ESCLUSIVA - Luis Alberto, Trillini: "Mago anche nel golf? Vi dico che..."

11.09.2023 09:00 di Martina Barnabei Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA - Luis Alberto, Trillini: "Mago anche nel golf? Vi dico che..."

Dal prato dell’Olimpico a quello dell’Olgiata Golf Club. Il passo, per Luis Alberto, è stato brevissimo. Lo spagnolo ha deciso di dedicarsi, nel tempo libero, a uno sport nuovo e totalmente diverso dal suo lavoro, per mettere alla prova se stesso e la sua concentrazione. Serve pazienza, impegno e costanza per poter mandare in buca la pallina. Anche qui, come nel calcio, non si può mai abbassare la guardia. Chissà se il Mago farà magie anche con i ferri da golf e non solo col pallone, è presto per dirlo ma i presupposti ci sono tutti. Parola di Alessandro Trillini, il suo insegnante di fiducia che ai nostri microfoni ha raccontato come è iniziata l’avventura del centrocampista. “Ci siamo conosciuti tramite Pepe Reina, con cui sono molto amico, è stato lui a girare il mio numero a Luis Alberto”- ha spiegato - “Aveva fatto qualcosa già a Siviglia quando giocava lì e ora, vivendo all’Olgiata si è rivolto a me. Devo dire che è anche bravino”.

Il biancoceleste si è avvicinato da poco a questa disciplina, è ancora alle prime armi e ne dovrà fare tanta di strada: "Nel golf l’apprendimento è lungo, lui ha fatto al momento solo tre lezioni. Per essere un neofita però è portato, c’è da dire anche che essendo atleta è abituato all’agonismo. Ha tantissima elasticità, si muove bene. Gli dedica tempo, gli piace. Questo è uno sport che porta molto alla concentrazione e lui essendo una persona abbastanza tranquilla, riuscirà sicuramente a fare bene e a divertirsi. Se sarà un Mago anche qui? Non lo sappiamo ancora (ride ndr.), però le premesse ci sono. Ha approcciato in maniera giusta, nel senso che sta venendo spesso poi ora con il fatto che c’è stata la pausa ne ha approfittato. Ha giocato in questi giorni, si è allenato un po’ a golf un’oretta e mezza. Anche ieri è venuto e si è allenato, posso dire che le premesse sono quelle giuste. Le lezioni iniziali nel golf, che è uno sport difficilissimo, sono importantissime perché ti danno l’impostazione iniziale che è tutto. Serve costanza. La sua è buona, è partito col piede giusto. È uno sport che per loro giocatori, non ha alcun tipo di pericolo e questo è bene sottolinearlo”.

Il numero dieci non è il solo che Alessandro ha avuto come allievo, diversi giocatori della Lazio gli hanno fatto visita e si sono affidati alla sua esperienza per poter imparare: “Io sono cresciuto in questo Circolo e di giocatori ne ho visti passare, c’è solo una pecca: sono romanista e ho tutti laziali come allievi. Partendo dal passato, ho avuto l’occasione di conoscere Poborský e Stam, mentre i più recenti sono stati Pepe Reina e Silvio Proto. Tutti abbastanza bravi. Quasi tutti i calciatori, nonostante abbiano un po’ i fianchi bloccati perché nel gol ci vuole tanta rotazione di fianchi e loro tendono a avere la parte bassa solida, riescono quasi sempre bene. Giocano tutti relativamente benino. Chi fa uno sport a livello professionistico di questo genere, nonostante il golf sia difficile, riesce sempre un po’. Chiaro, poi c’è quello più forte e quello meno forte. Ci vuole tanta pratica

La rivalità non conosce deroghe, fa parte del sentimento del tifoso. Nessuno più di un romano può saperlo e quindi per instaurare un rapporto sincero e d’amicizia è meglio mettere le cose in chiaro dal principio: “Io glielo dico subito che sono romanista, anche se questo ‘astio’ sportivo è fine a se stesso. Lo sport è sport, ognuno tifa la squadra del cuore e ci deve essere sportività in tutto. Capita qualche sfottò. L’anno scorso Pepe Reina quando hanno vinto 3 a 0, la mattina mi ha mandato una foto con tre dita. Uno sfottò sempre piacevole e amichevole”.

La competitività è alla base di ogni sportivo, è il motore che permette loro il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Anche nel golf la passione è fondamentale e due ex in particolare ne hanno da vendere: “Il più competitivo? Sicuramente i due portieri, sono due bei ragazzi competitivi. Gli piace proprio, sono malati di golf. Pepe l’ho sentito prima e mi ha detto che sta continuando a giocare. A loro piace proprio tanto. Forse sono quelli che mi hanno dato un po’ più di soddisfazione. Su Luis non posso dirlo ancora perché ha appena cominciato, dipende anche da quanti anni stanno qui e quanto riescono a allenarsi. Riesco a capire le loro abilità solo trascorrendoci del tempo, chiaramente più è meglio è. Speriamo che resti a lungo. È un bravissimo ragazzo”.

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