Briga: “Per parlare di Lazio bisogna saperne. Lotito non sa dialogare, su Gattuso…”

02.10.2026 12:30 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Briga: “Per parlare di Lazio bisogna saperne. Lotito non sa dialogare, su Gattuso…”
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Ospite sulle colonne dell’edizione odierna de Il Tempo Mattia Briga. Il cantante, noto tifoso biancoceleste, esprime il proprio pensiero sul momento in casa Lazio. Questo il suo pensiero: “Caro Direttore, ti scrivo dall’Abruzzo, dove è partita la produzione del mio nuovo disco. Giornate piene, un bel periodo, di quelli in cui ti svegli contento di quello che fai. E però c'è sempre un angolo della testa che sta altrove. Sta a Roma, sta all'Olimpico, sta in un posto che per scelta non occupo più. Sulla Lazio e su Lotito, a dire il vero, si può aggiungere poco. La mia posizione è identica a quella degli altri trentacinquemila tifosi e cittadini che hanno deciso di non rinnovare l'abbonamento”. 

“Attenzione però: non rinnovare l'abbonamento non significa smettere di amare. Quelle stesse persone, ogni giorno, rinnovano il proprio atto d'amore verso la Lazio. Lo fanno con la libertà di una protesta pacifica, perché davvero non si poteva fare altro che questo. Non ci hanno lasciato altre strade. Dopo ventidue anni, diciamolo, il personaggio lo conosciamo bene. Per questo mi viene da ridere quando sento dire che avrebbe fatto di tutto per riportare i tifosi allo stadio. Di tutto. Ognuno di noi potrebbe elencare, uno per uno, i gesti che sarebbero bastati e che non sono mai arrivati. Poi c'è il campo, e anche li mettiamo le cose in fila. Il primato in classifica dopo cinque turni lascia il tempo che trova. Siamo appena all'inizio, mancano trentatré giornate e tutto quello che ci sta dentro”.

“Il resto sono diversivi, modi per tirar l'acaua al proprio mulino e provare a raccontare che la protesta è una questione di punti. Non lo è mai stata. E qui mi permetto una cosa che forse non dovrei dire sul tuo giornale: per esprimere un parere su quello che accade alla Lazio bisogna essere informati. Se fai il giornalista e non lo sei, la brutta figura non la fa il tifoso, la fai tu. Noi, come tifosi, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. La prova sta nei settori ospiti, pieni di famiglie e di bambini, con un'atmosfera meravigliosa. Andate a vederla, prima di scriverne”. 

“C'è un altro punto che mi sta a cuore. Qui non parliamo soltanto di un presidente, parliamo di un politico importante. E da che mondo è mondo un politico dovrebbe saper dialogare, mediare, ascoltare. Sono i requisiti minimi del mestiere, e io non li vedo. Quando una persona è priva di qualsiasi forma di empatia, i rapporti con gli altri non nascono proprio: restano preclusi in partenza. È il motivo per cui questa storia non si sblocca. Sulla squadra, invece, voglio essere positivo”. 

“Vedo un gruppo che vuole bene a Gattuso, e vedo un allenatore che è entrato nella testa dei suoi giocatori. Non è una cosa da poco. Sono stati recuperati ragazzi che l'anno scorso sembravano persi: penso a Tavares, a Belahyane, anche a Mandas. Quando un allenatore riesce a fare questo, significa che qualcosa di vero sta costruendo. Ed è proprio per loro che la distanza fa ancora più male. Perché una squadra cosi meriterebbe un Olimpico pieno, e un Olimpico pieno meriterebbe una società diversa. Il giorno in cui le due cose si incontreranno, saremo tutti lì. Io il mio disco lo finisco. Ma il posto, caro Direttore, resta vuoto. E non per colpa mia”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.