Lazio | Tra contestazione alla società e sostegno alla squadra: ad Ascoli il primo esodo
RASSEGNA STAMPA - "Libertà". Una sola parola, ripetuta per novanta minuti, ha accompagnato la serata del Del Duca come un vero e proprio coro da stadio. Non un incitamento alla squadra, ma un messaggio chiaro e diretto a Claudio Lotito. Ad Ascoli i tifosi della Lazio hanno rivisto la squadra dal vivo per la prima volta dopo 81 giorni, dall'ultima finale di Coppa Italia persa contro l'Inter. Dopo mesi di trasferte vietate, proteste all'Olimpico e manifestazioni, il popolo biancoceleste si è ritrovato in massa nelle Marche, trasformando la prima amichevole estiva nella fine di un lungo digiuno.
Il settore ospiti è andato esaurito, la tribuna Mazzone si è tinta di biancoceleste e, con il sostegno dei tifosi ascolani, bandiere, sciarpe e cori hanno accompagnato la squadra per tutta la gara. È il paradosso dell'estate laziale: l'amore per la maglia resta fortissimo, mentre aumenta la distanza dalla proprietà.
Sugli spalti, evidenzia Il Tempo, hanno convissuto due sentimenti opposti: l'affetto incondizionato per i giocatori e per Gattuso e la dura contestazione nei confronti della società. A pesare c'è anche il malcontento per il ritiro di Formello, annunciato come aperto ai tifosi ma rimasto di fatto chiuso, così come le amichevoli casalinghe.
Per molti sostenitori, quindi, Ascoli è stata l'unica occasione per riabbracciare la squadra. E potrebbe essere solo l'inizio. Con il boicottaggio dell'Olimpico destinato a proseguire, saranno le trasferte il vero punto d'incontro tra la Lazio e il suo popolo. Il copione è già scritto: domenica a Frosinone e poi il 24 agosto a Bologna, per l'esordio in campionato, sono attese nuove invasioni biancocelesti.
