Cataldi, meglio tardi che mai: la rivincita biancoceleste sotto la Nord

07.10.2025 08:45 di  Chiara Scatena  Twitter:    vedi letture
Cataldi, meglio tardi che mai: la rivincita biancoceleste sotto la Nord

RASSEGNA STAMPA - Minuto 103, Danilo Cataldi è lì, sul dischetto, in apnea. Sa che quel rigore è suo. Davanti, la porta che guarda la Curva Nord: la lazialità gli scorre dentro e diventa coraggio. Tira, segna, bacia la maglia. In quel gol contro il Torino c’è tutta la sua storia: un ragazzo che non ha mai smesso di combattere, anche quando il destino sembrava voltargli le spalle. 

Cataldi è tornato alla Lazio dopo un anno a Firenze, con la stessa fede di sempre. Ultimo ad arrivare in ritiro, ma primo a dare l’esempio. Si è rimesso in gioco, ha riconquistato Sarri con il lavoro e la pazienza. A 31 anni incarna lo spirito biancoceleste: umiltà, sacrificio e appartenenza. Come ricorda il Corriere dello Sport ha attraversato momenti difficili, si è scontrato con Lotito, ha difeso le proprie idee e la fascia di capitano, che ora torna sul suo braccio in assenza di Zaccagni. È il premio per chi non si è mai arreso.

Un anno fa sembrava finita: a Firenze non fu riscattato, nonostante le promesse. Una serie di coincidenze lo ha riportato a Roma, dove il mercato fermo e l’emergenza in mezzo al campo hanno riaperto la sua strada. Cataldi oggi tiene in piedi la Lazio, unica certezza in un centrocampo decimato. E quel rigore al minuto 102 e 36 secondi – il più lungo della storia biancoceleste – sembra la perfetta metafora della sua carriera: arriva tardi, ma arriva sempre. Meglio tardi che mai.

Chiara Scatena
autore
Laziale dal 1996. Redattrice per lalaziosiamonoi.it, ma anche per Lottomatica.sport, Totosì.sport, Goldbetlive.it, calcio.com. E, visto che non ci annoiamo mai, anche psicologa.