALIMENTAZIONE - “Andando negli USA, cambiando alimentazione, ma senza accorgermene sono stata tendente a prendere qualche kg in più e ho iniziato a non piacermi vedendo un’immagine distorta di me. Sono passata a evitare il cibo per evitare di ingrassare. È stata una lotta per uscirne ma sono contenta di avercela fatta e di aver vissuto quel momento, a oggi mi ha permesso di capire cosa scatta nella testa delle persone che vivono un momento del genere e di aiutarli prima ancora che lo rivelino. Da quando ho deciso di condividere questo momento di vita, mi sono arrivate tante richieste di aiuto. Ne sono uscita grazie a mia mamma che si è presentata in camera mia piangendo e vederla soffrire mi ha fatto capire che stavo facendo qualcosa che non andava bene”.
TIFOSI - "Le donne sono super competitive, ma capita che dopo la partita si rimane in campo a parlare con le proprie amiche che giocano nella squadra avversaria. Altrimenti si va sotto la tribuna, dai propri tifosi - soprattutto bambini - e si sta con loro a firmare autografi e foto. È un clima sereno. Se ci sono i cori come? Ci sono situazioni come i derby in cui sono accesi, ma la maggior parte delle partite sono momenti di gioia e molto disteso".
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