Lazio, difesa rivoluzionata e pochi gol subiti: (quasi) nessuno così in Europa
"Speriamo che ora la nostra forza diventi l'attacco", diceva Gennaro Gattuso lo scorso 11 luglio, giorno della sua presentazione come nuovo allenatore della Lazio. Già prima dell'inizio del ritiro c'erano molti dubbi sulla sua fase difensiva, rivoluzionata negli elementi a disposizione da una stagione all'altra. In estate, infatti, oltre ad aver perso un maestro del lavoro sul reparto arretrato come Maurizio Sarri, la società ha lasciato andare anche tre pilastri degli ultimi anni come Provedel, Romagnoli e Gila. L'unico rimasto tra i centrali è Provstgaard (Patric è fuori lista), oltre ai terzini ormai di lunga data (Marusic, Lazzari e Pellegrini, però fuori lista). Nonostante tutti i dubbi e i tanti nuovi arrivati, dopo cinque giornate di campionato la Lazio è la seconda miglior difesa in Serie A (a pari merito con la Roma e dietro il Cagliari) e in Europa, con soli tre gol subiti. Un risultato sorprendente che fa il paio con i 13 punti in classifica e l'attuale primo posto (diviso ancora con i giallorossi e con l'Inter).
Diversi altri club nei top cinque campionati europei hanno incassato quanto i biancocelesti, ma quasi nessuno ha cambiato così tanto in pochi mesi, sia per l'allenatore che soprattutto per gli interpreti. Il reparto arretrato è stato totalmente rivoluzionato con gli arrivi di Pedraza, Doekhi, Sutalo e Diogo Leite e i rientri dal prestito di Mandas e Floriani. Questi, insieme ai già presenti Provstgaard, Marusic (infortunato) e Lazzari, compongono attualmente la retroguardia di Gattuso (novità anche lui stesso, per l'appunto). Non era facile, quindi, cambiare così tanto e subire così poco. Per le altre squadre, con tanti giocatori titolari già presenti in rosa dall'anno scorso, il lavoro è stato ben diverso.
Tra chi ha preso tre gol dall'inizio del proprio campionato c'è per esempio il Friburgo, che ha confermato il suo tecnico e ha solo cambiato portiere (Backhaus e non Atubolu) e terzino (Makengo invece di Kubler, che comunque subentra spesso). Lo stesso vale per la Roma di Gasperini (ha aggiunto solamente Balerdi, senza considerare Lulli e Molina come esterni) e per l'Everton di Moyes (gli unici nuovi acquisti sono Maitland-Niles e Hackney, ma la difesa è pressoché la stessa). Ad aver cambiato tanto, quasi al pari della Lazio, sono stati il Paris FC (passato dalla difesa a 4 con Kombouare all'assetto a 3 di Rosenior), il Leeds (grandi spese per Trafford in porta, Elvedi e Muharemovic, ora titolari) e il Monaco (in panchina ora c'è Filipe Luis, che gioca a 4 dietro e ha ritrovato gli infortunati Dier e Vanderson, oltre ai nuovi acquisti Nazinho e Sane tra gli altri).
Pochissime novità invece per i club che hanno subito solo due gol fin qui, ovvero il Cagliari di Pisacane (ha aggiunto solo Sugawara), il Borussia Dortmund di Kovac (unico innesto Gadou), il Bayern Monaco di Kompany (ha preso Brown) e il Lione di Fonseca (fa ruotare gli stessi giocatori dell'anno scorso, con l'inserimento di Athekame e Bacher). Il risultato della Lazio ha quindi tutt'altro sapore. A Formello in estate è andata in scena una vera e propria rivoluzione in difesa, che all'inizio spaventava ma che ora sta portando i suoi frutti. I dati parlano di tre clean sheet in cinque partite, con soli tre gol subiti (due dal Milan e uno dall'Udinese). La partenza è stata super, sotto tutti i punti di vista. Dopo la pausa però arriverà il difficile: mantenere questo livello più a lungo possibile.
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