Ss Lazio basket, chiarezza su gara assegnazione centri sportivi: parla Simone Santi

11.10.2026 10:15 di  Paolo Verdi   vedi letture
Ss Lazio basket, chiarezza su gara assegnazione centri sportivi: parla Simone Santi
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Roma, 08 ott - (Agenzia_Nova) Municipio Roma XIII, Ss Lazio basket, chiarezza su gara assegnazione centri sportivi 

E' polemica sull'assegnazione dei centri sportivi municipali nel XIII Municipio di Roma, dopo quanto emerso durante la seduta della Commissione trasparenza dedicata all'apertura delle buste.

A intervenire e' Simone Santi, Presidente dell'associazione Asd Ss Lazio basket, erede di una famiglia da sempre impegnata nello sport, che chiede chiarezza sulle procedure e contesta la presenza dell'assessore municipale durante una parte della seduta della commissione di gara. "Seguiamo con attenzione quanto emerso dalla commissione trasparenza del XIII Municipio in occasione dell'apertura delle buste per l'assegnazione dei Centri sportivi municipali e aspettiamo che venga fatta piena chiarezza", dichiara Santi, ricordando l'attivita' svolta dall'associazione sul territorio nel campo dello sport sociale e dell'inclusione, con i progetti legati all’iniziativa “Colors” che dal 2007 ad oggi, nel Lazio e in Mozambico, hanno regalato momenti di sport a migliaia di bambine e bambini.

Secondo Santi, negli anni l'associazione non avrebbe ricevuto un adeguato riconoscimento per i propri progetti, tra cui una proposta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione di un campo sportivo all'interno di una scuola del XIII Municipio. Abbiamo avuto negli anni, nonostante un grande impegno nella riqualificazione di scuole e campi in periferie romane, una grande difficoltà nella riassegnazione delle strutture, nonostante i nostri progetti abbiano avuto un grande impatto sociale. “Abbiamo compreso la logica che privilegia l’agonismo al sociale, ma questa volta sembra essersi superato il limite. “L'amministrazione”, continua Santi “ha preferito impiegare risorse pubbliche sostituendosi ad un nostro progetto (presentato in accordo con la scuola in un formato pubblico privato e con finanziamenti propri), realizzandolo con tempi lunghi e con diverse falle che a tutt'oggi non sono state sanate", sostiene il Presidente della Lazio Basket.

L'associazione contesta inoltre la valutazione della propria proposta nell'ambito della gara per l'assegnazione del centro sportivo municipale, ritenendo che non sia stata adeguatamente valorizzata la proposta multidisciplinare, rivolta anche all'inclusione e alla disabilita’, presentata iniseme ad altre società sportiva, tra cui la Virtus Roma'. Santi, che ha mostrato negli anni di credere allo sport che unisce colori e paesi, ribadisce quindi la fiducia nell'indipendenza della commissione incaricata di valutare i progetti, ma conferma i dubbi formali e sostanziali sulla opportunità della presenza dell'assessore durante la seduta di gara e alcune valutazioni di carattere oggettivo.

"I presenti alla riunione hanno confermato la presenza dell'assessore durante gran parte della seduta della Commissione di gara impegnata nell'apertura delle buste B e come l'intervento dell'assessore si sia particolarmente incentrato sulla situazione del Centro sportivo presso l'Istituto Don Roberto Sardelli, senza motivazioni neanche ascrivibili alle sue competenze", afferma. "Restiamo inoltre spiazzati dall'ironia della risposta dell'assessore in luogo di una seria motivazione della sua partecipazione a una seduta di gara alla quale non era stato invitato", conclude il legale rappresentante dell'Asd Ss Lazio Basket.

“In generale, dopo aver raccolto una eredità di 90 anni, un marchio storico nell’ambito della polisportiva, e aver dimostrato che lo sport si può fare e diffondere anche nei ceti più deboli (Lazio SS lazio basket, dal 2007 ad oggi, è stata per la maggior parte rivolta a famiglie che non hanno contribuito con alcuna forma di pagamento per l’attività dei propri figli, ad orfanotrofi, a scuole di periferie fino ad arrivare a campi rom e realizzazione di strutture cittadine all’aperto e con libero accesso), rimango ancora più sorpreso da un municipio che sembra non considerare come prioritario il bene dei suoi cittadini e che necessitano di forme di inclusione, come il Baskin, per la prima volta a Roma praticato per I giovani grazie all’impegno della Lazio Basket”.

Noi continuiamo ad operare in linea con la nostra storia e la nostra visione, disponibile a collaborare per il bene dello sport e dei giovani e delle famiglia,  che immagino saranno le stesse a valutare l’operato di chi è preposto alla gestione della “cosa pubblica”. Pertanto non vogliamo sostituirci a chi dovrà fare chiarezza e attendiamo fiduciosi, ricordando che è sempre più difficile fare sport in queste condizioni, che ci porta a pensare che la filantropia si sta trasformando sempre più ad una vera e propria “ follia”.