WOMEN | Lundin, dal calvario alla rinascita: il racconto della ex Lazio
Otto mesi dopo il suo arrivo a Formello Emma Marika Bergman Lundin si apre tramite i propri profili social e racconta il calvario vissuto in questa prima parte di 2026. La svedese è arrivata in biancoceleste nella sessione invernale: la Lazio Women l’ha acquistata a titolo definitivo dal Valerenga e ne ha ufficializzato il trasferimento il 10 gennaio. Da allora, però, la centrocampista non ha mai esordito, frenata da “problemi extracampo che impediscono di definire i tempi del rientro”, come spiegato dalla società durante la scorsa stagione.
A fine campionato, nel silenzio, l’addio alla Lazio Women dopo sei mesi e zero presenze. A rompere il silenzio e raccontare un lungo e spaventoso calvario è la stessa Lundin, che si apre sui social svelando di aver vissuto un periodo estremamente complicato e indirettamente le ragioni dell’assenza dal campo. Tutto è iniziato due giorni dopo l’ufficialità del trasferimento a Formello: “12 gennaio, sono andata all’ospedale solo per farmi controllare il braccio dopo aver giocato con il dolore per 10 giorni. Alcune ore dopo, improvvisamente dottori e infermieri erano ovunque, senza che nessuno parlasse davvero inglese”.
“Alla fine, ho avuto la notizia: un coagulo di sangue sul lato sinistro del mio petto. Niente calcio. Nessuna idea su quanto sarei stata fuori o se addirittura sarei tornata a giocare. Il mio cervello si è semplicemente spento. L’unica cosa che volevo era mia mamma. L’ho chiamata, sono riuscita a dire appena una frase e ho attaccato” spiega Lundin, che poi si sofferma sulle difficoltà di affrontare una simile situazione all’estero e racconta il supporto ricevuto dalle compagne della Lazio Women.
“Tutto è cambiato. Niente calcio, ero bloccata in un paese in cui non conoscevo nessuno. Questi mesi sono stati i più difficili che io abbia mai affrontato. Non avevo mai avuto paura che potesse accadermi qualcosa, ma questa volta ero terrificata, soprattutto per quello che la mia famiglia avrebbe dovuto affrontare essendo così lontana. Le ragazze della mia squadra sono apparse. Hanno reso tutto un po’ più facile. Mi hanno aiutata con qualsiasi cosa mi servisse e in qualche modo hanno reso la situazione meno brutta. Sarò sempre grata per questo”.
Dal calvario alla rinascita. Lundin racconta l’arrivo delle prime notizie positive: “12 agosto. La chiamata che aspettavo: nessuna operazione, medicine interrotte, potevo ricominciare a giocare. Spaventata ma felice”. Da lì una crescita continua, fino al ritorno in campo dopo la firma con il Göteborg: “12 settembre. A malapena ho mostrato emozioni in tutto questo. Penso di aver dovuto agire come se tutto sarebbe finito bene per attraversare tutto ciò. Ieri, dopo la gara, avevo le lacrime agli occhi. In realtà non perché fossi felice o triste, solo sollevata. Ho avuto così tanta paura di non poter tornare in campo. Ieri finalmente l’ho fatto. Un grande ringraziamento ai miei amici, la mia famiglia e il club. E onestamente… è davvero bello essere tornata”.
