Gabriele Paparelli: "Ripicca della Lazio nel ricordo di mio padre, vi racconto"
Durante l'ultimo video di 'Lazio: nel buio, la luce' del canale YouTube 'Brigata Lazio', è intervenuto Gabriele Paparelli, figlio di Vincenzo. In particolare ha raccontato quanto accaduto in occasione della coreografia in Curva Nord in Lazio - Cagliari, quando a sua figlia è stato impedito di scendere a bordo campo. Di seguito le sue parole.
“La coreografia Vincenzo in Curva Nord? Io stavo a casa con quaranta di febbre e piangevo come un bambino. Diceva tutto. Eravamo stati invitati in tribuna dalla società a ottobre, come ogni anno. In quell’occasione il tifo organizzato mi aveva detto di venire in Curva per una sorpresa a mia figlia. Io ho avuto la febbre, per questo c’è andata mia moglie. I tifosi ci avevano comprato dei biglietti, poi però la società ci aveva detto di andare in tribuna per la partita. Alla Lazio dava fastidio che i tifosi si prendevano cura di questa cosa. Con tutto il rispetto per la società, il richiamo più forte che ho è per la Curva, dov’è morto mio padre. Se i tifosi mi chiamano, io rispondo".
"A quel punto c’è stato un gioco di ripicche: mia figlia doveva andare in campo, o da sola o con un accompagnatore anche della Lazio, sventolare una bandiera e far partire la coreografia con la scritta Vincenzo che avrebbe visto da sotto. Sarebbe stato un regalo bellissimo. Lei è stata comunque felicissima, non ha saputo le dinamiche ma ha vissuto un sogno. I tifosi volevano fare un regalo alla nipote di Vincenzo Paparelli, ma non l’hanno fatta entrare in campo vietando ai tifosi di accompagnarla".
"Arrivare a fare la ripicca su un ricordo così importante è stato un grande errore. Sono piccoli dettagli, ma non si può andare contro i tifosi. Io non ho mai avuto problemi con la società, ma ci sono rimasto male. E se il popolo mi chiama, io vado dal popolo. Lui (Lotito, ndr.) ha sbagliato a toccare i tifosi nel sentimento, non puoi. Mio padre è il padre di migliaia di tifosi laziali, il papà di tutti che è morto sugli spalti. Mi dispiace tanto”.
