Zoff: "Spero in una Nazionale diversa. Serve rimettere al centro il talento"
RASSEGNA STAMPA - C'è aria di grande cambiamento intorno alla Nazionale. La terza esclusione consecutiva dal Mondiale è una ferita ancora troppo dolorosa per non continuare a parlarne e ha già portato alle dimissioni dell'ex presidente FIGC Gravina e del ct Gattuso, due degli artefici di questo fallimento. "Spero che quella che verrà sia una nazionale diversa, nel senso che possa fare cose buone come il nostro antico casato merita", afferma Dino Zoff che, nell'intervista rilasciata per l'edizione odierna de Il Tempo, ha analizzato la situazione odierna dell'Italia e rivelato le sue speranze per il futuro.
"L'Italia ha conquistato quattro Coppe del Mondo e quindi vorrei che presto torni a essere in grado di farsi onore ancora. In questo momento, l'augurio è soprattutto legato ai risultati sportivi. Poi dopo come si possa fare certamente è un altro discorso. È un periodo non è semplice e molto dipenderà anche da chi sarà eletto a capo della Federazione".
I candidati più forti a ricoprire il ruolo di vertice federale sono Abete e Malagò: "Certo, sono personalità che sanno il fatto loro e che sono in grado veramente di dare un indirizzo. Poi il resto non sarà facile". Non serviranno solamente riforme: "La priorità è tornare ad avere una Nazionale competitiva, quindi parlo di risultati sportivi e di prestazioni adeguate da parte della squadra che rappresenta la maglia azzurra. Poi ovviamente serviranno anche quelle".
Per quanto riguarda le difficoltà nello scovare il talento si è detto scettico: "Ormai ci sono tutti gli strumenti, è difficile che ci sia in giro un ragazzo molto forte e che non venga individuato. La priorità però deve essere quella di rimettere il talento al centro. Negli ultimi anni c'è stata l'esasperazione tattica, che sicuramente ha penalizzato la fantasia del gioco e del giocatore. Quindi bisognerebbe lasciare i ragazzi più liberi di esprimersi. L'aspetto tattico deve arrivare in un secondo momento, quando i ragazzi sono più maturi".
Se sul futuro ct non si è voluto sbilanciare: "Non mi esprimo sulla questione legata al prossimo commissario tecnico, non è solo una questione di esperienza”, sull'addio di Gattuso, infine, ha dichiarato: "Non so se sia stata una sua decisione o se magari l'hanno portato a dimettersi. Sicuramente prima questo tipo di situazioni erano più pesanti. Stavolta mi sembra che sia successo tutto in modo abbastanza naturale, come normale conseguenza di quanto successo dal punto di vista del risultato sportivo".
