Covid-19 / Prof. Antonini: "La Fase 2? Ecco cosa avrei fatto. App Immuni? Così non serve. La Lazio a Formello poteva allenarsi..."

03.05.2020 06:55 di Mirko Borghesi Twitter:    Vedi letture
Covid-19 / Prof. Antonini: "La Fase 2? Ecco cosa avrei fatto. App Immuni? Così non serve. La Lazio a Formello poteva allenarsi..."

Torna a parlare, scendendo ancor più nei crismi dell'epidemia da coronavirus e sulla fase 2 che partirà fra due giorni, il Prof. Gabriele Antonini dell’Università di Roma Sapienza Urologo di fama internazionale nonché medico sociale della SS Lazio. Ai microfoni di Non è La Radio una lunga intervista nel corso della trasmissione "Ricchi, ricchissimi... praticamente in mutande", in cui prima si sono toccati i temi riguardanti il farmaco per il tumore alla prostata e la maggiore vulnerabilità del sesso maschile. Argomenti già affrontati con noi de Lalaziosiamonoi.it e che potete leggere > qui <. Successivamente il Prof. Antonini ha voluto invece scendere nei particolari di come si è affrontata l'emergenza.

Professore come avrebbe affrontato lei la fase 2?

"Io sicuramente avrei cominciato a dare mascherine a tutti quanti. Qui stiamo invece ancora cercando di capire dove trovarle e a quale prezzo. L'errore che è stato fatto è quello di non reperire e non produrre le mascherine. Ad un certo punto devi organizzarti e abbiamo avuto due mesi. Tutti dobbiamo averla per difenderci e per difendere gli altri. Quantomeno quella chirurgica. Poi bisognava cercare di fare uno screening a tappeto della popolazione tramite i tamponi, isolando i positivi e cercando di restringere il cerchio. Oggi, se noi usciamo, abbiamo esattamente lo stesso rischio che avevamo due mesi fa. Il lockdown è servito solamente ad una cosa, a mascherare le carenze del sistema sanitario nazionale. Un sistema massacrato, in cui sono stati tagliati posti letto in continuazione. Non sono stati assunti medici. Nella regione Lazio sono vent'anni che non si fanno concorsi. Non ci sono gli infermieri. Stare a casa vuol dire non diffondere la malattia, ma anche non strutturare nuovi posti in terapia intensiva. Altra cosa, il virus tornerà ad ottobre e novembre? Bisogna organizzare delle strutture Covid-19 . 7-8 ospedali esclusivi, perché non si può gestire la promiscuità di una malattia oncologica con un paziente affetto da coronavirus. Non si può entrare con un tumore ed uscire con un'infezione virale. Questo è assurdo. Vorrei portare avanti la battaglia del mio caro amico e luminare, il Prof. Martelli. Riapriamo il Forlanini. Una struttura eccezionale che potrebbe essere un punto di riferimento storico attaccato qual è allo Spallanzani".

Quindi questa fase 2 programmata?

"La fase 2 non c'è. Non esisterà fino al vaccino. Bisognerà anche capire cosa troveranno. Fondamentalmente il rischio che abbiamo dal 4 maggio è lo stesso del 7 marzo. Abbiamo solo rallentato la diffusione del virus. Ma se usciamo tutti insieme senza mascherine e soprattutto senza le strutture deputate a trattare tutti i pazienti Covid, senza scelte fra i giovani ed anziani, non risolveremo mai il problema. In più, il segnale importante che ci hanno dato di pandemia, sul ritorno del virus a ottobre. E se invece tornasse fra dieci anni? Ma vogliamo organizzarci?! Una nazione seria, dal mio punto di vista, struttura il suo futuro sulla sanità e sull'istruzione. Qui non abbiamo strutture sanitarie e le scuole sono chiuse. Per carità, a scuola si diffonde il virus, ma il nostro sistema d'istruzione non è al passo coi tempi. Come la sanità".

Ristoranti? Come riaprire? Col plexiglass?


"Secondo me non si aprono. Tutte le normative che metteranno saranno vincoli drammatici. Immaginate voi andare al ristorante con la mascherina. Stiamo parlando di posti dove ci si ritrova, dove c'è una socialità. Stare distanti, con una mascherina, sarà difficile. Si preferirà magari prendere e mangiare a casa. Per i bar invece penso sia possibile. Io punterei tutto sulla responsabilizzazione delle persone. Se tutti siamo coscienti di pericoli e conseguenze, possiamo fare tutto. Il popolo italiano ha dimostrato in due mesi di saper rispettare le regole. Mettere vincoli troppo forzati produce il rischio che le persone arrivino al loro limite e scoppino. Ho il forte timore che possa scoppiare una bomba sociale con qualcosa anche di grave. Normale, ad un certo punto se non muori di covid-19 muori per le conseguenze economiche".

Quante voci diverse dagli esperti...

"La verità è sempre nel mezzo, in tutte le cose. Responsabilizzare è fondamentale. Se uno riapre e il senso di responsabilità viene meno avremo un aumento del numero dei contagi e una nuova chiusura. Non conviene a nessuno non rispettare le regole. Bisogna trovare un punto d'incontro. Stare chiusi in casa, in estate, fa male a tutti quanti".

I bambini chiusi in casa, un problema

"Io ho due bambini piccoli che stanno soffrendo. Capisco benissimo la situazione. Il problema è che due bambini hanno bisogno dei genitori ed aumentiamo così il numero dei contatti. Bisogna trovare dei compromessi. Anche se non contraggono l'infezione possono diventare vettori pericolosi per zii e nonni".

C'è chi dice che sia una crisi economica voluta...

"Non ci credo. Non conviene a nessuno, sarebbe assurdo. A quale scopo? Non ci vuole una task-force piuttosto per prendere certe decisioni. Mascherine e tamponi. Screening e riaprire attività. Se avessimo investito prima in questo ambito potevamo già vedere serrande alzate".

Il comportamente del governo?

"Questo governo si sta deresponsabilizzando un po' troppo. Lo stato deve acquistare le mascherine e darle alla popolazione. Il prezzo se lo vedano poi loro. Se vogliono tutelare la salute e l'economia questo devono fare"

L'app Immuni serve senza tamponi?

"L'app Immuni non ha nessuna utilità. Come fai a sapere se uno è positivo o negativo in base alla febbre? Se ce l'aveva perché era stanco o aveva altre infezioni? Questa dell'app è una cosa fuori da ogni logica senza uno screening".

Perché i calciatori non possono allenarsi nei centri sportivi? Il campionato poteva ripartire?

"Io so bene, per certo, quello che è stato fatto a Formello. Ci sono 14 spogliatoi fra la prima squadra, la primavera, la Lazio femminile e via dicendo. Ci sono anche cinque campi da calcio. È l'ideale per ricominciare l'attività sportiva a piccoli gruppi. Non capisco perché non arrivi il via libera. Messaggio sbagliato? Questo è un luogo comune sbagliato. Loro sono professionisti che hanno le loro responsabilità perché fanno girare un'attività economica. Non ci fermiamo alla bella vita dei calciatori. Ci sono figure che sono a stipendio 0 o in cassa integrazione. Far ripartire il calcio aiuta tante maestranze che stanno soffrendo come tanti altri lavoratori in Italia. Secondo me il campionato poteva riprendere tranquillamente a porte chiuse con le squadre che avrebbe disputato il campionato come fosse un Mondiale. Bisogna capire qual è la volontà. Dal mio punto di vista sembra che stiano solo tirando sul tempo fino al 'non si ricomincia più'".

Pubblicato il 2/05

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