Ancora uno schiaffo prima della reazione: una Lazio imballata ribalta l’Ascoli

02.08.2026 22:45 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Fonte: Michele Cerrotta - Lalaziosiamonoi.it
Ancora uno schiaffo prima della reazione: una Lazio imballata ribalta l’Ascoli

Serve un altro schiaffo alla Lazio per svegliarsi dal torpore. Come accaduto contro Primavera e Avellino la squadra di Gattuso trova la via del gol solo dopo una rete subita. Prima Zaccagni sotto porta e poi Ratkov con un bel movimento in area ribaltano la rete di Chakir e stendono un Ascoli che comunque non sfigura. Finisce 2-1 per la squadra di Gattuso nella prima gara dell’anno aperta al pubblico e giocata all’interno di uno stadio, ma al di là del risultato le gambe sono ancora imballate e i segnali sembrano arrivare solo dopo un colpo subito.

Dal centrale di Formello al Del Duca di Ascoli, cambia il campo e come da programma cambia quasi tutta la Lazio. Sono solo tre i reduci della gara con l’Avellino confermati da Gattuso: Mandas tra i pali, Marusic spostato dal centro della difesa alla fascia sinistra e Dia, nell’inedita posizione - almeno per questa stagione - di prima punta. Il risultato, però, è ben lontano dall’essere convincente. Il senegalese fatica non poco in campo e continua a vivere un’estate difficile. Poche sponde, scollato dal resto della squadra: il miglior guizzo - almeno potenziale - lo si vede quando a metà del primo tempo trova un buono spunto sulla sponda sporca di Noslin, salvo calciare male e debolmente tra le braccia del portiere una volta in area. Destro o mancino, il risultato non cambia: a fine primo tempo ancora Noslin serve Dia in orizzontale in area, ma il senegalese pur cambiando piede trova la stessa conclusione moscia tra le braccia di Vitale.

Non un primo tempo entusiasmante quello offerto in campo ai circa 3mila tifosi biancocelesti accorsi ad Ascoli per abbracciare la squadra 81 giorni dopo la finale di Coppa Italia all’Olimpico e come sempre grandi protagonisti sugli spalti. Quel 13 maggio era un’altra Lazio, con un altro modulo e un altro allenatore ma con gli stessi interpreti e allora con le stesse difficoltà offensive. Polveri bagnate anche per Dele-Bashiru, protagonista di un errore grottesco su invito ancora di Noslin dopo 38 minuti. Non arriva neanche a calciare, invece, Zaccagni nel primo tempo: le gambe sono in ballate, ma le difficoltà manifeste se ancora una volta è Taylor a creare l’occasione potenzialmente più pericolosa con un tiro dalla distanza che non va troppo lontano dal palo. 

Forse perché gli impegni ufficiali si avvicinano o solo per cercare di risvegliare l’orgoglio di una Lazio sulle gambe Gattuso non cambia nulla all’intervallo. In campo gli stessi undici, ma non si va oltre un possesso continuo e senza sbocchi pericolosi. E allora ne approfitta l’Ascoli, che intorno all’ora di gioco passa con una palla in verticale di D’Uffizi a tagliare fuori la difesa e a servire Chakir che, tutto solo, batte Mandas. Come già accaduto in due delle altre tre amichevoli la squadra di Gattuso reagisce allo schiaffo morale: palla di Taylor per Dia e pallone dentro dal fondo per Zaccagni che nell’area piccola anticipa Vitale per il pareggio biancoceleste. Cambia tutti gli undici insieme Gattuso per un ultimo quarto d’ora, che regala alla Lazio anche il gol vittoria: recupero di Belahyane che appoggia a Przyborek, bravo a metter dentro per un Ratkov reattivo nel tagliare alle spalle del difensore avversario e spingere il pallone in rete con la punta del piede sinistro. Finisce con un’altra vittoria per Gattuso ma la solita sensazione che, tra mercato e lavoro in campo, la strada sia ancora lunga. 

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.